Archivio
In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026
Corpo Forestale, revocato lo sciopero del personale
di Gianni Vacca _______________ "Il dialogo, l'ascolto e il confronto che hanno sempre animato l'azione politica della Giunta regionale sono risultati decisivi, oggi, nell'incontro con le organizzazioni sindacali che avevano comunicato lo stato di agitazione del personale del Corpo forestale". Lo hanno comunicato gli assessori regionali del Personale e della Difesa dell'ambiente, Valeria Satta e Gianni Lampis al termine della riunione dei rappresentanti dei sindacati. Al termine dell'incontro, Fedro, Fendres-Safor e Cisl Fp hanno revocato lo sciopero. ...
Leggi di piùA Santa Maria tra fede, usi e consuetudini
di Maurizio Onidi ______________________ La festa di Santa Maria “Sa Festa Manna” per i guspinesi, fatte salve le festività di Natale e Pasqua ha sempre rappresentato il momento di maggior devozione alla Madonna. In coincidenza con tale festività, essendosi completata la fase della mietitura e del raccolto nei campi, la comunità agropastorale procedeva alla stipula e al rinnovo dei contratti per la nuova campagna agraria oltre a onorare e liquidare gli accordi presi l’anno precedente con i proprietari terrieri, con i lavoranti e con i negozianti dove avevano acquistato a credito in attesa “de s’arregotta”. [caption id="attachment_50329" align="alignleft" width="300"] Miranda Serci[/caption] Lo stesso trattamento era riservato alle persone, solitamente giovani ragazze che prestavano la loro opera di collaboratrici a tempo pieno(s’accodranta, nelle famiglie degli agricoltori benestanti. «A questa figura, le famiglie che potevano permetterselo», dichiara Miranda Serci, 83 anni,«"sa srebidora” integravano con l’aiuto de “s’accostanti”. Una persona che saltuariamente, a secondo dell’accordo stipulato, si occupava delle grandi pulizie in occasione delle feste più importanti “Pasca manna, paschiscedda, santa Maria e tottu i santusu”, faceva il pane una o due volte al mese e con la stessa cadenza lavava i panni (sa lissia) al fiume». «Avevo tredici anni», precisa la signora Serci «quando cominciai a fare questo tipo di lavoro presso diverse famiglie, con ognuna delle quali si stipulava un accordo economico che tenesse conto del numero dei componenti il nucleo familiare e della grandezza della casa. La retribuzione poteva comprendere oltre la parte in danaro anche uno o due carri a buoi di legna». Tenuto conto della sua giovane età quale era fra quelli che ci ha elencato prima, il lavoro più pesante? «Sicuramente “ fai sa lissia” (lavare i panni)» precisa Miranda Serci «oltre che il più pesante, era anche molto impegnativo. Fosse estate o inverno, le modalità erano identiche. Si portava la biancheria da lavare al fiume di Terramestusu dove per prima cosa si accendeva il fuoco per scaldare l’acqua “in su caddasciu” (recipiente capiente in rame). Si cominciava quindi il primo lavaggio, inginocchiate tante ore su una pietra molto larga, posizionata sulla sponda del fiume, inclinata verso l’acqua che scorreva che se d’estate era anche piacevole, d’inverno stare a contatto con l’acqua fredda non era proprio il massimo. Intanto nell’acqua calda contenuta nel recipiente in rame si mettevano delle foglie di alloro e si versava la cenere raccolta nel caminetto, passata precedentemente al setaccio. Dopo alcune ore quest’acqua veniva filtrata e raccolta in un altro recipiente per essere successivamente utilizzata anche per altri usi quali ad esempio per lavarsi i capelli. A questo punto si mettevano i panni nel recipiente in rame, posizionandoli a ridosso d ...
Leggi di più