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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Guspini: nasce una nuova impresa, due fratelli di Arbus gestiscono il panificio di Tzia Gina Caddeo

di Maurizio Onidi _____________________________ Una nuova impresa nasce a Guspini. Marino e Ilaria Zurru, rispettivamente fratello e sorella, arburesi, hanno aperto la loro attività di panificatori in quella che fino a qualche anno fa, vedeva Gina Caddeo, dietro il bancone dello storico panificio guspinese di via Giovanni Antonio Sanna, aperto nel 1952 con il marito Giovanni Pintus e il fratello Peppino. Forno che nel 2018 ha abbassato la serranda, con il pensionamento del figlio Sergio, che ha portato avanti l’attività dal 1975, con l’uscita di scena, causa malattia del padre Giovanni. Tzia Gina, come era affettuosamente chiamata da tutti, recentemente scomparsa all’età di novantatré anni, ha svolto per settantaquattro anni quel lavoro che “Grazie allo stare a contatto con la gente, mi faceva sentire viva e vegeta”, come spesso ripeteva a chi le chiedesse il segreto della sua longeva attività lavorativa. «Ho sempre avuto questa passione fin da piccolo, quando nel panificio di famiglia mi incuriosivo nel vedere come si lavorava il pane», dichiara Marino Zurru, «Di fatto, con esclusione del periodo scolastico, la mia vita è stata sempre all’interno di un panificio. Ritengo che alla mia età, con la passione e l’esperienza nel settore, sia giusto che questo salto lo faccia, per realizzare il sogno della mia vita e per la responsabilità nei confronti della mia famiglia composta da cinque persone. Il momento non è certamente dei migliori», evidenzia il giovane imprenditore, «È, però, anche vero che se ci lasciamo sovrastare dalle considerazioni non andiamo da nessuna parte. Sono consapevole delle difficoltà alle quali stiamo andando incontro ma quello che mi conforta è la determinazione, la voglia di lavorare e l’amore delle persone che mi stanno accanto». Non meno determinata la sorella Ilaria che va dritta al sodo «È da vent’anni che lavoro in questo settore. Lavorare dietro il banco è quello che mi appaga. Mi associo a quanto detto da mio fratello circa le difficoltà che incontreremo lungo il cammino ma non lasceremo nulla di intentato. Sarà la clientela, giudice del nostro futuro e proprio per questa ragione saremo sempre attenti ai suggerimenti e anche alle critiche che dovessero arrivare che ci sproneranno a fare sempre meglio». ...

San Gavino, dipendenti comunali in fuga: è polemica tra opposizione e maggioranza

 di Gian Luigi Pittau _______________________________   Negli ultimi anni la pianta organica dei dipendenti comunali si è assottigliata per via di pensionamenti e richieste di trasferimento in altre amministrazioni pubbliche e a farne le spese sono i servizi erogati ai cittadini e i cantieri che procedono a rilento. Un campanello d’allarme suonato in consiglio dai consiglieri del gruppo misto Stefano Altea e Nicola Orrù. Così se nel 2014 i dipendenti erano 51 ora si è scesi alla soglia di appena 44 con tutti i disagi che questa situazione comporta: «Tutto questo - denuncia Stefano Altea - è dovuta una gestione complessiva del personale moto discutibile. Nell’ultimo semestre quattro dipendenti comunali, volontariamente, hanno lasciato gli uffici comunali. Tra questi, spicca il trasferimento del responsabile del servizio lavori pubblici che seguiva il procedimento delle più importanti opere comunali come lo spostamento del rio Pardu e la realizzazione della circonvallazione nord ovest. Solo nella scorsa settimana ho ricevuto diverse segnalazioni di gravi disservizi nei settori dello stato civile, lavori pubblici e affari generali oggetto di trasferimenti di dipendenti. La gestione discutibile del personale sta rendendo immobile il paese da troppo tempo». Uno dei settori più colpiti è quello dell’ufficio tecnico come evidenzia il consigliere Stefano Musanti, ex assessore ai lavori pubblici: «Il dato del personale è allarmante e in particolare il nostro ufficio tecnico, uno dei settori trainanti dell’attività di un’amministrazione, ha appena 6-7 unità, la metà di quelli che ha Sanluri, un Comune vicino delle stesse dimensioni del nostro. Ci sono diversi cantieri fermi e finanziamenti di diversi milioni di euro bloccati. Questo avrà delle ricadute negative su tutta la comunità e sulle attività economiche del paese e sui commercianti abbandonati a se stessi. Abbiamo un Pai che ci vincola il territorio e ci sono finanziamenti che non vengono non utilizzati e questo è dovuto anche al fatto che abbiamo una pianta organica insufficiente». Ma il sindaco Carlo Tomasi, che ha la delega al personale respinge le accuse al mittente: «Non vedo questo clima di malcontento e nel 2021 sono arrivati cinque nuovi dipendenti. Abbiamo avuto diversi confronti con le sigle sindacali e con le Rsu, che rappresenta i lavoratori. Abbiamo sempre dialogato con i dipendenti e respingo tutte le illazioni sul personale. Lo scorso anno sono stati assunti ben 5 nuovi lavoratori in forze all’ente, addirittura 6 se si include nel novero anche l’ingegnere unitosi alla pianta organica negli ultimi giorni del dicembre 2020. Nonostante i trasferimenti di alcuni dipendenti è arrivata l’integrazione dei nuovi dipendenti e non mi risulta che sia reso un servizio scadente per mancanza di personale nello stato civile, negli affari generali e nei lavori pubblici». E se i consiglieri del gruppo misto Stefano Altea e Nicola Orrù parlano di fuga de ...

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