Fernando Cuccu, 66 anni, è il sindaco di Villamar da quattro anni e mezzo e terminerà la propria legislatura la prossima primavera: lo abbiamo incontrato per conoscere lo stato dell'arte delle azioni già intraprese dall’Ente locale, i prossimi obiettivi che l'amministrazione vuole mettere in campo in questi ultimi sei mesi di legislatura e per conoscere qualche anticipazione sulle prossime elezioni.
Il suo mandato volge al termine: come giudica, sinora, la sua esperienza da sindaco?
In maniera positiva: pur fra tante difficoltà, non ultima l'emergenza Covid, abbiamo messo in campo diverse azioni e dato vita a progetti dai quali attendiamo di raccoglierne i frutti.
A proposito di Covid, qual è la situazione nel paese?
Abbiamo toccato il picco di trenta positivi accertati nella comunità. Siamo ora in una fase di contenimento: non mi stancherò mai di ripetere ai cittadini di continuare a utilizzare tutte le precauzioni e rispettare le regole. Non dobbiamo abbassare la guardia per nessun motivo.
Covid a parte, può ricordare alcune delle azioni importanti messe in campo dalla sua amministrazione?
Abbiamo contato oltre cento progetti intrapresi, moltissimi portati già a termine, fra questi: il sistema di videosorveglianza, la nuova biblioteca, la sistemazione del riu Cani e di numerose strade interne e rurali, le migliorie all’arredo urbano, la sistemazione delle scuole e di tutti gli edifici, i sistemi di risparmio energetico negli edifici pubblici, la nuova illuminazione pubblica oltre, naturalmente, a tutte le iniziative di regolamentazione quali l’adeguamento del Puc e l’adozione del piano particolareggiato. A breve pubblicherò un elenco completo di quanto fatto dall’amministrazione in questi cinque anni.
Alcuni fra questi progetti, rispetto agli intenti iniziali, sono però in fase di realizzazione e andati oltre i tempi previsti.
Spesso gli appalti possono andar bene o, com’è capitato in alcune circostanze, insorgere imprevisti.
Partiamo dalla necropoli punica: è un obiettivo su cui aveva detto di voler far ruotare il turismo del paese.
Entro fine anno avremo il parere della sovraintendenza dei beni archeologici: contando non vi siano intoppi auspichiamo di fare la gara d’appalto per l’avvio delle opere entro la fine della legislatura: le cifre in ballo sono di circa 1 milione e mezzo di euro che, oltre a rendere fruibile l’area archeologica, serviranno per il rifacimento della piazza dell'ex municipio, la sistemazione del laboratorio, il box office. I lavori del monte granatico invece, per altri 200 mila euro, sono invece già stati appaltati: lì sorgerà un museo legato alle tombe puniche.
Quanto agli impianti sportivi?
I lavori procedono: entro la fine della legislatura contiamo di terminare le piste e tutte le opere annesse, mentre i campi da tennis e di pallavolo della scuola primaria sono stati portati a termine. Abbiamo intanto trovato un custode che, con la società Virtus Villamar, si sta da qualche tempo occupando della manutenzione e pulizia degli impianti.
La palestra comunale, nonostante siano passati ben oltre due decenni dall'inizio della sua costruzione, è ancora un cantiere aperto.
A breve riappalteremo le opere che, a causa di disaccordi fra progettisti e impresa costruttrice, sono stati bloccati.
Finalmente verrà resa fruibile?
No. Abbiamo però fatto delle stime: terminate le nuove opere, mancherebbero ancora circa 500 mila euro per poterla portare a termine. Dovremo reperire quei fondi in qualche modo.
Fra le questioni che hanno fatto discutere ve n'è una recente: si tratta del cambio della società che gestiva la pulizia delle strade e il verde pubblico. Che giudizio dà alla nuova impresa?
Dopo qualche piccolo problema iniziale, credo si sia trovata la quadra. La nuova impresa ha contrattato dei lavoratori locali e sta svolgendo un servizio di cui ci riteniamo soddisfatti.
Quanto alle polemiche con la precedente impresa locale delle pulizie?
Appartengono al passato: con i responsabili della precedente gestione abbiamo avuto modo di chiarire. Non guardo però mai indietro: preferisco concentrarmi su ciò che verrà e avere, invece, un approccio costruttivo con tutte le risorse umane del paese.
Un altro dato su cui bisogna riflettere è la clinica Arborea: la struttura da qualche tempo ha avviato un servizio, ridotto rispetto a quanto ipotizzato in un primo periodo, ma comunque operativo. Cosa ci può dire a proposito?
