Furono momenti terribili: mai come in quel momento si era potuto osservare direttamente il pericolo reale che la lotta armata poteva arrecare alle persone civili. Il cielo si colorò di rosso a causa delle raffiche di mitraglia. Ad aver la peggio furono i tre grossi velivoli tedeschi che, colpiti da quelli nemici, precipitarono. Dei soldati a bordo di due di quei tre aerei non si salvò nessuno, mentre l’equipaggio di un altro velivolo, caduto in località “Ruilixi” (zona che si trova approssimativamente dopo su cuccuru di San’Antioco verso le campagne di Lunamatrona), si salvò miracolosamente quasi tutto. I contadini presenti nelle vicinanze si avvicinarono numerosi. «Non fu possibile aiutare nelle operazioni di salvataggio - puntualizza Sanna - infatti il soccorso venne svolto con celerità da parte dei soldati tedeschi. Ai villamaresi fu impedito soccorrere i feriti, ai presenti non rimase che guardare l’accaduto con molta apprensione».
L’evento, visto lo spettacolo cruento, rimase scalfito nella memoria di chi quegli avvenimenti li aveva vissuti. Di quella battaglia aerea però non rimase alcun documento scritto e nessuna fotografia, tant’è che per un lungo periodo fu soltanto il racconto dei presenti a ricordarla.
Tuttavia, nel 1985, successe che a sorpresa venne in visita a Villamar il capitano di quell’aereo, il ricognitore ingegnere Elez Fedrick, che da quel terribile 29 Maggio 1943 non aveva più messo piede in Sardegna. «Ebbi il piacere di conoscerlo - racconta Antonio Sanna - lo accompagnai in località Riulixi. Nel rivedere quel luogo disse che il paesaggio era completamente cambiato, infatti non lo riconobbe. Nel 1943 probabilmente c’erano più alberi, infatti fu proprio uno di questi che nella caduta attutì il colpo facendo girare di quasi novanta gradi il velivolo». Il signor Elez Fedrick regalò alla comunità villamarese alcune foto scattate quel giorno. Una di queste è molto curiosa in quanto testimonia il fatto che i contadini che stavano nei pressi dell’aereo fossero accorsi numerosi. «Di quelle foto - conclude Sanna - ne conservo alcuni duplicati. L’ingegner Fedrick, durante la visita, mi raccontò inoltre che in un successivo scontro aereo in Normandia un altro aereo da lui pilotato, fu colpito e, pur precipitando, riuscì nuovamente a mettersi in salvo. Ammise di essere un uomo nato con la camicia». Rimane un dubbio: come vennero smaltiti i pezzi di quell’aereo? Spiega Antonio Sanna: «Quando l’8 settembre 1943 ci fu l’armistizio firmato da Pietro Badoglio, i quasi 30mila tedeschi dovettero abbandonare in pochi giorni la Sardegna. A Villamar ci fu una corsa per l’accaparramento di tutto ciò che questi lasciarono, non ultimi i pezzi del velivolo di cui io stesso conservo ancora i pezzi di due delle sei eliche di cui era provvisto».
Simone Muscas
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