Archivio

Archivio

In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Task force: il fallimento comprovato della politica pensata

di Fabiola Corona _____________________ Italia, 2020: sono 15 le task force designate per affiancare il governo nella fase di ricostruzione economica e sociale del Paese. Una scelta necessaria? Se è vero che le implicazioni economiche, nate a seguito dell'emergenza sanitaria da Covid-19, costituiscono un problema straordinario, pare naturale che gli strumenti per affrontarlo debbano essere altrettanto straordinari. Infatti, di fronte a un problema straordinario occorrono strumenti straordinari capaci di risolverlo. Fin qui tutto bene. Cosa succede però se quanto giudicato straordinario si scopre essere ordinario e se un'equazione apparentemente perfetta sul piano della straordinarietà (problema straordinario = soluzioni straordinarie) si scopre essere niente di più che una semplice equazione elementare? In altre parole, quanto di ciò che l'Italia sta vivendo può essere definito straordinario? Il punto è proprio questo: accorgersi che quella che viene vista come un‘emergenza straordinaria si dimostra essere in realtà una nebulosa di questioni ordinarie che la politica non è in grado di affrontare. La questione diventa ancora più chiara se ci appropriamo per un momento della distinzione tecnica tra fase uno e fase due. Infatti, anche se fosse possibile intravedere straordinarietà in una prima fase, quella dell'emergenza sanitaria, non è altrettanto possibile parlare di straordinarietà di una seconda fase, quella del momento della ricostruzione, e questo perché nelle questioni di ricostruzione economica e sociale di uno Stato, seppur in certi momenti più complicate che in altri, non c'è niente di straordinario. Ponendo dunque i puntini sulle "i" e rimuovendo il velo di Maya che nasconde l'ordinario con un fittizio straordinario, lo stesso velo che porta a vedere eroismo dove c'è professionalità, resta una sola e unica verità: la politica non ha più la capacità di confrontarsi con l'ordinario e, di fronte a questa sua incapacità, evoca una straordinarietà che non esiste per non mettere in discussione il proprio potere. Così, il bisogno di 15 task force, il cui compito è quello di entrare in merito a questioni che, per amor logico, dovrebbero essere oggetto dei singoli ministeri, nasce laddove manca il coraggio a una classe politica inadeguata di fare un passo indietro. Un fatto questo che richiama al bisogno di distinguere i politici dagli esperti, poiché appare ora evidente che i politici non sono esperti, e che quando - e se - gli esperti entrano nei meandri della politica, non si può far a meno di gridare a un'invasione di campo, come se la politica non fosse il luogo degli esperti. E tuttavia, i politici non dovrebbero già essere esperti di qualche cosa? Se c'è qualcosa di straordinario in tutto questo non è dunque la fase di ricostruzione - che richiederebbe l'intervento di misure straordinarie - ma è la triste constatazione che la classe dirigente italiana non sia esperta di nulla, ed è qui che nasce il bisogn ...

Nutriamoci di emozioni

di Alice Bandino* _____________________ [caption id="attachment_66085" align="alignleft" width="250"] Alice Bandino[/caption] Finiti i mesi di “reclusione forzata”, ecco che ci apprestiamo a tornare alla nuova normalità: una realtà normale, perché dettata da delle norme di comportamento imposte per Decreto che si discostano da quelle cui eravamo abituati prima di Marzo; talune in realtà già esistenti in forma di norme educative come lavarsi bene le mani o non starnutire sopra gli altri, altre meno solite in un soggetto non immunodepresso come l’uso della mascherina, la distanza sociale per tutti, i non assembramenti nei locali pubblici, l’igienizzazione tra un cliente e l’altro nelle attività commerciali, l’igienizzazione dell’abbigliamento nei negozi dopo l’utilizzo dei camerini, gli spostamenti tra Comuni, Regioni e Stati solo per giusta causa e tante altre norme. I dati e le indagini compiute in queste settimane fotografano dei cambiamenti e dei nuovi bisogni anche a livello psicologico oltre che fisico, da una parte le preoccupazioni dovute alle incertezze economiche, lavorative, politiche e sociali hanno intensificato le richieste d’aiuto per disturbi psicologici stress-collegati, come disturbi del sonno, disturbi dell’alimentazione, dall’altra noi professionisti ci troviamo a intervenire su problematiche socio-emotive con i sintomi classici dei disturbi dell’umore, dell’affettività, del comportamento, dell’attenzione, della memoria, della vigilanza e tutti gli altri ambiti classici della psicopatologia. A Marzo i politici e gli esperti della Salute avevano comunicato che per proteggere meglio la salute i soggetti vulnerabili, sarebbe stata necessaria la clausura forzata dei più, intendendo per vulnerabili soprattutto gli anziani, gli ammalati, gli operatori sanitari, i commessi, le forze armate deputate al controllo del rispetto delle stesse norme. Ora, a Maggio inoltrato, altre categorie di vulnerabili si sono aggiunte alle prime in seguito a questa stessa clausura che, da necessaria e indispensabile per limitare il numero di contagi e decessi, si sta dimostrando deleteria per altri. La lista di chi si è scoperto vulnerabile durante la quarantena è lunga e in continuo aggiornamento, grazie ai continui monitoraggi nazionali e internazionali pubblici e privati sulle popolazioni: avremo modo di parlarne per argomenti per diversi mesi, portando alla luce realtà spesso sconosciute a tanti, come spesso accade quando qualche problematica riguarda categorie particolari. Da una parte troviamo i sostenitori del far ripartire al più presto l’economia, dall’altra chi, oltre all’economia, si preoccupa per le conseguenze disastrose che il protrarsi dell’emergenza o peggio ancora del ritorno a un regime di quarantena, hanno e avranno per i minori ad esempio. In attesa di numeri precisi che arriveranno ora che l’anno scolastico volge al termine, le famiglie chiedono insistentemente attenzione per le con ...

Vai a tutti i contenuti