Archivio

Archivio

In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Serramanna, il tempo passa per Ponti Nou

Redazione ____________________ [caption id="attachment_67695" align="alignleft" width="324"] Serramanna Ponti Nou (foto di Carlo Pahler)[/caption] Situazione preoccupante per un’importante via di comunicazione fra il centro abitato e la campagna del paese, in direzione “Pranu”. Ponti Nou, realizzato negli anni cinquanta sul fiume Mannu in sostituzione di uno già esistente, nel corso di questi decenni ha permesso ai serramannesi di raggiungere in sicurezza la zona degli agrumeti e lo svago nel “giardino” della domenica. Oggi però dimostra tutta la sua età. Nei piloni e nelle travi longitudinali, presenta una superficie logorata, con infiltrazioni di umidità, e ampie porzioni esterne dissestate che lasciano scoperto e arruginito il ferro dell’armatura. Sono in corso indagini sperimentali e fino alla loro conclusione, come si legge nell’ordinanza limitazioni traffico n. 8 del 20/04/2020, il viadotto rimane chiuso al traffico per i mezzi di portata superiore ai 35 quintali, si transita in senso unico alternato con restringimento della carreggiata sulla parte centrale dove è possibile transitare con una velocità stabilita in 20 km/h su entrambi i sensi di marcia. ...

Dalla bardana di Setzu al bandito Desogus

Parte prima ______________ Le riforme avviate in Sardegna a partire dagli anni ’20 dell’Ottocento determinarono profondi cambiamenti economici e sociali nell’Isola. Dopo un periodo di illusorio sviluppo, durante il quale fu modificato radicalmente l’assetto fondiario tradizionale – finendo per favorire i grandi proprietari terrieri e impoverire una larga parte della popolazione – l’Isola conobbe una gravissima crisi economica e finanziaria che portò, verso la fine del secolo, a una esplosione del banditismo. Lo Stato sabaudo, incapace di dare risposte adeguate ad affrontare quella crisi, intervenne solo con la forza, ricorrendo a interventi puramente repressivi, spesso indiscriminati e arbitrari, non senza abusi e soprusi, e scatenando la ribellione, spontanea e disordinata, di intere comunità che avevano visto diminuire drasticamente le proprie possibilità di sussistenza. Il nesso tra criminalità e crisi economica sarà al centro dell’inchiesta parlamentare condotta tra il 1894 e il 1896 dal deputato Pais Serra, che osserverà come il banditismo avesse raggiunto livelli qualitativi e quantitativi estremamente preoccupanti. I mandanti, gli “impresari dei delitti”, come li definisce il parlamentare, sono in genere benestanti, legati ai gruppi di potere locali e regionali e protetti da funzionari e amministratori pubblici. La relazione tra il fenomeno del banditismo e la lotta per la terra determinerà inoltre una recrudescenza dei fenomeni criminali. Dalle statistiche storiche emerge che i delitti legati al banditismo si verificano in corrispondenza dei periodi di crisi economica e di peggioramento delle condizioni di vita delle masse rurali. I dati indicano un aumento degli episodi criminali nel periodo compreso tra il 1830 e il 1843, quando gli effetti dell’editto delle chiudende del 1820 sconvolsero gli equilibri del mondo rurale e pastorale. Un nuovo picco si registrò tra il 1865 e il 1870, in seguito alla “fusione perfetta” del 1847 e dopo che la riforma del 1865 abolì i diritti ademprivili, modificando gli “usi civici” delle terre. Quindi, la crisi bancaria del 1887, che aveva rovinato migliaia di piccoli coltivatori, aprì un quindicennio durante il quale si registrò un’impennata dei reati e degli episodi di violenza. Il periodo tra il 1890 e il 1905 sarà, infatti, il più violento e difficile della storia del banditismo sardo, per omicidi, atti criminosi, conflitti e dimensione dei fenomeni di latitanza. Infine, a partire dagli anni ’20 del Novecento, il malcontento e la disillusione generati dal primo conflitto mondiale, insieme con una feroce crisi economica, determinarono l’ultima ondata di banditismo, represso poi con la violenza dal regime fascista. La formazione di bande di banditi e di latitanti e il loro modus operandi furono ampiamente documentati. È nota l’opera di Alfredo Niceforo, che si esprimeva cosi: “Esiste in Sardegna una specie di piaga moralmente ammalata che ha per c ...

Vai a tutti i contenuti →