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Raccolta fondi per Chia, raggiunti 40 mila euro in una settimana ma ancora non basta

La raccolta fondi per salvare Chia sta andando bene ma ancora non basta. “In una sola settimana” rivela Stefano Deliperi presidente del Grig, il Gruppo di intervento giuridico che ha aperto la colletta sotto Natale, “sono stati raccolti oltre 40 mila euro per contribuire all'acquisto di parte delle dune della spiaggia di Chia, davanti all'isolotto di Su Giudeu". L’obiettivo dichiarato per soddisfare il compromesso d’acquisto è di 100 mila euro, quindi la raccolta prosegue. Ma chi sono finora coloro che hanno contribuito a raggiungere la cifra di 40 mila euro? “Vi sono persino nonni che contribuiscono per i nipotini" rivela Stefano Deliperi, "altre sono donazioni organizzate sui luoghi di lavoro, altre ancora sono di turisti che vogliono difendere il loro mare ma ci sono anche i sardi andati via dall’Isola da troppi anni che non intendono mancare alla difesa della propria Terra così come bambini che offrono i loro soldini per la spiaggia dell’estate”. Tutti hanno condiviso la paura che le dune finiscano in mani sbagliate. Soprattutto di chi, indifferente al paesaggio davanti a Su Giudeu vorrebbe fare speculazione edilizia indifferente alla sua sabbia finissima e con la macchia mediterranea fatta di ginepri secolari che danno rifugio alla fauna selvatica. Sì, “perché a breve distanza” denuncia Deliperi, “c’è un’edilizia turistica fin troppo presente e per questo le dune e la spiaggia sono in pericolo”. L’area interessata non è demaniale ma di otto privati cittadini che potrebbero cedere alle lusinghe del denaro a prescindere dagli intenti che si muovono dietro. Ma come contribuire all’acquisto? “Si può fare un versamento sul conto corrente postale numero 22639090 intestato a Associazione Gruppo d’Intervento Giuridico” spiega ancora Deliperi, “indicando nella causale “dune e spiaggia di Chia”. Oppure un bonifico bancario con il codice IBAN IT39 G076 0104 8000 0002 2639 090 (per i versamenti dall’Estero il codice BIC/SWIFT è BPPIITRRXXX)”. A tutto coloro che contribuiranno (con almeno 30 euro) sarà inviato un simbolico attestato di benemerenza e la tessera associativa. ...

Emozioni e indipendenza

Tra le principali competenze socio-emotive intra-personali definiamo l’indipendenza emotiva la “capacità di essere sicuri e fiduciosi in se stessi, indipendenti e autonomi non ricorrendo agli altri per soddisfare i propri bisogni emotivi”. Questa competenza si modula nel tempo in base alle nostre esperienze emotive; è una capacità importante se ben gestita, evita infatti dipendenze affettive patologiche deleterie per la crescita emotiva personale e, anche nel caso di trattamento psicologico,  è una sorta di punto d’arrivo del paziente per raccogliere i frutti del lavoro di sostegno; diventato indipendente dal professionista nel vivere le proprie emozioni presenti, andrà incontro al cambiamento, lasciandosi alle spalle ciò che è stato ieri (quindi rendendosi indipendente  anche dalle azioni passate) e vivendo intensamente l’oggi, con fiducia e ottimismo. L’indipendenza dal passato è un processo facile per tanti, ma controverso per molti; è spesso riferita in studio la condizione angosciante di non sentirsi felice, di non riuscire a perdonarsi errori, fallimenti, scelte sbagliate proprie o altrui, emozioni negative che condizionano il presente, senza apparente fiducia nel futuro e senza poter godere nel presente perché in perenne rimuginìo mentale caratterizzati da momenti di sconforto, sensi di colpa, rabbia, tristezza, paura, disgusto, orgoglio, sorpresa o vergogna. Lo psicologo Paul Ekman, pioniere della teoria neuroculturale delle emozioni  scoprì nei suoi studi che l’influenza sociale e culturale è orientata sulla felicità socio-emotiva collettiva, spesso a discapito della felicità del singolo: esempio pratico di questa teoria è che nel momento in cui una minoranza rappresenta una novità che mette in dubbio le norme emotive della maggioranza della popolazione, la prima reazione di quest’ultima è un motto di orgoglio e di difesa. A livello emotivo infatti la novità, il cambiamento e la crescita anziché suscitare gioia e entusiasmo, creano ansie per una quota incerta di rischio delle conseguenze future; l’indipendenza emotiva invece, ci permette di vivere questa felicità in modo libero e autonomo. Poter pensare e agire in modo indipendente è un obiettivo universale ma che richiede forza di volontà e fiducia in se stessi: la paura di deludere il gruppo di riferimento per noi importante, ci impedisce di effettuare scelte in autonomia; Darwin ci tramanda l’idea di sopravvivenza sia come selezione naturale, sia come risultato di protezione del gruppo verso i propri componenti dai predattori e la paura di essere esclusi è ancestrale. Accettare se stessi e amarsi permette di rendersi impermeabili a critiche, giudizi, manipolazioni, gli indipendenti emotivi non temono di vivere le proprie emozioni positive con convinzione e speranza, per loro è positivo fare ciò che li rende felici fare, sia che segua le regole della nostra cultura appresa nel corso della nostra vita, sia che le sconvolga, consapevolme ...

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