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San Gavino, la maglia di Maradona nel museo del calcio “Nuccio Delunas”

di Gian Luigi Pittau _____________________ Sono in dirittura d’arrivo i lavori per il rifacimento degli ex spogliatoi del campo “Santa Lucia” che ospiteranno i cimeli del museo del calcio sardo intitolato a Nuccio Delunas, giocatore dell’Italpiombo, la squadra locale che militò anche in serie D. I cimeli sono stati donati dal figlio Corrado e saranno trasferiti dagli spazi espositivi del “Civis”. Ora è arrivata anche una nuova donazione: «Il sangavinese Mauro Zucca - spiega Corrado Delunas - ha donato questa bellissima maglia di Maradona. Nella collezione gli appassionati possono ammirare anche la mitica maglia dello scudetto, i palloni di cuoio degli anni ’40, ’50 e ’60 ed ancora centinaia di gadget e foto delle squadre sarde». È entusiasta l’assessore ai lavori pubblici Nicola Ennas: «Sono in corso gli ultimi ritocchi ed entro febbraio sarà consegnata la struttura ultimata e pronta all'utilizzo. A questo intervento ne seguirà uno di completamento per superare tutte le criticità come quelle del muro perimetrale, della manutenzione e sistemazione di spogliatoi e gradinate. È indispensabile attivarsi per terminare la riqualificazione della cittadella sportiva, che deve essere confortevole e praticabile in sicurezza ed efficienza». Il museo del calcio nella sua vecchia sede è rimasto aperto grazie alla disponibilità gratuita dei volontari della Sangavinese, guidati dal presidente Giovanni Zucca, e consente un tuffo nella storia del calcio sardo. ...

Cagliari Capo Sant’Elia, un promontorio ricco di storia e di natura

di Antonio Obinu _____________________ Il 1943 segnò alcune tappe fondamentali per le sorti dell’Italia nel secondo conflitto mondiale, prima fra tutte l’Armistizio firmato l’8 Settembre con le forze alleate. Nei mesi precedenti la Sardegna in ragione della sua posizione strategica nel Mediterraneo, era stata oggetto di una serie di incursione aeree da parte dell’aviazione americana ed inglese che soprattutto nella prima metà di quell’anno colpirono duramente la parte meridionale dell’isola. A testimonianza di quel triste periodo rimangono i ricordi degli scampati, le targhe commemorative e quel che resta delle postazioni fortificate a difesa della città di Cagliari e delle coste; importanti installazioni militari antinave e antiaeree costruite a sorveglianza dello spazio aereo e marittimo della città. Alcune in buono stato di conservazione altre quasi mimetizzate nella macchia mediterranea, sono spesso meta di curiosi e appassionati di storia della Sardegna: C. 146, C. 135 e C. 165 sono alcuni esempi del codice identificativo alfanumerico che veniva loro attribuito. Parliamo rispettivamente della batteria Corrado Poggio posizionata a Pula, Roberto Prunas a Cagliari e Carlo Faldi a Capitana. Per raggiungere la batteria C. 135 si deve prendere la strada per Calamosca e proseguire in direzione del faro di Capo Sant’Elia: proseguendo a piedi in direzione del fortino di Sant’Elia, costruito alla fine del 1700 per meglio fronteggiare gli attacchi dal mare da parte dei francesi, troviamo quasi mimetizzate nella bassa vegetazione 6 postazioni tutte di forma circolare e posizionate ai vertici di un poligono regolare; alcune collegate tra loro da passaggi interrati in cemento. In rete si trova tanta documentazione grazie al lavoro di associazioni e semplici volontari; da qui si potrebbe partire con progetti di riscoperta e manutenzione di questi siti di elevata importanza storica. Alla ricaduta culturale si potrebbe collegare anche una proposta turistica e naturalistica.     Antonio Obinu ...

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