«Donare un uovo per la ricorrenza della Pasqua», dice Dolores Sedda, appassionata nella ricerca sulle tradizioni popolari, «è un gesto di antiche origini con valore di buon augurio, nella cultura cristiana come in altre non radicate nella tradizione religiosa. Infatti, esistono altre realtà nelle quali l’uovo di gallina l’elemento che rimanda all’arrivo delle primavera ed al rifiorire del ciclo vitale».
Prof. Dedòla, glottologo e studioso della lingua sarda, a proposito di tale simbologia, in una nota pubblicata sul più diffuso social network, afferma che l’origine si perde nella notte dei tempi, oltre il millennio avanti Cristo. «Nella nostra isola, in modo specifico», egli afferma, «le forme del pane variano in relazione alla località di produzione e all’abilità decorativa dell’artigiano panificatore. I Più diffusi sono i motivi floreali e quelli che riproducono animali domestici. Nel nord Sardegna la forma del pane, circolare e morbida, sull’immagine della spianata, si decora con intagli, incisioni e timbri e vi si applicano decorazioni di fiori, foglie e animali, ricavate dai ritagli di pasta. Nella zona meridionale invece, su “kokkòi” è la specialità più diffusa».
© Riproduzione riservata