Verso le elezioni regionali: Agostino Pilia candidato con il "Partito Socialista Italiano Alessandra Todde Presidente"


Agostino Pilia, 67 anni, coniugato, ex funzionario del Servizio SUAPE del Comune di Arbus. Consigliere comunale di minoranza. Allenatore e Presidente della Pallacanestro Arbus. Candidato con il “Partito Socialista Italiano  Alessandra Todde Presidente”. 1) Con quale spirito si propone e quali gli elementi di novità che conta di portare all’attenzione agli elettori? La passione è il filo conduttore per l’impegno politico, civile e sportivo! Coerentemente, da sempre nel partito Socialista. Metto a disposizione le mie competenze e conoscenze, per far si che possa migliorare la condizione economica e sociale delle persone e del territorio. L’obiettivo è quello di mettere al centro le persone i loro problemi e le loro necessità. Non si può prescindere dal lavoro e dalla formazione. Il Presidente Pertini, antifascista schierato, sempre a sinistra, nel partito Socialista, era solito dire che “un uomo non è libero se non ha lavoro, è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli“. Dal lavoro e dalla dignità delle persone si deve ripartire. 2) Sanità, trasporti e spopolamento sono tre tra le maggiori criticità dell’isola. Quale la sua ricetta? Mancano troppi medici, tanti abbandonano la nostra terra per emigrare in realtà dove vengono pagati meglio, dove trovano maggiori opportunità di crescita professionale. Il CUP regionale non funziona, le liste d’attesa sono lunghissime. I pazienti sono costretti a viaggiare da una parte all’altra dell’isola per visite specialistiche. La mia ricetta è il CUP territoriale per abbattere le liste d’attesa. Limitare la mobilità verso gli Ospedali Cagliaritani ed altri territori potenziando servizi medici e specialistici nelle case della salute e ampliare i servizi nelle farmacie. Gli ammalati devono tornare ad essere persone e non solo numeri! Trasporti e spopolamento viaggiano sullo stesso binario! La Mobilità Territoriale soffre l’inadeguatezza delle sue infrastrutture comunali, provinciali e regionali. Si parla di treni veloci ma la tratta veloce Cagliari Sassari è ancora una chimera. I trasporti navali ed aerei sfuggono alle necessità dei Sardi e dei turisti. Poche tratte. Costi esorbitanti. Trasporti efficienti e costi contenuti, consentirebbero una maggiore mobilità, per i sardi e per i turisti, meno emigrazione e meno spopolamento. Occorre investire pensando alle necessità dei prossimi decenni e non solo al domani. 3) Focalizziamo l’attenzione sul Medio Campidano, suo collegio di riferimento, una delle aree più povere della Sardegna. Si può fare qualcosa, e in modo specifico in quale settore? Industria, allevamento, agricoltura?  Sicuramente la strada maestra che può ridare ossigeno alla società Sarda asfittica è quella delle quattro A “Allevamento, Agricoltura, Artigianato, Ambiente”. La base su cui dare vigore al Turismo, alla piccola e media impresa. E’ necessario un sistema di formazione continuo. Partendo dalle scuole, dalla cultura che deve e può produrre reddito. Non possiamo restare inermi davanti alle giuste rivendicazioni del mondo agropastorale. Paradossalmente i nostri allevatori e agricoltori sono penalizzati dalle misure comunitarie, non utilizzare fertilizzanti ed ormoni non è un vantaggio, paradossalmente vengono avvantaggiate le importazioni estere che non rispettano i parametri igienici sanitari e producono con coltivazioni ed allevamenti intensivi. Inoltre devono contrastare questa concorrenza sleale affrontando i costi elevati di energia e carburanti. Alle calamità deve aggiungersi il crescente numero dei selvatici, in particolar modo dei cervi e dei cinghiali, il cui numero è cresciuto in modo esponenziale. Sono necessari interventi mirati per adeguare la loro presenza. Vi è la necessità di una Legge Regionale che tuteli il mondo agropastorale da questa presenza. Anche il settore della pesca deve essere supportato. 4) Perché gli elettori del Medio Campidano dovrebbero riporre la fiducia sulla sua persona? La fiducia è sempre più una merce rara. Spesso disattesa. La conseguenza è l’abbandono delle urne. Occorre una legge elettorale che dia la possibilità di esprimere la preferenza! Chi vota vuole e deve poter decidere su chi porre la fiducia. Gli elettori devono darmi fiducia perché coerentemente, da sempre, sostengo le istanze di chi non ha voce, di chi vive la quotidianità dei problemi sanitari, del lavoro, della famiglia, della solitudine! Da Socialista, da cattolico, da uomo di sinistra lo faccio in silenzio, senza enfasi.

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