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Villacidro, atletica leggera: Matteo Murgia e Nicolò Carta campioni sardi 2019
di Renato Sechi _____________________ L'Olympia Villacidro vince due titoli regionali nella categoria Ragazzi ai campionati sardi di atletica leggera disputatisi nello stadio Tonino Siddi di Sassari. I nuovi campioni sardi 2019 sono Matteo Murgia nei 1000 metri e Nicolò Carta nel getto del peso. In questa importante rassegna, che ha visto competere i migliori atleti di tutta l'isola nati negli anni 2006 e 2007, anche tanti podi e molti miglioramenti per gli atleti villacidresi, sia in campo maschile che in campo femminile. Nei 1000 metri Matteo Murgia, seguito da Marco Erbì, imposta un ritmo insostenibile per gli avversari e chiude la sua prova in 3'04"58, suo miglior crono sulla distanza. Per lui una grande conferma dopo l'argento ottenuto nei 600 metri ai campionati CSI di Pescara a coronare una stupenda stagione in cui ha ottenuto anche il titolo di campione sardo di cross. Nel getto del peso Nicolò Carta, allenato da Antonio Labriola, ottiene 12,65 al primo lancio blindando il primo posto e confermandosi il miglior atleta sardo in questa disciplina molto tecnica in cui contano velocità e forza. Al quarto posto nella stessa gara un altro atleta dell'Olympia: Cristian Dessì con un lancio di poco sotto ai 10 metri. Sempre fra i ragazzi l'Olympia brilla nei 60 ostacoli grazie alle ottime prestazioni di Leonardo Concas (9"68) e di Francesco Figus (10"05) che salgono sul podio al 2° ed al 3° posto. Netti i miglioramenti per entrambi gli allievi di Marco Erbì. Nel lancio del vortex Gabriele Mele è 7° con 35 metri, mentre nel salto in lungo delusione per Leonardo Concas che non si esprime ai suoi livelli e chiude al 4° posto. Grandi progressi per le componenti della squadra ragazze allenate da Antonio Labriola. I campionati si chiudono con 2 argenti ed un bronzo e tantissimi piazzamenti di rilievo conditi da tantissimi record personali. Chiara Murgia sfiora la vittoria nel lancio del vortex con 41,20 metri (migliorandosi di quasi 2 metri), stessa posizione per Marianna Deidda nel getto del peso che perde il titolo per soli 11 centimetri. Per lei 8,96 contro 9,07 della vincitrice. Nella stessa gara Beatrice Pittau si migliora di quasi 60 centimetri e con 7,80 è settima. Sempre Marianna Deidda è terza nel salto in lungo con 4,14 metri (suo nuovo primato) e si conferma fra le migliori atlete polivalenti della regione ed infatti il prossimo fine settimana difenderà i colori della Sardegna nel Trofeo Coni che si svolgerà in Calabria. Ottime prove nei 1000 metri per Giorgia Pontis, quinta al traguardo in 3'33", e per Veronica Deidda che nei 2km di marcia è quarta in 13'28". Nei 60 metri piani Marina Monni è seconda in batteria con 10'55 (23esima) mentre Veronica Deidda chiude al 16° posto con 9"94. La due giorni di Sassari era valida anche come V prova del Gran Prix regionale per cui hanno gareggiato anche i cadetti e le cadette. Martina Mura è giunta settima negli 80 metri con 11"51 mentre nei 1 ...
Leggi di piùVillamar, “Mara Arbarei: il profumo della pianta d’incenso”, il libro di Gabriele Podda
di Simone Muscas Si chiama Gabriele Podda, abita a Prato, ed è emigrato dalla Sardegna quasi maggiorenne per questioni di lavoro. Oggi di anni ne ha 72 ed è da tempo in pensione: non è mai rientrato ad abitare nella sua cara Marmilla, ma ha sempre tenuto con essa uno stretto legame visto che di recente, oltre ad aver ricevuto un premio in Toscana per uno dei suoi due libri di poesie dal titolo “Di là dal mare” (l’altro è di prossima pubblicazione), ha scritto un romanzo ambientato nel territorio dal titolo “Mara Arbarei: il profumo della pianta d’incenso”. Il libro, come si intuisce dal titolo, è ambientato nel suo paese natio (Mara Arbarei è infatti l’antico nome di Villamar), ma anche a Lunamatrona dove lo scrittore ha avuto diversi trascorsi in gioventù per via delle sue origini materne. Proprio sua madre, Martina Cancedda, rappresenta il “perché” alla scrittura del testo: è stata lei, infatti, durante l’adolescenza, a tramandargli le gesta di suo nonno, una figura importante per la vita dell’autore e sulla quale ruota la trama del romanzo. «Proprio questi racconti su di lui hanno inciso profondamente sulla mia crescita», spiega Gabriele Podda, «Il suo nome era Vincenzo Cancedda, ma per tutti era semplicemente “Bissenti”. Purtroppo non ho mai avuto la fortuna di conoscerlo in quanto venuto a mancare qualche anno prima della mia nascita. Il libro, che è anche dedicato alla sua memoria, è strutturato come raccolta di racconti con un filo conduttore comune che si svolgono nel periodo compreso fra il 1905 e il 1943 e ne descrivono uno spaccato di vita contadina dell’epoca». Le vicende del testo ruotano attorno alla figura del protagonista definito come uomo caparbio e lungimirante, due virtù che, secondo l’autore, gli avrebbero permesso di affrontare le sue non facili vicissitudini di vita (su tutte la morte di sua moglie in età prematura, Agostina Frau, e quella di due dei suoi amati figli) sempre con grande razionalità e saggezza. «Questi insegnamenti tramandati li ho fatti miei», conclude Gabriele Podda, «pertanto, alla luce di quest’aspetto, considero questo libro un po’ autobiografico. In età matura ho avvertito la necessità di mettere il tutto per iscritto per vari motivi: oltre che per rammentare la figura di mio nonno, anche per fare un “sunto” di ciò che ho imparato nel corso della mia vita e per tenere vivo il ricordo della mia cara Sardegna, dalla quale, pur non abitandoci da oltre cinquant’anni, non mi sono mai realmente distaccato». ...
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