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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026
La riflessione di fine anno è questa: buon 2021
di Sandro Renato Garau ____________________________ QUANDO NON SO… MI FIDO! Non sono un medico, mi fido di chi mi cura Non sono un meccanico, mi fido di chi mi ripara la macchina Non sono un ingegnere, mi fido di chi progetta la mia casa. Non sono un maestro elementare né un maestro d’asilo nido, né di scuola materna, mi fido di chi istruisce i figli. Non sono un ortolano, mi fido di chi coltiva frutta e verdura. Non sono un allevatore, mi fido di chi alleva animali. Non sono un pescatore, mi fido di chi pesca. Non sono un panettiere, mi fido di chi fa il pane. Non sono un avvocato, mi fido. Non sono un commerciante, mi fido di chi fa quel mestiere. Non sono un falegname, mi fido di chi ha costruito tavole e sedie. Non sono un marinaio, mi fido di chi conduce le navi. Non sono un ciabattino, mi fido di chi ripara le scarpe. Non sono un politico, mi fido di chi fa il bene della comunità. Non sono un evasore, mi fido di chi paga le tasse sempre Non sono giovane padre, mi fido di chi ha gioito della nascita di un figlio. Non sono un ingenuo, mi fido degli onesti. Non sono un religioso, mi fido dei frati, monaci, preti, missionari, suore di ogni religione. Mi fido dei giornalisti che verificano la notizia. Mi fido di chi sa godere delle gioie degli altri anche se non li conosce. Mi fido dei i volontari che pensano che il tempo dato a chi ha bisogno sia guadagnato. Mi fido delle lacrime dei familiari che hanno avuto morti per covid 19. Mi fido della sofferenza dei lavoratori che hanno avuto infortuni sul lavoro. Mi fido del dolore delle oltre 1000 famiglie di lavoratori che hanno subito la perdita di un congiunto sul lavoro. Mi fido delle lacrime delle famiglie di donne vittime di femminicidio. Mi fido di chi sa fare il suo mestiere e lo fa bene. Sono stato insegnante, mi sono fidato dei molti ragazzi e giovani che ho incontrato, loro si sono fidati di me. Ieri ho incontrato il mio medico, abbiamo parlato di vaccino, le ho chiesto di essere, se non il primo ad essere vaccinato… tra i primi. Mi ha detto che non dipende da lei… e che mi terrà presente. Io comunque sono pronto!!! Gli altri …mi auguro che non si ammalino di covid. BUON VACCINO A TUTTI!... e... AL PIU' PRESTO!!!! sandrorenator@gmail.com ...
Leggi di piùSan Gavino, nella nuova stazione una panchina per i migranti e una scultura di Giovanni Spanu
di Gian Luigi Pittau _________________________ Una panchina dedicata ai migranti e una bellissima scultura in pietra che raffigura le valigie (rappresentano gli arrivi e le partenze) realizzata dallo scultore Giovanni Spanu sono state collocate nel piazzale della nuova stazione ferroviaria. Così neppure la pioggia ha fermato l’ultima tappa del progetto “Tutti diversi, in panchina senza riserve” realizzato dall’assessorato alle pari opportunità in collaborazione con la cooperativa Koinos e diverse associazioni del paese. La scelta della stazione non è casuale: «In questo luogo - spiega l’assessora Silvia Mamusa - arrivano gli immigrati ma partono anche gli emigrati. Spesso partiamo anche noi per raggiungere un familiare, un amico e per trovare un nuovo lavoro. Con quest’iniziativa abbiamo parlato di inclusività e di integrazione: ognuno di noi è cittadino del mondo. A San Gavino le vecchie panchine, collocate anche in altri punti del paese, hanno assunto una nuova veste e un nuovo significato, si può fare molto con la generosità di una comunità aperta. Quando parliamo di fenomeno migratorio, di integrazione e di inclusione apriamo un discorso complesso e allo stesso tempo stimolante per riflettere sulla nostra capacità di accogliere e confrontarci con nuove culture, anche distanti dalla nostra. Ritengo che sia corretto dire che "l'altro siamo noi", è un concetto di condivisione empatica della socialità, riflessioni di matrice etica fondamentali per una società culturalmente avanzata come la nostra». Molto originale il Flash mob con le valigie messo in scena dall’associazione “Progetto Danza” e il reading intitolato "ajaja=ayeeyo" e curato dall’associazione “Chine Vaganti”. Alla manifestazione hanno partecipato con entusiasmo anche le donne straniere presenti a San Gavino, i migranti del progetto Siproimi (Sistema di protezione per i titolari di protezione internazionale e minori non accompagnati) seguito da Diego Serra, la consigliera Giulia Figus, la psicologa Anna Mallocci, lo scultore Giovanni Spanu, la presidente della Pro Loco Antonella Caboni e il presidente di Progetto Danza Antonello Zaru. Insomma tutti insieme per eliminare ogni forma di discriminazione e accogliere tutti senza pregiudizi e senza distinzione di nazionalità o di colore della pelle. L’ultimo appuntamento culturale è stato denominato “La vita è un viaggio” e ha conclusp questo bel progetto di integrazione e di confronto: «Nei diversi appuntamenti - conclude Silvia Mamusa - abbiamo coinvolto la comunità. sui temi culturali e sociali del contrasto all'omofobia, del sostegno alla disabilità, della lotta alla violenza contro le donne ed infine della sensibilizzazione sulle questioni legate alle migrazioni. Per l’inaugurazione della panchina sui migranti abbiamo scelto la giornata del 10 dicembre perché in questa data ricorre la giornata Mondiale dei Diritti Umani». ...
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