Il romanzo “Perché il vento era nero” di Savina Dolores Massa
C’è un “narratore”, quindi, non una narratrice, Savina si inventa un personaggio che racconta la sua storia, è lui quindi che ha la responsabilità degli eventi narrati
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Leggi di piùGli ospiti hanno fatto tappa anche a Serrenti visitando gli oliveti della località Perda Sinnus e il frantoio di Marcello Talloru
Una delegazione proveniente dall'Estonia, coordinata da Sandro Atzori, direttore del Gal Campidano, e accompagnata da Antonio Fenu del medesimo Gruppo d’azione, ha visitato il territorio del Medio Campidano facendo tappa negli oliveti della località Perda Sinnus e nel frantoio di Marcello Talloru a Serrenti.La visita ha rappresentato un'importante occasione di confronto e scambio di esperienze nel settore olivicolo, con particolare attenzione alle tecniche di coltivazione, alla valorizzazione delle cultivar locali, tra cui Tonda di Cagliari, Semidana e Bosana, e alla produzione di olio extravergine d'oliva di alta qualità.Gli ospiti sono stati accolti da Marcello Talloru e Debora Cabriolu, che hanno illustrato le caratteristiche della filiera produttiva e le peculiarità del territorio. P articolarmente apprezzato il momento dedicato alla degustazione dell'olio extravergine, accompagnato dal tradizionale pane e dai tipici pistocheddus de cappa, una delle espressioni più autentiche della gastronomia serrentese.Durante la visita, la delegazione ha potuto osservare da vicino gli oliveti e verificare l'ottimo stato sanitario delle piante e delle olive, in una stagione caratterizzata dalla quasi totale assenza di danni provocati dalla mosca olearia. È stato inoltre evidenziato come la cultivar Tonda di Cagliari abbia mostrato una produzione disomogenea, con risultati variabili da zona a zona.Gli ospiti hanno infine approfondito tutte le fasi del processo produttivo, dalla coltivazione e raccolta delle olive fino all'estrazione dell'olio nel frantoio, cogliendo l'elevato livello qualitativo raggiunto dall'olivicoltura locale.L'iniziativa, promossa nell'ambito delle attività del GAL Campidano, conferma l'importanza della cooperazione internazionale come strumento di crescita, confronto e valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del territorio, favorendo la nascita di relazioni e collaborazioni capaci di generare nuove opportunità per le comunità rurali. ...
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Leggi di piùGiovannino Porcu nacque a Pabillonis il 30 luglio del 1916 da Adelaide Pinna e da Felicino Porcu, che morì in combattimento nella prima guerra mondiale
Dall’elezione a sindaco di Marco Tuveri, avvenuta il giugno scorso, sono passati ottant’anni da un avvenimento importante che cambiò e caratterizzò la vita politica e amministrativa del paese. A Pabillonis si svolsero il 17 marzo 1946, come in molti comuni italiani, le prime consultazioni democratiche del dopoguerra. Fu Giovannino Porcu, maestro elementare a essere eletto, dai cittadini pabillonesi: il primo sindaco ad insediarsi nel palazzo Liberty dei primi del ‘900 dove era ubicato il comune. Nel periodo fascista, dal 1923 al 1944, l’amministrazione pubblica era stata gestita, infatti, da commissari e podestà: dal 1923 al 1926 era presente un commissario prefettizio; nel 1926 - 1928 era stato nominato il podestà Felice Cherchi; nel periodo 1928 - 1931 di nuovo un commissario prefettizio, nel 1932 - 1939 il podestà Francesco Erdas e nel 1940-1944 ancora un podestà, con Modestino Muru. Nel biennio 1944-1945, periodo di transizione seguito alla caduta del fascismo e dalla fine della guerra, l'amministrazione del paese venne affidata, invece, al sindaco Genesio Espis, nominato per decreto della prefettura, in attesa del ripristino delle regolari consultazioni elettorali che videro poi l'elezione di Giovannino Porcu. Queste votazioni segnarono, inoltre, anche l'introduzione del suffragio universale, permettendo, per la prima volta, alle donne di esercitare il proprio diritto di voto e di essere elette nelle istituzioni locali. Tra i membri di quella prima assemblea civica del dopoguerra, con a capo Giovannino Porcu, figuravano alcuni cittadini tra i più conosciuti e benvisti del paese. Tra questi vi era anche Guglielmo Cirronis, classe 1922, un reduce che aveva combattuto come artigliere e che appena un anno prima, il 30 luglio del 1945, aveva fatto rientro a casa, dopo una serie di avvenimenti vissuti durante la guerra e che ricordava anche da centenario (morì a 102 anni). Giovannino Porcu era nato a Pabillonis il 30 luglio del 1916 da Adelaide Pinna e da Felicino Porcu, che il 10 dicembre 1916, all’età di 29 anni, morì in combattimento nella prima guerra mondiale, in una località della provincia di Gorizia. Fu un’immane tragedia per la famiglia e cagionò tanto dolore alla moglie Adelaide che dovette oltretutto, allevare, da sola, il piccolo Giovannino, nato pochi mesi prima della scomparsa del marito. Ma la vedova non si scoraggiò, riversò sul figlio tutte le attenzioni, lo accudì amorevolmente, lo seguì negli studi e grazie all’aiuto anche di qualche parente, riuscì a fargli conseguire il diploma magistrale e diventare, in seguito, maestro elementare. Terminati gli studi, Giovannino s’integrò, ben presto in paese dove si distinse per la sua intelligenza, le sue caratteristiche culturali, per il suo carattere socievole e la disponibilità verso le iniziative che venivano organizzate, o meglio si cercava di organizzare nella comunità, in quel periodo difficile del dopo guerra. Era appassi ...
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