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Sa timballa o timbatta’e latte de berbège

Fra le tante prelibatezze che gli iberici nel loro dominio in Sardegna 1479 - 1713 (avendo occupato l’Isola dopo gli aragonesi), hanno lasciato in eredità c’è anche il flan - dulce de leche -, ossia il flan di latte, dolce tradizionale preparato in tutta la Sardegna. Mia mamma, donna dalle mille risorse e mio costante riferimento, mi ha trasmesso la ricetta, avuta a sua vola da mia nonna Giovanna, cuoca e dolciaia sopraffina della mensa dei minatori di Ingurtosu, paese appartenente al bacino minerario del Sulcis. Questo flan è conosciuto col nome di - timballa - (stampo di metallo in cui si cuociono budini dolci e sformati o pasticci salati), - sa timballa - o - timbatta’e latte - timballa ‘e latte - tumballa de latte - flan de latti - nel Medio Campidano. La cosa curiosa è stata quella che nel documentarmi sfogliando i miei libri, pagine in rete e pubblicazioni varie, a suscitare il mio interesse è stato il nome - martinette - (che tradotto in italiano significa: complesso, cumulo, massa), altro vocabolo utilizzato per indicare il flan di latte, appellativo peraltro a me sconosciuto. Il dolce fa parte della famiglia di quelli detti al cucchiaio, simili ai budini e ai crème caramel, infatti si presume che le fogge primitive di questo dolce provengano dall’antica Roma, in quanto a base di composti di uova, latte, farina e miele per dolcificare. All’epoca infatti non c’era netta separazione tra le preparazioni dolci e salate e presumibilmente erano di etimologia ellenica. Inoltre le ricette a base di uova erano ritenute toniche e giovevoli ed ebbero la loro favorevole prosperità in epoca medievale. Tuttavia in tale periodo nell’area europea compaiono ricette nei trattati di cucina antica, come ad esempio nel “De Honesta Voluptate” di Platina, nel lontano 1476. Tante sono  le storie e leggende che da secoli si raccontano sulla nascita di questa piacevole crema. Una delle più fantasiose si riferisce al regno di Rosas della provincia di Buenos Aires, dove nel 1829, il dittatore locale Juan Manuel de Rosas, appena eletto governatore, e nonostante difendesse il movimento federalista, si prestò a raggruppare il potere politico della capitale. Pare che un giorno nella residenza del militare, l’inserviente addetta alle cucine, mentre era intenta a preparare una “lechada” (nettare preparato con latte e zucchero fatto bollire fino a quando lo sciroppo inizia a imbiondirsi), dovette allontanarsi dai fornelli per andare nel pollaio a prendere delle uova. Rientrata in cucina, lo stupore fu quello di vedere la bevanda stracotta, tramutarsi in un composto bruciacchiato, dando così origine al famoso - flan de leche -. Analoga leggenda, ha origine nel Quattordicesimo Secolo in Normandia ed è quella di un cuciniere che mentre preparava la colazione, inavvertitamente fece bruciare il latte con lo zucchero destinato alla colazione di un distaccamento militare. In merito alle origini  del - dulce de lece -, Wikipedia cita un gi ...

Giochi della chimica: Elia Nonnis di San Gavino partecipa alle finali nazionali

Sono stati premiati questa mattina i vincitori delle finali regionali dei Giochi della Chimica, l'ormai tradizionale competizione organizzata dalla Società Chimica Italiana, su incarico del Ministero della pubblica istruzione valida per la selezione della rappresentanza italiana alla 51° Olimpiade internazionale della Chimica (21-31 luglio 2019, Parigi). Gli onori di casa sono stati fatti da Valentina Onnis, docente di UniCa e responsabile regionale della manifestazione, che ha portato anche i saluti del Rettore. Ecco i nomi di tutti i vincitori sardi: CATEGORIA A: Elia Nonnis (primo) Liceo Scientifico Marconi - Lussu San Gavino Monreale,  Antonio Gaspa (secondo) Istituto Tecnico Angioy Sassari, Filippo Vittorio Atzori (terzo) Liceo Scientifico Pacinotti Cagliari. CATEGORIA B: Alessandro Ledda (primo) Istituto di Istruzione Superiore - Liceo Classico Fermi Alghero, Arianna Maria Rita Basciu (seconda) e Federico Cappai (terzo) Liceo Scientifico Pacinotti Cagliari. CATEGORIA C: Matteo Arzedi (primo) e Sebastian Puliga (secondo) Istituto Tecnico Asproni - Fermi Iglesias, Giulia Sole (terza) Istituto Tecnico Angioy Sassari. La squadra formata da Elia Nonnis, Alessandro Ledda e Matteo Arzedi (i migliori di ogni categoria) rappresenterà la Sardegna alle finali nazionali il 29-31 Maggio a Roma. La manifestazione ha lo scopo di stimolare l'interesse dei giovani verso la conoscenza della chimica, facendo loro comprendere l'importanza di tale scienza per la vita dell'uomo e dell'intero universo. La manifestazione, che ha compiuto il suo 35° anno, è aperta agli studenti di tutte le scuole superiori che partecipano a tre distinte classi di concorso: la classe "A" riservata agli studenti dei bienni iniziali di ogni tipo di scuola, la classe "B" riservata agli studenti dei successivi trienni (licei e Istituti tecnici) e la classe "C" riservata agli studenti dei trienni a indirizzo chimico degli Istituti Tecnici e Professionali. Le finali regionali, organizzate dalla Società Chimica Italiana - Sezione Sardegna si sono svolte il 4 maggio con il patrocinio dell’Università di Cagliari: vi hanno partecipato 13 scuole appartenenti a 5 delle province sarde per un totale di 106 studenti delle tre classi di concorso selezionati su oltre 160 studenti di 14 scuole superiori. Hanno sponsorizzato la manifestazione la Fluorsid S.p.A., la Confindustria Sardegna Meridionale, l'Università degli Studi di Cagliari e l'Ordine dei Chimici e dei Fisici di Cagliari, Oristano e Nuoro. ...

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