Ieri sera, in Piazza Togliatti, un nutrito gruppo di cittadini di Guspini, invitato dal comitato promotore dei referendum del quale fanno parte quanti credono nella democrazia e nella partecipazione, ha accolto l’invito di aderire all’assemblea pubblica per discutere sui quesiti referendari e sul diritto/dovere del voto. Molti gli interventi e le ragioni sull’importanza di esprimere il proprio voto. A parte le sfumature e le posizioni politiche, si è sottolineato il fatto che partecipare al voto è vita democratica per i cittadini che vogliono contare ancora e decidere.
Gli echi degli inviti fatti da alcuni governanti eletti con voto popolare a non ritirare le schede, a non andare a votare o semplicemente a recarsi al seggio a passeggiare, sono stati respinti ai mittenti. Al cronista pare inammissibile che alcune delle principali cariche dello stato dopo essere state elette con voto dai cittadini, invitino gli stessi a non votare.
Come ben sappiamo si tratta di cinque quesiti, quattro riguardano le tutele dei lavoratori, e quindi dei nostri giovani e uno la cittadinanza da dare a chi contribuisce con il suo lavoro, le tasse che paga regolarmente, la scuola che frequentano anche regolarmente, alla crescita della nostra società italiana. Votare SI! O votare NO! È necessario per capire se crediamo ancora nella Repubblica nata con il Referendum del 2 giugno 1946 quando si scelse tra Monarchia e Repubblica.
Inoltre a Guspini la comunità dovrà rispondere a un sesto quesito: andare con la provincia del Medio Campidano o con quella di Oristano. Anche in questo caso chi non vota fa scegliere agli altri e non sempre si è contenti quando gli altri ci conducono dove non vogliamo.
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