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Premiati i migliori formaggi caprini della Sardegna

di Elio Gola ___________________ Si è concluso il IV concorso regionale dei formaggi caprini di Sardegna organizzato dall’Agenzia Regionale Laore in collaborazione con il Comune di Guspini. Il seminario conclusivo, tenutosi  venerdì 5 luglio, è stato ospitato nella splendida cornice del Resort Sa Rocca di Guspini che ha ospitato anche le attività tecniche del concorso svolte dal 1 al 4 luglio. Ben 92 i campioni in concorso appartenenti a oltre 30 aziende di tutta la regione, che migliorano di misura il dato dello scorso anno. I responsabili Laore si sono detti soddisfatti del risultato, che migliora sia i risultati quantitativi che quelli qualitativi con ben undici i campioni che hanno ottenuto la valutazione “ECCELLENTE” premiati con una targa ricordo dal sindaco di Guspini Giuseppe De Fanti. Soddisfatti sia per i risultati tecnici che per la buona partecipazione di pubblico al convegno, anche l’assessore alle Attività Produttive Stefania Atzei e l’assessore all’Ambiente Marcello Serru che insieme al sindaco hanno appoggiato da subito il progetto. A fare da cornice alla premiazione alcuni interessanti interventi a tema che hanno spaziato dalla tecnica di classificazione sensoriale del formaggio alle proprietà nutrizionali del latte di capra e dei suoi derivati. Il presidente della cooperativa “L’Armentizia Moderna”, che ha messo a disposizione la propria struttura per la conservazione dei campioni, visti i risultati del concorso, ha auspicato una prossima tutela del formaggio caprino sardo con marchio DOP per valorizzare appieno la filiera. Una proposta che non è sembrata lontana da possibili sviluppi in tal senso. Il Concorso, che si svolge ogni hanno in un comune diverso, lascia quindi Guspini con un rinnovato ottimismo ma anche con la consapevolezza che resta ancora molta strada da percorrere per una completa valorizzazione del comparto lattiero-caseario sardo. ...

La cantina Siddura sbarca in Russia e nell'estremo Oriente

Redazione ____________________ I russi amano il vino italiano. La produzione del Belpaese è sbarcata in pompa magna nelle tavole dei moscoviti e vi regna, ormai da anni, incontrastata. L’Italia è il Paese che esporta più vino in Russia e le vendite sono in costante aumento. Percentuali più che positive, con un incremento del 14 per cento solo nell’ultimo anno. Nel 2018 il valore delle esportazioni verso la Russia è stato calcolato in 262 milioni di euro. Siddùra si è inserita nel solco tracciato dalla produzione enologica italiana e ha deciso di puntare sul mercato russo. La sfida è già stata lanciata e sono state individuate le chiavi con cui entrare dalla porta principale: il packaging, la comunicazione e la qualità del prodotto. I tre pilastri della vendita di un vino all’estero. “Si tratta di un mercato molto interessante – spiega Massimo Ruggero, amministratore delegato di Siddùra – dal momento che i russi apprezzano sempre di più l’Italia e i suoi prodotti. Già da diversi anni hanno scoperto la Sardegna, il suo ambiente integro e la qualità dei suoi vini. I russi ritrovano la loro identità, di un popolo forte e deciso, nei vini prodotti in Sardegna”. “Finalmente i vini di qualità stanno penetrando nel mercato russo, soprattutto nelle zone di Mosca e San Pietroburgo – conferma Marco Montali, delegato alle attività dell’export per Siddùra – Va poi sottolineato come le cantine italiane abbiano agito molto bene in termini di marketing e abbiano saputo affascinare e conquistare i consumatori russi, da sempre sensibili al Made in Italy. Siddùra si sta inserendo nel modo giusto, nei prossimi anni dovremo lavorare per consolidare il brand”. Per quanto riguarda l’Estremo Oriente, Siddùra nel 2018 ha iniziato il suo viaggio verso est grazie alla partnership con un forte importare specializzato nel mercato giapponese. L’accordo è ormai operativo e andrà consolidato, ma le ambizioni commerciali della cantina di Luogosanto non si fermano a Tokyo e dintorni: ci sono almeno altri due snodi fondamentali su cui lavorare, ovvero Hong Kong e Singapore. “Siddùra è una realtà che si sta rafforzando velocemente anche fuori dall’Europa – sottolinea Marco Montali -. Infatti, siamo già attivi in America del Nord e, da alcuni mesi, in Giappone. L’obiettivo da raggiungere entro quest’anno è consolidare il mercato nipponico ed entrare in luoghi dove esiste da tempo una importante cultura del vino, come Hong Kong e Singapore. Anche la Corea del Sud, con la giusta strategia, può essere molto interessante: la richiesta di vino di qualità non manca”. E poi c’è la Cina. Il Gigante che tutti vogliono affascinare e conquistare. Siddùra non è da meno. “Il mercato cinese – precisa Massimo Ruggero - è influenzato soprattutto dalla notorietà del brand, l’Italia sta facendo passi avanti, ma i vini sardi sono ancora tutti da scoprire. L’obiettivo della Sardegna è rappresentare i ...

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