L’aver evitato il default finanziario per il nostro Comune è stato un primo grande successo. Nonostante si tratti di una struttura privata, abbiamo a cuore le sorti di quel centro perché un suo decollo significherebbe per Villamar e il territorio una grande occasione di rilancio per l’economia.
In passato parlò di idee del Comune legate all’indotto economico che ne sarebbe potuto derivare dall’operatività della struttura: a che punto siamo con quel progetto?
Con la Fondazione presieduta da Pier Sandro Scano, l’amministrazione comunale e l’ingresso di alcuni investitori privati che ora possono partecipare grazie al cambiamento dello statuto della Fondazione stessa, stiamo creando le basi per creare nuova occupazione e sviluppo nell’ambito della sfera socio sanitaria: stiamo lavorando a un grande progetto sul quale, al momento, non posso sbilanciarmi.
Quanto a “Iscola”, progetto che punta ad accentrare tutti i plessi scolastici della Marmilla in un unico polo a Villamar?
Sorgerà dove attualmente c'è l'edificio delle scuole medie che verrà abbattuta e ricostruita. A seguire quest’iniziativa saranno otto dei diciassette comuni dell’Unione dei Comuni della Marmilla.
Restano però fuori da questo progetto quei paesi che, numeri alla mano, possono ancora mantenere le scuole aperte nei propri centri, su tutti Lunamatrona e Barumini.
Il primo progetto prevedeva che tutti i paesi dell'Unione partecipassero alla costruzione di un campus: quel finanziamento, di circa 9 milioni di euro destinato all’Unione dei Comuni, lo abbiamo però dovuto restituire per divergenze di vedute fra le amministrazioni. Quella però è acqua passata: stiamo ora focalizzando l’attenzione su questo nuovo obiettivo, meno ambizioso del primo, ma comunque importante per il territorio.
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Villamar, chiesa San Pietro[/caption]
Villamar è un paese che, come tutti quelli della Marmilla, vive il fenomeno dello spopolamento. Chissà che in futuro questo problema non metta seriamente a rischio il mantenimento dello status quo di alcune realtà. A tal proposito, numeri alla mano, come si immagina le comunità del territorio fra un decennio?
Avrà un ruolo sempre più incisivo l'organo dell'Unione dei Comuni: in questi ultimi anni è stato palese come quest’Ente abbia avuto un peso notevole nella gestione del territorio.
Il problema spopolamento potrebbe, chissà, generare un grosso rischio quale la perdita di risorse che garantiscano i servizi al paese, alcuni di questi essenziali. Alla luce di ciò la ritiene un’utopia l’ipotesi di presentarsi alle prossime elezioni con un'unica lista dove dentro vi siano tutte le anime della comunità e le migliori menti? Un progetto di intenti comune con lo scopo di evitare di perdere, in primis, ciò che faticosamente si è costruito negli ultimi decenni.
Rimango dell'idea che ci debba essere sempre un confronto democratico e anzi auspico ci sia un gruppo alternativo al nostro pronto a candidarsi. Un paese, indipendentemente dal fatto che sia il nostro gruppo a guidare l’Ente o meno, credo abbia sempre bisogno di un gruppo di maggioranza che si contrapponga a uno di minoranza. La presenza di una minoranza vigile la ritengo fondamentale: nel corso di questi quasi cinque anni di legislatura il ruolo dei quattro consiglieri di minoranza è stato importante e il rapporto che noi abbiamo mantenuto con loro è sempre stato cordiale e incentrato sulle idee.
Quanto alla sua squadra di amministratori si ritiene soddisfatto?
Sì, in questi quattro anni e mezzo tutti hanno dimostrato di essere un gruppo dinamico e coeso. Alcuni dei componenti erano alla loro prima esperienza: hanno avuto modo di crescere e imparare tanto. Una buona squadra deve però sempre essere accompagnata da un’efficiente macchina amministrativa: in questi anni quest’ultima è stata ampiamente rinnovata. Senza la sua efficienza non saremmo stati in grado di portare avanti alcuna iniziativa.
Dalle sue parole diamo già per assodato che il suo gruppo si presenterà alle prossime elezioni.
Sì, fra i tanti impegni, lavoriamo anche in ottica elezioni a primavera.
Con Fernando Cuccu, ovviamente, alla caccia del suo secondo mandato consecutivo.
Ci sto pensando: a febbraio o marzo scioglierò le ultime riserve a tal proposito.
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