Nei quadri il mondo di Gianni Luigi Cau

C’è un filo di imbarazzo nella voce della giovane donna in piedi di fronte al dipinto. «Ma è una foto?», chiede, incredula, uno sguardo in profondità alle pupille di cielo della bambina di tempera, al bocciolo di rosa del suo incarnato. «Si chiama iperrealismo - risponde Gianni Luigi Cau, la gioia e la soddisfazione impresse sul volto - e consiste nell’evocare in un quadro la nitidezza dell’immagine fotografica. Alcuni dicono che non si tratta di arte, ma di mere copie della realtà, frutto di una tecnica portata all’estremo. Io non so se questa è arte e se io sono un artista - conclude il pittore- ma quando lei ha sorriso guardando il mio quadro, mi sono sentito felice. E questo mi basta per non desiderare di fare altro della mia vita che non sia dipingere». Approdato alla pensione appena un mese fa, dopo non poche peripezie, Gianni Luigi Cau, operaio di Guspini con la passione per la pittura al dettaglio, ha festeggiato 63 anni lo scorso settembre in compagnia della sua famiglia. Da dicembre fino a metà gennaio i suoi dipinti olio su tela faranno compagnia a quelli di Sara Carboni e Chiara Arisci al civico 77 di via Matteotti. « Mi stai guardando le mani? Ah, sono sporche di colore - si scusa, guardandosi le nocche macchiate con aria colpevole - perchè prima di venir qui sono stato qualche ora in studio. Spesso mia moglie deve chiamarmi più volte per ricordarmi di salire a cena, ma il fatto è che mentre dipingo mi scordo del mondo: resterei giorni nella stanza che ho allestito a laboratorio, circondato da quel buon profumo di trementina e olio di lino, in compagnia di spatole, matite e pennelli immersi in acqua ragia, la superficie rugosa della tela che mi invita a dipingere». Il mondo nei quadri di Gianni Luigi Cau è quello tranquillo della cittadina nella quale è cresciuto, il tempo della vita segnato in ugual misura dai rintocchi del campanile di San Nicolò e dal fruscio delle setole sui quadri: tanti, belli, diversi. «Avevo 15 anni, la necessità di dipingere ma poco denaro per acquistare le tele, e allora smontavo gli scurini dalle finestre degli alloggi sfitti dei minatori, a Montevecchio. La voglia m’era partita così, dal nulla, osservando un quadro appeso in un angolo della cucina, ma già da prima mi piaceva studiare il modo in cui la luce toccava le cose». Protagonista assoluto dei suoi dipinti, il mare di Sardegna: « In pace o in tempesta, al tramonto o all’alba, circondato da un manto di stelle: riprodurre il mare mi regala una soddisfazione immensa. Un altro soggetto che mi affascina sono i grandi felini - aggiunge, scoprendo una pantera dalle fauci spalancate - le donne di colore e i soggetti sacri. Ma di tanto in tanto mi piace anche cimentarmi con la natura» afferma, sfiorando un delicato intreccio di ginestre e fiori di mandorlo così vivido da sembrar vero. «Mio figlio ha ereditato la mia passione - svela, orgoglioso - e già ora ha raggiunto un livello di gran lunga superiore al mio. Sebbene ...

Al secondo appuntamento protagonista il libro di Luciana Ortu

Il libro dell’autrice serramannese Luciana Ortu, “Il gusto della vita” è stato il protagonista del secondo appuntamento con la 3a edizione di “Aperitivo d’Autore”, presso la biblioteca Giovanni Solinas a Serramanna. Il piacevole incontro è stato presentato da Federica Assorgia e Michela Arisci dell’associazione Aletheia e animato dalle letture dei bravissimi Maria Antonietta Tocco e Nicola Cireddu. Luciana, con delicatezza e commozione, ha raccontato un po’ del suo libro e un po’ di se stessa. Il pubblico presente in sala ha ascoltato e partecipato con vivo interesse ed emozione, trasportato in una dimensione fatta di rituali, sentimenti, sapori e profumi inconfondibili della terra sarda. Le ricette della tradizione che Laura, protagonista principale di “Il gusto della vita”, prepara con amore per il marito, la famiglia e gli amici, non sono semplici piatti da gustare a tavola. Sono perle che profumano di gioia condivisa e di legami famigliari rinnovati. Sono una medicina che aiuta a uscire da un grande dolore. Un salvagente al quale aggrapparsi per abbracciare i momenti belli della vita e per non cedere alla tristezza dei ricordi che fanno male. Un incontro quasi magico, dedicato ad un libro unico e semplice che ha lasciato in bocca un gusto molto particolare: il gusto della vita semplice e vera. Francesca Murgia ...

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