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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

L’esercito dei caregivers

della dottoressa Alice Bandino* ______________________________ Tra le numerose categorie di cittadini scopertesi vulnerabili durante la pandemia, emerge la richiesta di attenzione e di tutela del proprio benessere dei caregivers: familiari, mogli, mariti, partner, conviventi, figli, amici e in senso più ampio volontari, badanti e operatori che si prendono cura di un paziente disabile fisico o psichico, sia esso minore, adulto o anziano; una persona cara temporaneamente non autosufficiente, affetta da qualche patologia o così dalla nascita; persone bisognose di assistenza globale e continua di durata variabile, spesso affetti da patologie senza cura. Questo tema è cruciale, soprattutto in relazione alla demografia della nostra Nazione; aumenta l’aspettativa di vita e la percentuale di popolazione anziana: ad oggi l’esercito dei caregivers ci parla di più di otto milioni e mezzo di donne e uomini in Italia, di cui sette milioni son familiari o conviventi (cui va aggiunto il sommerso, ovvero l’assistenza in nero e non conteggiata nei dati). Uno studio pilota americano ha coinvolto un gruppo di pazienti oncologici ultrasettantenni e i loro caregivers, individuando una robusta correlazione tra lo stato di salute dei malati di cancro e la qualità di vita di chi si prende cura di loro: maggiore è il livello di disagio psicologico (ansia, stress e depressione) del caregiver e maggiori son le possibilità di salute precaria e di decorso disfunzionale della patologia nel paziente oncologico. Il caregiver non è semplicemente il parente riferimento il cui numero di telefono viene indicato in cartella: è colui/colei presente dalla diagnosi ai controlli di followup, dalle terapie alla riabilitazione, nella gestione delle piccole e grandi pratiche quotidiane, dall’igiene personale o della casa alla somministrazione dei pasti; dal disbrigo della burocrazia alle confidenze; nella condivisione della sofferenza, della rabbia, della frustrazione e della paura; dallo studio è emerso che erano soprattutto le donne a prendersi cura del paziente, spesso esse stesse non più giovanissime e a volte portatrici di qualche patologia seria (dall’ansia al diabete, dalla depressione all’ipertensione o all’artrosi ecc…). Perché è importante occuparci a livello politico e sociale del sostegno e della tutela dei caregivers? Innanzitutto perché stiamo parlando di quasi dieci milioni di persone che formano una rete importantissima di assistenza preziosa e insostituibile; la pandemia ha amplificato tutte le criticità dell’assistenza, dalle limitazioni negli spostamenti, al surplus di incombenze familiari; ha amplificato la paura di lasciare il proprio caro in una struttura di cura; il lungo confinamento domestico  non sempre è stato adatto alla convivenza e alla condivisione degli spazi e al corretto svolgimento terapico; alle difficoltà di entrare col proprio assistito nei nosocomi di cura per il rispetto delle norme anti-covid. Non è possibil ...

Covid in Sardegna, quaranta nuovi contagi e nessun decesso

Sono 56.735 casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall’inizio dell'emergenza. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale sono stati rilevati 40 nuovi casi. In totale sono stati eseguiti 1.311.051 tamponi, per un incremento complessivo di 2.079 test rispetto al dato precedente. Non si registrano nuovi decesso (1.465 in tutto). Sono invece 130 (-1) le persone attualmente ricoverate in ospedale in area medica, mentre resta invariato (14) il numero dei pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 12.480 e i guariti sono complessivamente 42.646 (+76). Sul territorio, dei 56.735 casi positivi complessivamente accertati, 14.846 (+9) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 8.652 (+4) nel Sud Sardegna, 5.159 (+2) a Oristano, 10.867 (+5) a Nuoro, 17.197 (+20) a Sassari.   ...

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