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Sostenibilità, Agenda 2030 e politiche identitarie dei luoghi, a Guspini prosegue il lavoro iniziato più di 30 anni fa
Adeguate politiche ambientali e una toponomastica al femminile possono dare uguale dignità a tutti gli spazi urbani, anche nelle zone industriali e artigianali, che non sono zone di serie B, ma possono diventare ambiti di narrazione storica e sociale _____________________________________ di Graziella Falaguasta _________________________ Come ricordato nel breve trafiletto pubblicato sul numero scorso, l’articolo su questo tema (uscito nell’edizione cartacea del 1° luglio e nell’edizione online del 4 agosto), aveva avuto il pregio di suscitare un notevole interesse a proposito di come la scelta di una certa toponomastica possa affiancarsi a pieno titolo nella progettazione, realizzazione e valorizzazione di alcuni spazi urbani e/o industriali e artigianali. In quell’occasione lo spunto era stato un convegno tenutosi a maggio 2023 a Domusnovas, dal titolo “Le condizioni di vita delle donne nell’800”, al quale avevano partecipato come relatrici Agnese Onnis e Iride Peis, che ci avevano accompagnato in un approfondimento corale della tematica. È stato così molto naturale decidere di tornare sull’argomento con questo articolo, che riguarda più in particolare gli aspetti salienti di un diverso approccio nella costruzione identitaria dei luoghi (urbanistica, economica, sociale) e nella valorizzazione delle aree verdi dal punto di vista culturale e ambientale. Questo percorso è fatto con l’accompagnamento di Daniela Ducato, che passo passo ci aiuta nella ricostruzione del lungo lavoro che dura da più di 30 anni. Ricordiamo ancora una volta che mentre alcuni comuni ancora oggi scarseggiano di presenze toponomastiche femminili, Guspini rappresenta una vera punta di diamante in questo campo: risale infatti al 2019 la delibera dell’amministrazione comunale di Guspini (scaturita da un lavoro con il tessuto imprenditoriale) che disponeva l’adozione di una toponomastica tutta al femminile nella zona industriale che sorge in località Corte Semuccu, aprendo così, non solo metaforicamente, nuovi percorsi. Una realtà, quella di Guspini, che in qualche modo ribalta la media nazionale che vede, nonostante una più recente inversione di tendenza, spazi urbani intitolati a donne attestarsi intorno al 3-5 per cento, contro la media di quelli intitolati agli uomini del 40 per cento. Restituire spazio pubblico alle donne è fondamentale perché significa anche riconoscerne le storie, il ruolo e l'importanza nella società. GUSPINI, IL COMUNE DOVE SI COLTIVA LA SOSTENIBILITÀ E LA GENTILEZZA Il primato di Guspini non riguarda solo la toponomastica declinata al femminile nella zona industriale, bensì l’intera concezione della stessa area. Infatti, nell’intento dell’amministrazione comunale, alla quale Daniela Ducato riconosce il grande pregio di essere stata sempre all’avanguardia, fin dai tempi dell’amministrazione guidata da Tarcisio Agus, quella di Guspini è la prima zona industriale d’Europa, situata in un ...
Leggi di piùGuspini: il quadro degli Infioratori Santa Maria dedicato ai defunti
di Maurizio Onidi ________________________________________ Foto di Fernanda Pinna _____________________________ Anche quest'anno, la cappella del cimitero ospiterà il quadro realizzato dagli Infioratori Santa Maria, in occasione della commemorazione dei defunti. «Da sette anni circa, aderiamo alla richiesta da parte degli amministratori comunali, per la realizzazione di un "quadro" dedicato ai defunti» dichiara la presidente dell'associazione Maria Cristina Pintus. «Quest'anno, nel nostro lavoro, abbiamo voluto sviluppare il pensiero di una ragazza che cerca di accarezzare una stella che idealmente, nell'immenso cielo stellato, rappresenta una persona cara che non c'è più. Il nostro piccolo contributo vuole essere un ricordo per tutti coloro che ci hanno lasciato ma che vivono sempre dentro di noi "in questo cielo stellato"». ...
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