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"Il Gioco D’Azzardo Patologico" di Stefano Ledda, uno spettacolo dal forte impatto sociale

Domenica 11 novembre alle 19,30 la Stagione Levante di Abaco al Teatro di Sanluri vedrà in scena il Teatro del Segno con lo spettacolo di punta: G.A.P. Gioco d’Azzardo Patologico di e con Stefano Ledda. Lo spettacolo nasce dall’intenzione di mettere una lente d’ingrandimento sul fenomeno del gioco d’azzardo tecnologico, mostrando come il “passatempo innocuo” del videopoker può diventare con facilità dipendenza patologica. La pièce prende corpo attraversando un lungo periodo di documentazione e nove mesi di interviste.  È dunque una storia reale fatta di nomi, mogli, posti di lavoro, figli, amicizie, quella che si svolge davanti al pubblico in una scena scarna fatta di segni brevi ed essenziali e racconta la claustrofobia ciclica della dipendenza. Il piacere del rischio, il brivido sottile della suspense possono trasformarsi in una sorta di droga per la mente e trascinare individui, e le loro famiglie, in una tragica spirale. “Esploso” è il modo più efficace per raccontare la storia di un giocatore compulsivo di videopoker. Raccontarla esplodendone gli episodi, le bugie, le emozioni ed insieme a questi cercare di raccontare anche gli oltraggi subiti, non certo dalla “dea bendata”, che non abita tra i microchip di una “poker machine”, ma da chi lucra approfittando della sua debolezza e da chi fa finta di non vederlo mentre si rovina, perché è troppo stupido, e dunque fatti suoi. Questa esplosione avviene in una scena povera, nella quale brandelli di giornate si inseguono ciclici in una ripetizione ossessiva inarrestabile, fatta di omissioni, bugie, compromessi, prestiti, abbandoni, violenza. “Ed è umiliante perché ti rendi conto di sbagliare, ma non riesci, non puoi fermarti, hai perso la capacità di decidere, la forza di scegliere”. Domenica 18 novembre da non perdere i 3CHEFS con L’Ultima Cena, l’esilarante spettacolo del Trio Comedy Clown. Dopo essere stati i clown protagonisti dello spettacolo “Allavita!” del Cirque du Soleil, dopo aver inaugurato Milano Expo' 2015, e con esibizioni in Televisione e in tanti teatri Italiani, i “3Chefs” approdano per la prima volta in Sardegna e si esibiranno a Sanluri. Un susseguirsi di numeri comici legati al mondo della cucina e dell’arte culinaria. Jonglerie con mestoli, vassoi acrobatici, musica dal vivo con pentole e coltelli, tutto condito con un teatro fisico all'ennesima potenza, in un rapporto diretto con il pubblico. ...

Sugli accantonamenti, oggi è guerra dichiarata tra Stato e Regione

«Una vera e propria truffa nei confronti della Sardegna si sta mettendo in atto da parte del Governo riguardo gli accantonamenti». L’assessore regionale al Bilancio Rafaele Paci non usa mezze misure e ora chiama a raccolta «tutti i parlamentari impegnati a Roma per difendere i nostri interessi». Secondo Paci si tratta infatti «di una furbizia inaccettabile» da parte del Governo nazionale. Dopo il silenzio assoluto seguito alle numerose richieste di incontro per avviare le trattative verso una nuova intesa, il Governo nella sua Finanziaria nazionale ha imposto per il 2019 ben 536 milioni di accantonamenti. «Questo significa», spiega l’assessore Paci, «che hanno reinserito i 285 milioni non più dovuti in seguito alle sentenze della Corte Costituzionale e che noi infatti non abbiamo previsto nella nostra legge di bilancio. Si tratta di una mossa scorretta e politicamente sleale perché ci impone prelievi  non più dovuti e ci sottrae risorse indispensabili per le nostre politiche di sviluppo». Ma cosa ha fatto scattare l’ira e la conseguente protesta della Regione? «Consapevole che le norme di Monti erano ormai illegittime dopo la sentenza 77/2015 della Corte Costituzionale»,  sottolinea ancora Paci,  «il Governo ha messo a punto una nuova norma (articolo 63) che impone alla Sardegna 536 milioni di accantonamenti, esattamente la stessa cifra degli accantonamenti imposti nel 2012 da Monti, compresi dunque i 285 milioni ormai decaduti». Anche l’Avvocatura Generale dello Stato, sulla base di quella sentenza, ha riconosciuto che “il concorso alla finanza pubblica, previsto dall’art 16, comma 3 del dl 95/2012, cessa di essere dovuto” (AGS, Memoria di Costituzione CT 9116/2018 del 10./4/2018). Quindi nella proposta di bilancio 2019-2021 della Regione Sardegna, questi 285 milioni sono stati legittimamente stanziati in un apposito fondo per il ripiano del disavanzo sanitario e per finanziare interventi di investimento e di sviluppo del territorio. Lo scorso 25 ottobre la Regione dopo aver inutilmente atteso risposta dal Governo alle ripetute richieste di incontro ha annunciato il rifiuto di pagare nel 2019 i 285 milioni di euro non più dovuti. Con questa decisione, la quota degli accantonamenti che la Sardegna ritiene legittimo sulla base delle leggi in vigore versare allo Stato per risanare il debito pubblico italiano per il 2019 passa da 754 a 250 milioni (ossia 754, meno i 219 contestati con i ricorsi e quindi non pagati, meno questi ultimi 285) con un “risparmio” di 504 milioni. Una decisione doppiamente legittimata dalla scadenza degli accantonamenti Monti e dal richiamo all’intesa da parte della Corte. ...

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