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Guspini, a 70 anni dall’occupazione delle terre di Sa Zeppara

Sono passati rispettivamente 70 e 40 anni. 70 anni da quei giorni del marzo 1950 quando migliaia di contadini occuparono le tenute della baronessa Rossi a Sa Zeppara; 40 anni da quel maggio 1980 quando a Guspini si ritrovarono in almeno 10mila persone per ricordare quella lotta. Nel 1950 le condizioni economiche dalla Sardegna erano particolarmente difficili. La Seconda guerra mondiale aveva smascherato le cause dell’arretratezza dell’Isola che il fascismo aveva provato a nascondere. La guerra aveva ulteriormente aggravato la situazione. Nel 1943, prima della fine del conflitto, i contadini della Marmilla - che si videro rifiutare il grano dagli ammassi - avevano organizzato i primi moti. Quindi, tra il 1944 e il 1946 la Sardegna fu attraversata da una stagione di sollevazioni popolari per il pane e il lavoro; e proprio in quegli anni si ebbe uno sviluppo impetuoso della cooperazione agricola e nacquero le prime organizzazioni autonome sia dei contadini che dei pastori. Tra il 1948 e il 1950, dopo la sconfitta del Fronte Popolare alle elezioni del 18 aprile 1948 e la svolta conservatrice che la Democrazia Cristiana aveva imposto al Paese, lo scontro sociale si fece più aspro. Nel biennio 1948-49 il bacino minerario fu attraversato da una serie di scioperi che le autorità di pubblica sicurezza, su richiesta delle società minerarie, provarono a reprimere duramente, ricorrendo alla forza bruta e facendo salire la tensione. Ma lo scontro sociale toccava momenti drammatici anche nelle campagne sarde. In provincia di Sassari le occupazioni delle terre iniziarono fin dall’autunno del 1949: a Ittiri, Bonorva, Alghero, Ozieri, nel Basso Coghinas e nel Meilogu. Il 5 dicembre dello stesso anno cominciarono le occupazioni nella provincia di Cagliari. A Furtei i contadini occuparono la Cappellania Congiu; lo stesso giorno da Sanluri e da Samassi una massa di 500 contadini marciarono sui terreni dell’Opera Nazionale Combattenti per dissodarli. A Villacidro la polizia bloccò una colonna di contadini che marciava per occupare delle terre incolte. A Villamar furono occupate le terre dei 2 più grandi proprietari terrieri di quel comune. Le occupazioni proseguirono per tutto il mese di dicembre a Terralba, a Marrubiu e a Villasor dove due dirigenti della Confederterra furono arrestati. L’8 marzo del 1950 il fatto più clamoroso. Migliaia di contadini occuparono i terreni della baronessa Rossi, 4000 ettari di terra a Sa Zeppara. La repressione della polizia fu molto dura, come racconta l’Unita: “A Sa Zeppara, è arrivato con le jeeps della “celere” e con i camion dei carabinieri, nientemeno che il vicequestore di Cagliari. C'erano le terre di una baronessa da difendere; c'era da impedire ai minatori di esprimere la loro solidarietà con i contadini e infine da assicurarsi che le terre baronali continuassero a dar canne ed erbacce, quasi per dimostrare che i proprietari sono signori abbastanza da non dover preoccuparsi di farle lavorare. La pol ...

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