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Sanluri: pubblicato il programma degli eventi natalizi 2025

REDAZIONE _____________________ Pubblicato il programma degli eventi per il Natale 2025. Si comincia il 6 dicembre al teatro Akinu Congia con il concerto di Santa Cecilia, del complesso strumentale a fiati “A. Ponchielli”. L’8 dicembre, al salone Cappuccini, si terrà la premiazione del concorso regionale Lego, seguita in serata dall’accensione e dalla benedizione dell’albero di Natale in piazza San Pietro. Il 13 dicembre piazza San Pietro ospiterà i Mercatini di Natale e il Gran Villaggio di Babbo Natale, mentre al salone Cappuccini andrà in scena il Saggio di Natale degli allievi Ponchielli. La giornata sarà animata anche dalla pedalata dei Babbi Natale, in partenza dai parcheggi della Coop, e si chiuderà in serata con lo spettacolo Hamlet in Purple, proposto al Teatro Akinu Congia per la stagione CeDAC. Il 14 dicembre si aprirà invece con l’arrivo della fiaccola olimpica Milano-Cortina 2026, che attraverserà l’ingresso Sud accompagnata dalla staffetta dei tedofori; contemporaneamente, piazza San Pietro tornerà a trasformarsi in un punto di richiamo con i Mercatini di Natale e con una nuova apertura del Villaggio di Babbo Natale. La giornata culminerà in serata con il concerto “Cavalcando sogni”, eseguito dall’Ensemble dell’Orchestra da Camera della Sardegna, nel salone del Convento Cappuccini. Il programma proseguirà il 19 dicembre con l’apertura della mostra dei mattoncini Lego e con il concerto “Celesti Tesoru” nella chiesa di Sant’Antiogu Becciu. Il 20 dicembre sarà dedicato allo spettacolo "Po Curpa de mamma tua" e alla festa di inaugurazione dell’oratorio parrocchiale, mentre il 21 dicembre il Castello Medievale accoglierà la visita teatralizzata “La regina Eleonora e il Natale perduto”, affiancata dal saggio della scuola di canto Soul Voice. Il 22 dicembre è atteso l’ensemble internazionale David Wright & NY Fellowship Choir per un concerto inserito nella stagione CeDAC;  il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano si svolgerà il tradizionale concerto della Corale Nostra Signora delle Grazie nella chiesa di San Pietro e, il 3 gennaio, lo spettacolo dal vivo della Feedback Cover Band dedicato agli U2. Le festività si chiuderanno il 6 gennaio con le celebrazioni dell’Epifania, a conclusione di un mese intero dedicato alla cultura, alla musica e alla comunità.       ...

Su contu de su frommentu de is Janas

di Roberto Loddi _____________________ [caption id="attachment_143188" align="alignleft" width="157"] Roberto Loddi[/caption] Il lievito, una storia che risale a 5000 anni fa, anche se sappiamo che il genere umano lo impiegava già da prima, infatti gli egizi adoperavano l’enzima per panificare e siccome non avevano sufficienti nozioni scientifiche, lo immaginavano come un evento soprannaturale. Secondo una sorprendente leggenda, nel corso di una esondazione delle acque del Nilo, tutta la farina immagazzinata in un deposito nelle vicinanze del fiume, venendo a contatto con l’acqua, formò una massa di poltiglia. L’amalgama a causa della calda temperatura, ben presto iniziò ad aumentare di volume e non volendo sprecare nulla, fu proposta la brillante idea di aggiungere altra farina asciutta, ottenendo così un impasto malleabile, che ben presto venne trasformato in pagnotte, le quali una volta cotte, risultarono molto più digeribili di quelle panificate in precedenza, scoprendo così una nuova tecnica di panificazione con risultati di qualità superiore. Pare che agli inizi del primo secolo d. C., il pane venisse già preparato in Gallia e in Liberia, utilizzando come lievito la schiuma della birra, che dava più spinta al composto e rendeva il pane una volta cotto più profumato, saporito e appetibile. Una curiosità: durante il periodo Neolitico recente, fino all'Età del Bronzo (4400 -2000 a. C.), in Sardegna sono state ritrovate delle tombe, is domus de janas, domos de Janas, giana, giannèddas, nell’immaginario dei sardi, case delle fate, forrus, forreddu, concheddas, gruttas, piccole grotte scavate nella roccia, luogo dove le janas abitavano. Le fatine dai poteri magici, erano degli esseri viventi aggraziati e di piccolissima corporatura, addirittura il popolo sardo le accostava e paragonava alle api, secondo un’antica leggenda e tutt’ora, sono considerate fatine di una bellezza straordinaria, tanto che secondo un modo di dire isolano, per esprimere un apprezzamento ad una ragazza   si diceva: “sei bella come una jana”. La peculiarità delle janas era quella di essere particolarmente versatili e multiformi, a causa del melodioso tono di voce, ed erano definite “belle come il sole”, mentre lavoravano al telaio, utilizzando filamenti di ragguardevole fattura. Si vestivano con abiti eleganti prevalentemente di color rosso e portavano in testa fazzoletti di fiori variopinti. Inoltre disponevano di sfarzosi gioielli d’oro ed avevano dimestichezza nelle mansioni che eseguivano quotidianamente e, avevano la fortuna di avere ogni cosa che desideravano, ma potevano uscire solo di notte, in quanto i raggi del sole avrebbero sciupato l’immacolata carnagione sino a farle morire. Una leggenda narra che le piccole fatine, erano in possesso di poteri prodigiosi, con i quali affascinavano gli uomini e avevano la facoltà di esaudire ogni loro desiderio, meno quello di possedere il lievito per la panificazione, infatti secondo l ...

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