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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Vertenza Forestas, protesta ad oltranza dei lavoratori

Risorse economiche sufficienti e un commissario che garantisca la normale attività all’Agenzia Forestas, ma soprattutto la stabilizzazione dei lavoratori entro il prossimo 31 dicembre. È quanto chiedono i sindacati confederali FAI Cisl, FLAI Cgil e UILA Uil che hanno indetto per martedì prossimo 10 dicembre alle 10 un sit-in ad oltranza dei lavoratori dell’Agenzia Forestas nella sede della presidenza della Regione in via Oslavia (lato villa Devoto). I sindacati chiedono un reale miglioramento delle condizioni di lavoro per i dipendenti dell’Agenzia attraverso uno stanziamento di risorse aggiuntive per l’applicazione delle Leggi Regionali n. 43/2018 e n.6/2019. La piattaforma rivendicativa prevede che sia data priorità assoluta e certezza della stabilizzazione entro il 31/12/2019 con modifica della D.G.R. n.28/2, risorse aggiuntive per gli OTD (braccianti agricoli) che sono stati esclusi dalla L.R. 6/2019, la nomina immediata del commissario per garantire all’Agenzia la normale attività e il pagamento degli arretrati I.V.C. come previsto dall’accordo tra CORAN e FAI, FLAI, UILA dell’11 settembre 2018. “La situazione è preoccupante”, dichiara la segretaria generale della UILA UIL Sardegna Gaia Garau, “Gli assessori competenti devono agire con urgenza al fine di dare garanzie ai lavoratori a tempo determinato, che non possono essere esclusi dalla attuale contrattazione per il transito al ruolo unico regionale. Il fatto che anche il sindacato autonomo abbia chiesto ai lavoratori, attraverso un recente comunicato, di partecipare alla nostra iniziativa, dimostra l'urgenza del problema di cui tutti finalmente prendono atto”. ...

Villamar, clinica Arborea: a un anno dalla sua inaugurazione poco si sa della sua apertura

di Simone Muscas _______________________ Era il 7 dicembre del 2018 quando, in un convegno nella casa maiorchina, Pier Sandro Scano presidente della Fondazione, l’amministrazione comunale e alcuni dirigenti presentarono alla popolazione il progetto del nuovo centro cardiologico dicendosi fiduciosi che la “Clinica Arborea” avrebbe aperto in pochissimo tempo. Oggi, però, dopo un anno da quell’evento, l’ospedale villamarese è ancora chiuso. I motivi? Al momento ignoti: né la dirigenza della clinica né tantomeno l’amministrazione comunale hanno sinora ritenuto utile dare spiegazioni ufficiali ai cittadini. Tutto nel pieno diritto delle parti ci mancherebbe, anche se, è altrettanto vero, come gli stessi cittadini avrebbero il sacrosanto diritto a essere informati visto che in Italia, sino a prova contraria, esiste un sistema sanitario di tipo pubblico (anche nei casi di strutture convenzionate), le malattie cardiocircolatorie sono in Sardegna la prima fra le cause di morte e, infine, è nel pieno diritto di tutti essere a conoscenza delle tematiche che riguardano la difesa della propria salute. Le poche informazioni ufficiali ci dicono che la struttura è pronta per essere operativa, che parte del personale è già stato messo sotto contratto e che l’amministrazione comunale, dopo la vendita dell’edificio alla società francese Orphea e le tante battaglie politiche nei diversi tavoli regionali, è stata capace di evitare il default finanziario. Il progetto, sulla carta, è certamente ambizioso per un piccolo paese come Villamar: la struttura, infatti, può contare su ben 35 posti letto di cui, nello specifico, 15 per la riabilitazione funzionale neuro-motoria e 20 per la riabilitazione cardiologica. Alle belle parole che fanno da ricamo al progetto stanno però pian piano emergendo degli interrogativi: e poiché è già passato un anno dall'annuncio dell'imminente apertura del centro, oggi alcuni "maligni" sostengono che, come da buona prassi politica, il taglio del nastro inaugurale sia servito, principalmente, come vetrina per le successive elezioni regionali svoltesi all'inizio del 2019. Solo insinuazioni o lampante verità?  Che sia stato uno specchietto per le allodole o meno, tuttavia, poco importa: dopo un anno di silenzio i tempi possono dirsi abbastanza maturi per informare (per lo meno) i cittadini circa il futuro e i possibili tempi di apertura del centro sanitario che potrebbe da una parte essere strategico per il territorio, ma soprattutto diventare un'importante chiave d'accesso per le cure delle persone.   ...

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