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La Sardegna si ribella alle tante forme di speculazione con un fronte unico contro gli impianti industriali nelle aree agricole. Così i comitati territoriali, le associazioni ambientaliste e culturali promuovono un sit-in davanti al palazzo del consiglio regionale della Sardegna mercoledì 28 settembre dalle 9,30 alle 13 in occasione della discussione in consiglio della mozione n. 250, presentata da alcuni consiglieri, in merito agli impianti termodinamici solari “Flumini Mannu” e “Gonnosfanadiga”. I promotori, insieme agli agricoltori, allevatori, amministratori e cittadini dell'area vasta interessata, impegnati a vario titolo da quasi quattro anni in un confronto, protrattosi per un tempo così lungo da porre dubbi sulla stessa legittimità del modus procedendi della VIA Nazionale, accolgono positivamente la presentazione della mozione presentata e prestano la massima attenzione alle decisioni e alle azioni che verranno assunte in consiglio regionale. Con il sit-in i promotori intendono rafforzare la determinazione espressa, dal Presidente Pigliaru in occasione della Festa dell'Unità a Guspini, nel corso della quale ha manifestato la sua contrarietà a tali interventi, senza però rendere noto quali azioni la Regione Sardegna intenda mettere in campo nel caso in cui in sede di conferenza di servizi, nonostante i pareri negativi espressi dal servizio di valutazione ambientale regionale e dalle direzioni generali del MIBACT, venga ignorata la posizione contraria della Regione.

A tale fine, in occasione della discussione della mozione una rappresentanza costituita da comitati, associazioni ambientaliste e culturali, sindaci, e proprietari delle terre direttamente interessati dagli impianti assisterà ai lavori, mentre all'esterno ci saranno iniziative al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica. Nel contempo è stata inoltrata una richiesta al Presidente Pigliaru, con la richiesta di incontrare una delegazione in modo da far conoscere le azioni che la Regione intenderà mettere nel futuro in atto per mezzo delle sue rappresentanze istituzionali. Le attività poste in essere in questi quattro anni dai Comitati Territoriali e dalle Associazioni ambientaliste, con assemblee pubbliche, Osservazioni tecniche nelle sedi ufficiali, interventi sui Media, e Marce sui territori, fino alla più recente manifestazione svoltasi il 2 luglio nel Medio Campidano, con la chiara presa di posizione di sindaci, associazioni di categoria agricola e sociali, forze politiche e cittadini, rendono esplicita la volontà delle comunità di opporsi alla realizzazione delle due centrali termodinamiche, poiché ritenute dannose per l’economia locale e incompatibili con l’ambiente. Ne conseguirebbe infatti la conversione di vaste aree agricole in chiave industriale, e lo stravolgimento di secolari equilibri ecosistemici e sociali, oltre a risultare in aperta contraddizione con gli Indirizzi e gli obiettivi del recente PEARS su distretti energetici, smart grid e autoproduzione. La sottrazione di queste terre alla natura e all'agricoltura, destinazioni peraltro loro assegnate dalla vigente pianificazione regionale e comunale, si configurerebbe infine come una nuova scandalosa servitù imposta alla Sardegna al fine unico di perseguire una selvaggia e irrazionale speculazione energetica.
glp
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