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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Grido d'allarme della Fiepet Sardegna contro il lockdown della somministrazione

La protesta sale alta dai bar, ristoranti e pub della Sardegna. In un territorio già fortemente colpito da mesi di chiusura, una stagione turistica magrissima, ora l’ultima mazzata di chiusura dalle 18 con il nuovo DPCM, mette alla prova chi non ha più forze. [caption id="attachment_76949" align="alignleft" width="497"] Ristorante Metropolitan a Guspini[/caption] «In questa decisione non si è tenuto conto di chi ha sempre rispettato le regole. Uniformare tutti è stato come dire che ha fatto bene chi non lo ha fatto», afferma Bastiano Rosu, presidente Fiepet Confesercenti Nuoro Ogliastra, «Tutti vengono puniti per pochi irresponsabili che non sono stati adeguatamente puniti, non si è tenuto conto della territorialità e di tutte quelle zone turistiche che aspettano la stagione per poter sopravvivere il resto dell’anno». E dopo questa tragica estate in cui il turismo si è visto ben poco, essere costretti a chiudere, nonostante la maggior parte dei locali sia perfettamente a norma è un vero disastro. La speranza è che il ristoro promesso arrivi subito così come la cassa integrazione per i dipendenti. «Non ci credo finchè non vedrò i soldi sul conto corrente e i nostri dipendenti abbiano tutti ciò che gli spetta» conclude Rosu «In tanti  durante il lockdown di marzo hanno dovuto aspettare mesi. Così non si sopravvive. Anzi è morte certa per tante attività».     ...

“Assandira” di Salvatore Mereu presentato a Milano

A presentare Salvatore Mereu e il suo nuovo lungometraggio “Assandira” a Milano, e fresco di presentazione al festival di Venezia 77 fuori concorso, c'è Roberto Casalini, all'Eliseo di via Torino. Per dividere chi entra e chi esce dal cinema, causa Covid che tutto inquina, hanno utilizzato qualche centinaio di coppe con relativa targa celebrativa che, poste come sono sull'impiantito dell'ingresso gli conferiscono un tono vagamente irreale, ma assolutamente cinematografico. Casalini, che è stato giornalista per varie testate e ha finito la sua carriera al “Corriere della sera”, si è occupato di cinema e di libri per tutta una vita, sassarese nato per caso a Cagliari, si è buttato nella scommessa editoriale di una nuova casa editrice dall'esotico nome: “1000 e una notte”, e insieme ad Aldo Tanchis sta producendo l'uscita di una serie di libri davvero degni di nota. Qui non fa altro che ricordare la filmografia di Mereu, a partire da “Ballo a tre passi”, passando da “Sonetaula” tratto dal libro di Peppino Fiori, per arrivare all'incredibile “Bellas mariposas”, questo da uno di Sergio Atzeni. E anche “Assandira” è tratto da un libro, dal titolo omonimo, di Giulio Angioni. Dopo la proiezione Mereu, mascherina abbassata sotto la gola, dirà che la lettura del libro gli ha solamente ispirato la storia e, come spesso capita ai cineasti, non si è curato più che tanto di rimanere fedele alla scrittura di Angioni, quanto di rispettare lo spirito del manoscritto. Molto si è impegnato nella scelta dei protagonisti e molto ha rischiato scegliendo quello che sarà l'architrave di tutto il film: Gavino Ledda da Siligo. Propio lui, l'autore di quel “Padre padrone” che fu caso letterario fin dalla sua prima uscita per Feltrinelli nel 1975 (vinse il “Viareggio” opera prima, il titolo intero è “Padre padrone: l'educazione di un pastore”) e di cui i fratelli Taviani trassero un film che vinse la palma d'oro al 30° Festival di Cannes due anni dopo. Ed è ancora considerato il loro capolavoro. Ma che fece molto arrabbiare Ledda, lui che si era speso in studi di glottologia, si sentì in qualche modo tradito, e non lo mandò a dire ai Taviani, a cui imputò di aver voluto travisare la realtà sarda che nel suo libro era descritta in modo del tutto differente. La realtà di un bambino venuto su in un poverissimo paese del Mielogu che non arrivava ad avere 2000 abitanti, il cui padre pastore non poteva permettersi di mandare un figlio a scuola, ne aveva bisogno lui per accudire una mandria non numerosa di pecore. Una vicenda autobiografica che deve aver agitato non poco il cuore di Ledda quando, a ottantunanni compiuti, Mereu gli ha proposto un quasi esordio nel suo “Assandira” (nel 1984 aveva già diretto e interpretato un suo “Ybris”). “Questa volta il regista ha rispettato il libro dell'autore”, ha detto Ledda nelle interviste seguite all'uscita del film. Qui doveva interpretare la figura di un vecchio pasto ...

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