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Ultimi giorni di feste natalizie
Anche quest’anno il Comune di Sanluri ha regalato ai suoi abitanti un periodo di festività natalizie ricche di eventi e attività che sono state capaci di accontentare e coinvolgere tutti, dai più piccoli ai più grandi. Le feste natalizie sono state inaugurate l’8 dicembre con l’accensione dell’albero in piazza San Pietro, novità introdotta dall’attuale amministrazione comunale e che da tre anni illumina il centro del paese. Riconfermata, dopo il successo e l’accoglienza degli scorsi anni, l’apertura della Casa di Babbo Natale, quest’anno allestita alla Casa del Pane, con Santa Claus che ha accolto i bambini i quali gli hanno potuto consegnare personalmente le loro letterine; in questa location sono stati organizzati anche dei laboratori a tema, ed è stata allestita una mostra temporanea di giochi in legno animati. Sempre per i bambini sono stati organizzati spettacoli natalizi, baby dance e cabaret. I mercatini di Natale hanno poi fatto da sfondo alle passeggiate domenicali del 9 e del 16 dicembre dei cittadini sanluresi. Venerdì 21 dicembre, dopo la novena è andato in scena il presepe itinerante curato dal regista Gianluca Medas con la collaborazione delle associazioni cittadine. Lo spettacolo è consistito in un presepe a tappe, per tramite delle quali si è raccontata la storia della Madonna fino alla vigilia della nascita del bambin Gesù. Organizzata in teatro nella serata del 22 dicembre una sfilata di moda con protagonisti alcuni degli stilisti locali più talentuosi. Non sono mancati i tradizionali concerti del Natale, organizzati dal coro polifonico Città di Sanluri e dalla Corale Nostra Signora delle Grazie, mentre novità assoluta di questo periodo di feste, che sta oramai giungendo al termine, è stata l’istallazione in Piazza San Pietro di una pista di pattinaggio su ghiaccio. Un Natale, insomma, quello sanlurese che ha visto la partecipazione di tutti i cittadini di tutte le età grazie ad un’organizzazione vasta e ricca che ha spaziato dalla moda alla musica, dalle attività per i bambini agli eventi solidali, tra cui il Motoincontro, passando per i mercatini e le manifestazioni culturali e religiose. L’ultimo appuntamento è fissato per il 6 gennaio prossimo: alle 9 in via San Martino le befane consegneranno le calze ai bambini, mentre alle 17 si terrà un suggestivo circo Medievale al Castello con maghi, lanciatori di coltelli, cantastorie, fachiri, equilibristi, saltimbanco e giocolieri, per una serata da non perdere. Fabiola Corona ...
Leggi di piùAlbino Ariu: sessant’anni di attività nel mondo dei motori
Il paese di Guspini da sempre si è fatto apprezzare per la bravura dei suoi artigiani in tutta l'isola. Raccontano gli anziani che in passato, nell'abitato del centro minerario, abbondassero le botteghe artigiane. Eccellenti fabbri, birrociai, maniscalchi, ciabattini, scalpellini e tanto altro ancora. La storia di Albino Ariu, artigiano prima e commerciante dopo, nasce e si sviluppa in perfetta sintonia con quanto affermato all'inizio del nostro racconto. Nel 1925, a tre dipendenti delle miniera di Montevecchio, esperti meccanici, venne richiesto di trasferirsi con le rispettive famiglie a Villagrande Strisaili per montare gli impianti elettrici e meccanici della cabina elettrica del bacino del Flumendosa. Giuseppe Ariu, padre di Albino, con la moglie Peppina Usai, Piero Ariu, fratello di Giuseppe e Cesare Arena, cognato di Giuseppe avendo sposato Doloretta Usai, sorella di Peppina, con i loro bagagli partirono per il paese degli ultracentenari. I tre, esperti meccanici, non tardarono a far emergere le loro doti umane e professionali. Si racconta che ancora oggi i tre guspinesi vengano ricordati per la loro bravura e disponibilità. Durante questa permanenza a Villagrande, il primo marzo del 1928 nacque Albino. Una famiglia di comunisti convinti e tenaci tanto che Peppina Usai nel 1946, alle prime elezioni amministrative del dopoguerra, risultò la più votata diventando la prima donna ad essere eletta nel consiglio comunale di Guspini guidato dal sindaco Eugenio Saba. Nel 1937, terminati i lavori, la compagnia rientra a Guspini e il giovane Albino completò le scuole dell'obbligo. Nel tempo libero, la passione per la meccanica lo portò da subito a frequentare assiduamente l'officina paterna ove dava concretezza alle proprie idee. Come quando riuscì a costruire un attrezzo per fare i chiodini che usavano i calzolai ai quali li barattava in cambio di generi alimentari che portava in famiglia. "La necessità aguzza l'ingegno" e il nostro piccolo artigiano, mantenendo fede al proverbio, realizzò un forno per fondere l'alluminio e con l'argilla preparò gli stampi con i quali riusciva a creare gli utensili da cucina. «La materia prima la recuperavo dagli aerei in demolizione, nel campo d'aviazione "de Sa Zeppara" gestito dai militari tedeschi. Riuscì a racimolare un po' di soldi che mi servirono per poter frequentare la scuola di meccanica in via Baccaredda a Cagliari. Il corso durò 30 mesi al termine del quale mi venne rilasciato l'attestato di "meccanico specializzato" e la patente di conduttore di automezzi per movimento terra e mezzi agricoli. Forte di questo attestato, venni assunto nella più grande e attrezzata officina della Sardegna, la Remosa di Cagliari dei fratelli Mambrini dove si eseguivano tutti i lavori di meccanica generale su tutti i mezzi circolanti. Dopo 3 anni circa alla Remosa, venni assunto nell'officina della miniera di Montevecchio dove lavorai per alcuni anni nel corso dei quali conobbi Giovanni Sanna u ...
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