Volontari a confronto nel segno della gratuità


more
>“Aiutaci ad aiutare”. È stato questo il tema scelto per la giornata del volontariato organizzata dall’amministrazione comunale di Arbus e dalle associazioni di volontariato del paese. Il convegno con relatori di alto profilo e gli stand delle associazioni in piazza sono stati i momenti clou di questa giornata di confronto e di condivisione. Nell’aula magna dell’istituto alberghiero si è svolto un convegno a cui hanno partecipato gli studenti della scuola superiore, volontari e cittadini comuni (nelle foto di Renato Sechi). A portare i saluti e a rimarcare l’importanza del volontariato ci hanno pensato il sindaco Antonello Ecca, l’assessore ai servizi sociali Veronica Aru e il consigliere comunale Luciano Arau che ha la delega per il mondo del volontariato e lo sport. Don Angelo Pittau, direttore della Caritas della diocesi di Ales-Terralba, si è soffermato sul significato della parola volontariato: «È caratterizzato dal servizio gratuito che porta a donarsi gratuitamente. Ad Arbus il volontariato è vivo e nascono nuove associazioni. Questa realtà va esaminata con attenzione ricordando che le associazioni di promozione sociale non sono volontariato come la Caritas non è un’associazione di volontariato: è promozione del servizio gratuito. I servizi non sono alla Caritas che altrimenti diventerebbe semplice assistenzialismo. Il principio di sussidiarietà non vuole dire sostituire, ma lavorare insieme perché ognuno ha un compito da fare». Poi un appello e una denuncia perché volontariato non è riempire il vuoto lasciato dallo Stato: «Non inganniamo la gente e i giovani volontari: a questi deve essere dato un lavoro. Le associazioni non possono dare servizi “dando” ad un giovane 100 euro alla settimana. Non posso pretendere da un giovane che faccia il volontario e non abbia lavoro: non devo lasciare i giovani senza stipendio. Il volontario si mette a servizio perché sa che l’uomo è in relazione con l’altro. Ognuno di noi deve mettere un mattone per una società di pace. Nel sociale ci sono tanti sprechi. I soldi spesso vanno ai furbi e non ai poveri, ma questo succede sulla luna non certo a Villacidro o ad Arbus». Per Mariella Cannavero, responsabile del centro trasfusionale dell’ospedale di San Gavino Monreale il volontariato è un atto gratuito: «Donare il sangue - rimarca - è uno strumento insostituibile. Solo i donatori possono soddisfare questa esigenza. È un modo per aiutare gli altri. La Sardegna è una delle regioni più carenti. Il donatore rimane l’unica fonte per il fabbisogno di sangue. Noi auspichiamo che nei centri trasfusionali ci sia un apporto più costante di sangue. Noi avremo bisogno che voi vi avvicinaste alla donazione di sangue, non è mai morto nessuno per aver donato il sangue. Un ringraziamento va ai volontari dell’Avis che ci hanno sempre supportato». Luciano Pinna, presidente delle società di Mutuo Soccorso della Sardegna, fa un dettagliato intervento con l’ausilio delle diapositive mentre Antonello Carta, presidente regionale dell’Avis, rimarca la fondamentale importanza della donazione del sangue: «In Sardegna abbiamo 4,74 donatori ogni mille abitanti, ma il nostro territorio non è autosufficiente. Gli amici talassemici hanno bisogno di trasfusioni periodiche e lo scorso anno sono venute a mancare 25mila sacche di sangue. In Sardegna se ne raccolgono 80mila unità. Noi sardi abbiamo la necessità di essere più generosi di altri territori. Il fabbisogno è di 107mila sacche all’anno. Spetta a noi e All’Avis in primo luogo, ma anche ad altre associazioni. Non solo la donazione di sangue. Rapporto di rete. Di queste 80mila unità di sangue, tra raccolta diretta e indiretta l’Avis ne garantisce il 75 per cento e in Sardegna abbiamo 162 sedi comunali». Tante le associazioni presenti come “Gli angeli nel cuore” a partire dalla presidente Adele Frau, la Lasa presieduta da Carmen Lecca, l’associazione “Famiglie Insieme” (Nicola Sardu è il presidente), Zampa Verde presieduta da Beatrice Soddu, la sezione locale dell’Avis (Antonello Atzeni è il presidente), la Caritas interparrocchiale diretta da Franca Pusceddu, l’Auser presieduta da Eugenio Vargiu, l’associazione Sant’Antonio diretta da Luciano Lampis, l’Università della Terza Età e ancora tante altre associazioni. Grandi protagonisti gli studenti e le studentesse delle classi quarte e quinte dell’Istituto Alberghiero di Arbus. Alcune ragazze hanno espresso il desiderio di diventare donatrici di sangue. Nel pomeriggio i volontari hanno messo in mostra la propria attività con gli stand nelle diverse piazze del paese. Gian Luigi Pittau 02fo- 1convegno_volontariato_arbus gruppo

© Riproduzione riservata