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Fakenews e deepfake: dallo scherzo al penale con le tecnologie
di Giovanni Angelo Pinna __________________________________________ [caption id="attachment_92214" align="alignleft" width="179"] Giovanni Angelo Pinna[/caption] Con internet è esploso il mondo delle Fakenews, le notizie false scritte in modo da sembrare veritiere ai lettori meno attenti e, da questi ultimi, condivise in maniera virale tramite i vari social e canali di messaggistica istantanea. Fino ad oggi queste notizie, più o meno bizzarre, venivano diffuse tramite testo ed immagini. Non è più così: si è evoluto anche il mondo delle fakenews e, da una parte, questa nuova “versione” preoccupa non poco tanto che anche il Garante per la Privacy si è già mosso per quella che è la sua competenza, il dato personale. Ora è diventato possibile creare false notizie utilizzando la voce altrui, seppure ricreata a livello di software, ma molto vicina al timbro della vittima “clonata”. È proprio su questo aspetto che il Garante si è pronunciato, esprimendo non poca preoccupazione: con una nota sottolinea, infatti, quelli che possono essere i potenziali rischi che potrebbero nascere da un utilizzo improprio di questa tecnologia. Immagina se qualcuno inviasse un messaggio contenente parole non delicate, contenuti diffamatori oppure creasse artefatti nei quali si istiga a chissà quale azione… il tutto usando la tua voce! FakeYou (fingi), è il nome dell’App, basata sull’AI (un’intelligenza artificiale) che permette di fare ciò ed il cui parco voci (campioni) è in continuo aumento. La tecnologia si basa sui motori di sintesi vocale, trasformando un testo in voce. L’uso è semplicissimo: basta scegliere la categoria del campione vocale dalle Anime ai Presentatori, da Cartoni ai personaggi televisivi, dagli attori ad narratori per poi passare alla sottocategoria che filtra ulteriormente l’elenco disponibile (professione, ceto sociale ecc) e, infine, la scelta del personaggio. Alfred Hitchcock, Donald Trump, Gerry Scotti, Caparezza, Giuseppe Conte. Salvini, Berlusconi o Wanna Marchi sono solo alcuni dei campioni vocali dell’offerta usufruibile gratuitamente. Tra le voci che erano disponibili vi era anche quella della neo Premier Meloni ma, non si sa se a seguito della richiesta del Garante, questa è sparita dall’elenco delle voci disponibili per creare deepfake (questi sono contenuti multimediali che, come detto, sfruttano l’Intelligenza Artificiale per essere creati). Immaginate cosa si potrebbe fare con questa tecnologia, sicuramente preoccupante visto il suo potenziale utilizzo anche fini poco rassicuranti, se affiancata alle tante App che permettono di creare video animati partendo anche da una sola foto, ricreando i movimenti facciali del parlato. Se prima era complesso comprendere la veridicità di una notizia, leggendola con i propri occhi, immaginiamo cosa potrebbe capitare se ad essere vista ed ascoltata è una persona con una certa notorietà e credibilità. Ma non solo: per chi utilizza er ...
Leggi di piùGuspini, gli studenti del Buonarroti si taglieranno una ciocca di capelli in segno di protesta contro l’Iran
Redazione _____________________________________ L’Istituto Michelangelo Buonarroti è a fianco delle donne e degli uomini che in Iran stanno protestando coraggiosamente contro la violazione dei diritti umani fondamentali. I giovani, inclusi i minorenni, stanno subendo una repressione violenta, che investe e colpisce anche gli studenti che solidarizzano con i manifestanti. Uomini e donne, molti dei quali universitari e allievi delle scuole superiori, scendono nelle strade e nelle piazze per rivendicare il diritto al rispetto delle libertà fondamentali dell’uomo, rischiando prima di essere pestati a sangue dalla polizia morale e dai paramilitari, e poi, all’interno delle caserme e delle carceri, di essere torturati, violentati e, infine, dopo processi sommari, impiccati, quando e se si riesce a sopravvivere alle lunghe e terribili sevizie. Dopo l’adesione al messaggio di Papa Francesco che chiede rispetto e dignità, l’Istituto Buonarroti si unisce alle tante voci che si sollevano in Italia e in altri Paesi del mondo per supportare le proteste e per condannare l’oppressione delle donne iraniane sistematicamente perseguitate dalla “Polizia Morale” e dall’apparato repressivo del regime degli Ayatollah. Masha Amini, una ragazza kurda iraniana, di 22 anni, è stata uccisa dalla polizia religiosa perché l’hijab per coprire i capelli non era indossato “bene”, mentre Hadis Najafi è stata massacrata con precisi colpi alla nuca perché dalla sua testa scendeva libera la sua chioma. Sono seguite altre uccisioni, il blocco di Internet, la repressione brutale delle manifestazioni che ha prodotto centinaia di morti e circa 20.000 arresti. Il corpo docente e gli studenti esprimono piena vicinanza a coloro che in Iran lottano, anche a costo della propria esistenza, per difendere i valori della libertà, il diritto alla vita e il rispetto della dignità della donna. [caption id="attachment_109841" align="aligncenter" width="797"] Foto Agenzia Dire[/caption] Sabato 21 gennaio 2023, alle 10, nella sede di Guspini, in Via Velio Spano 7, gli studenti dell’Istituto Tecnico si taglieranno una ciocca di capelli in segno di protesta contro le vessazioni e le violazioni dei diritti fondamentali che le donne iraniane sono costrette a subire, ma anche contro le torture e la pena di morte che attentano all’inviolabilità e alla dignità della persona. Tutte queste ciocche verranno poi inviate tramite posta all’ambasciata dell’Iran in Italia, accompagnate da alcuni messaggi degli alunni sul rispetto della vita umana e sulla pari dignità tra uomo e donna. «Gli studenti - afferma il dirigente scolastico, prof. Mauro Canu - vivono in un Paese nel quale la pena di morte è vietata in quanto negazione del bene primario che è la vita e dove uomini e donne, come sancisce l’art. 3 della Costituzione, sono eguali, avendo gli stessi diritti e gli stessi doveri. Purtroppo in molti Paesi del globo, come l’Iran, non c’è rispetto pe ...
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