Volley Serramanna: insulti via web


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>Nello sport a volte si vince e a volte si perde. Le sconfitte possono essere di misura oppure schiaccianti. Si può essere sovrastati dalla superiorità dell’avversario o semplicemente incappare in una giornata sfortunata. Quello che però non dovrebbe mai accadere è di essere umiliati e insultati dopo una partita persa.

Il fatto: Sabato 28 ottobre al palazzetto dello sport di Serramanna si è giocata una partita di volley femminile del campionato di serie C. La squadra di casa, la Prima Attrezzature Volley Serramanna ha affrontato la Gymland di Oristano in una gara dura e difficile. Il risultato finale è stato di tre a zero a favore delle ospiti che hanno espugnato meritatamente il campo di Bia Nuraminis. Certo, una sconfitta in casa brucia sempre in modo particolare ma, quello che davvero ha lasciato l’amaro in bocca è quanto accaduto domenica. Infatti un post particolarmente offensivo, caricato sui social da un’atleta della Gymland, è iniziato a girare in rete raggiungendo le dirette interessate, le ragazze del Volley Serramanna per l’appunto.

20fo-serramanna insulti

Il post: Si tratta di una foto che ritrae due ragazze in lacrime che si consolano a vicenda. L’immagine è accompagnata da una didascalia poco simpatica: “Imitando le cagne di Serramanna che piangono perché hanno perso. Hashtag #zoccole.”

I provvedimenti: La società della Volley Serramanna ritiene che l’accaduto sia di una gravità inaudita e affiderà al giudice sportivo la decisione di prendere provvedimenti adeguati ed eventuali sanzioni, tra cui anche la squalifica della tesserata autrice dell’infelice post.

La controparte: Pare che la ragazza abbia già contattato personalmente tutte le atlete di Serramanna scusandosi con loro. La Gymland, società seria e di sani principi ha immediatamente chiesto formalmente scusa a tutta la comunità  serramannese e provvederà sin da subito a sensibilizzare maggiormente le proprie atlete al concetto di fair play.

Prendiamola come una ragazzata, perché in fondo di ragazzi si tratta. Chiediamoci però se qualcosa nello sport non stia funzionando per il verso giusto. Gli esempi che ci arrivano dallo sport milionario, quello del calcio soprattutto, non fanno di certo sorridere. Mi riferisco ovviamente a quello che è successo qualche settimana fa allo Stadio Olimpico di Roma, dove in occasione della partita Lazio – Cagliari, sono stati ritrovati degli adesivi con la foto di Anna Frank con la maglia della Roma. Un fotomontaggio realizzato da alcuni ultras della Lazio notoriamente vicini all’estrema destra. La notizia è arrivata anche su alcuni media internazionali facendo rapidamente il giro del mondo. Una figuraccia italiana. Una bravata, figlia dell’ignoranza e frutto della fantasia malata di qualche pseudo tifoso che molto probabilmente non sa neppure chi sia Anna Frank. Potrei citare altri mille casi analoghi dove la stupidità e l’ignoranza hanno sporcato lo sport ma preferisco tornare alla nostra ragazza di Oristano. Probabilmente lei sarà severamente punita  e pagherà per l’errore commesso. Io però mi chiedo se è solo colpa sua. Noi genitori facciamo abbastanza per insegnare ai nostri figli il rispetto verso il prossimo? Le società sportive investono il tempo necessario nella disciplina e nel fair play? E la scuola? Le atrocità del passato vengono ancora raccontate ai nostri bambini? Lo sport è cultura. Lo sport è rispetto. Lo sport è stare insieme. Questo è quello che mi è stato insegnato sin da bambino. Poi questi giorni in TV ho sentito che il Comitato Olimpico Internazionale vorrebbe inserire i videogiochi come sport olimpico e mi sono cadute le braccia. Evidentemente, correre all’aperto, sudare nei campi di gioco, confrontarsi con un avversario, sono cose che appartengono già al passato. Secondo il CIO, i giocatori di videogiochi, si preparano e si allenano con un’intensità che può essere paragonata a quella degli atleti delle discipline tradizionali. Alle olimpiadi del 2022 che si terranno in Cina, potremmo appassionarci e apprezzare le prodezze degli atleti seduti alla console di un videogioco. Immaginatevi che divertimento. Forse sto invecchiando e certe cose proprio non le capisco.

Cristian Sanna

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