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Covid-19 in Sardegna, duecentottantacinque nuovi contagi e dieci decessi
Sono 27.695 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall’inizio dell'emergenza. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale sono stati rilevati 285 nuovi casi. Si registrano anche 10 decessi (644 in tutto). In totale sono stati eseguiti 440.923 tamponi con un incremento di 4.741 test. Sono invece 547 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (undici in meno rispetto al dato di ieri), mentre è di 53 (-3) il numero dei pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 15.017. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 11.217 (+186) pazienti guariti, più altri 217 guariti clinicamente. Sul territorio, dei 27.695 casi positivi complessivamente accertati, 6.035 (+77) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 4.376 (+43) nel Sud Sardegna, 2.173 a Oristano, 5.554 (+62) a Nuoro, 9.557 (+103) a Sassari. ...
Leggi di piùLuci e ombre sulla sanità, lo sfogo di un medico di medicina generale
Questo è una denuncia sulla situazione di disagio e stress vissuta quotidianamente dai medici di medicina generale, ai quali tutto viene demandato. Le vaccinazioni antinfluenzali le abbiamo sempre fatte, ma quest'anno ci hanno chiesto di vaccinare dai 60 anni in su, dal mio database risultavano 400 pazienti. Lo scorso anno pretendevano che andassi a Sanluri per ritirare i vaccini. Io mi sono rifiutata perché nella malaugurata ipotesi avessi avuto un incidente non ero coperta da assicurazione lavorativa (la mia sede è Guspini). Quest'anno ho chiesto 200 vaccini perché parte dei pazienti andava a farla all'igiene pubblica del poliambulatorio. Quando abbiamo ritirato la prima tranche di 100 dosi, (ci fanno andare più volte a ritirarli al poliambulatorio di Guspini), ci hanno detto che l'igiene pubblica mon avrebbe vaccinato perchè loro non ce la facevano. Allora ho specificato che 200 non mi sarebbero state sufficienti e ne ho chiesti almeno altri cento perché non abituata a sprecare e sospettavo, come è accaduto altre volte, che i pazienti impauriti non avrebbero aspettato i tempi della ASL e se lo sarebbero comprato, e quindi se mai fossero arrivati sarebbero rimasti nel mio frigo. Come tutti sanno, infatti, cosa ha fatto la Regione Sardegna, ha consegnatoparte dei vaccini alle farmacie così i pazienti se lo pagano, noi lo facciamo gratis (perché sanno che noi non avremo mai il coraggio di far pagare una prestazione che spetta di diritto), risparmiando sul vaccino e sulla nostra prestazione (capito il gioco?) però dobbiamo segnalare all'ATS i nominativi di questi pazienti. Avendo così pochi vaccini ci troviamo nella situazione di dover scegliere a chi farlo, molti pazienti non capiscono e se la prendono con noi. Con i 200 vaccini che ho ricevuto finora non riesco a soddisfare le richieste degli ultra 60enni e i miei giovani pazienti diabetici - asmatici - celiaci se la stanno comprando così pure i familiari di pazienti in assistenza domiciliare. Per l'attivazione dell'ADI è richiesta la compilazione di 11 fogli da inviare al responsabile e poi valutare con lui, a casa del paziente, le necessità del malato. Dalla prima ondata della epidemia a tutt'oggi questa valutazione non si fa e noi dobbiamo andare dalle "vossignoria" a riferire e documentare con foto lesioni da decubito etc. Perché loro “responsabili” non possono rischiare il Covid. Loro non hanno fatto il giuramento di Ippocrate, la loro salute è più preziosa della nostra. Loro sono dipendenti, mentre noi se ci ammaliamo dobbiamo pagarci un sostituto, continuare ad avere le spese dell'ambulatorio e così via. Ci stanno chiedendo sempre più spesso di medicalizzare, cioè di salire sull'ambulanza che non ha medico, abbandonando i pazienti che abbiamo in studio da ore. Tra gli ultimi episodi mi è capitato un sospetto problema cardiologico. Poiché le urgenze non vengono viste dagli specialisti ambulatoriali, dobbiamo inviarli al pronto soccorso. Con il 118 prima parli con ...
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