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Virus, Sardegna sempre in allarme, centonovantacinque nuovi casi e sette decessi

Sono 7.759 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale si registrano 195 nuovi casi, 167 rilevati attraverso attività di screening e 28 da sospetto diagnostico. Si registrano 7 decessi, quattro donne e due uomini tra i 94 e gli 81 anni, e una donna di 47. Le vittime sono in tutto 191. In totale sono stati eseguiti 248.525 tamponi con un incremento di 2.254 test. Sono invece 299 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (+12 rispetto al dato di ieri), mentre è di 34 (-2) il numero dei pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 4.421. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 2.779 (+20) pazienti guariti, più altri 35 guariti clinicamente. Sul territorio, dei 7.759 casi positivi complessivamente accertati, 1.418 (+59) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 1.222 (+32) nel Sud Sardegna, 652 (+19) a Oristano, 1.101 (+4) a Nuoro, 3.366 (+81) a Sassari. ...

“Assandira” di Salvatore Mereu presentato a Milano

A presentare Salvatore Mereu e il suo nuovo lungometraggio “Assandira” a Milano, e fresco di presentazione al festival di Venezia 77 fuori concorso, c'è Roberto Casalini, all'Eliseo di via Torino. Per dividere chi entra e chi esce dal cinema, causa Covid che tutto inquina, hanno utilizzato qualche centinaio di coppe con relativa targa celebrativa che, poste come sono sull'impiantito dell'ingresso gli conferiscono un tono vagamente irreale, ma assolutamente cinematografico. Casalini, che è stato giornalista per varie testate e ha finito la sua carriera al “Corriere della sera”, si è occupato di cinema e di libri per tutta una vita, sassarese nato per caso a Cagliari, si è buttato nella scommessa editoriale di una nuova casa editrice dall'esotico nome: “1000 e una notte”, e insieme ad Aldo Tanchis sta producendo l'uscita di una serie di libri davvero degni di nota. Qui non fa altro che ricordare la filmografia di Mereu, a partire da “Ballo a tre passi”, passando da “Sonetaula” tratto dal libro di Peppino Fiori, per arrivare all'incredibile “Bellas mariposas”, questo da uno di Sergio Atzeni. E anche “Assandira” è tratto da un libro, dal titolo omonimo, di Giulio Angioni. Dopo la proiezione Mereu, mascherina abbassata sotto la gola, dirà che la lettura del libro gli ha solamente ispirato la storia e, come spesso capita ai cineasti, non si è curato più che tanto di rimanere fedele alla scrittura di Angioni, quanto di rispettare lo spirito del manoscritto. Molto si è impegnato nella scelta dei protagonisti e molto ha rischiato scegliendo quello che sarà l'architrave di tutto il film: Gavino Ledda da Siligo. Propio lui, l'autore di quel “Padre padrone” che fu caso letterario fin dalla sua prima uscita per Feltrinelli nel 1975 (vinse il “Viareggio” opera prima, il titolo intero è “Padre padrone: l'educazione di un pastore”) e di cui i fratelli Taviani trassero un film che vinse la palma d'oro al 30° Festival di Cannes due anni dopo. Ed è ancora considerato il loro capolavoro. Ma che fece molto arrabbiare Ledda, lui che si era speso in studi di glottologia, si sentì in qualche modo tradito, e non lo mandò a dire ai Taviani, a cui imputò di aver voluto travisare la realtà sarda che nel suo libro era descritta in modo del tutto differente. La realtà di un bambino venuto su in un poverissimo paese del Mielogu che non arrivava ad avere 2000 abitanti, il cui padre pastore non poteva permettersi di mandare un figlio a scuola, ne aveva bisogno lui per accudire una mandria non numerosa di pecore. Una vicenda autobiografica che deve aver agitato non poco il cuore di Ledda quando, a ottantunanni compiuti, Mereu gli ha proposto un quasi esordio nel suo “Assandira” (nel 1984 aveva già diretto e interpretato un suo “Ybris”). “Questa volta il regista ha rispettato il libro dell'autore”, ha detto Ledda nelle interviste seguite all'uscita del film. Qui doveva interpretare la figura di un vecchio pasto ...

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