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Al via il progetto “Suoni del Campidano”

L’Istituto Comprensivo di Sanluri, in collaborazione con la Pro Loco di Serrenti e il Comune di Serrenti, finanziatore ufficiale del concorso, bandisce il concorso musicale “Suoni del Campidano”, un concorso per ensemble strumentali e orchestre, previsto per i giorni che vanno dal 2 al 5 maggio prossimo, e che si terrà nel teatro comunale di Serrenti. Il comitato organizzativo è composto dai docenti di strumento della scuola secondaria di primo grado di Serrenti: Alessandra Cadeddu docente di flauto traverso, Mattia Orrù docente di chitarra, Francesca Piroddi docente di pianoforte, e Carmen Zuddas docente di clarinetto; dai collaboratori scolastici del DS, Roberta Maccioni e Dina Pisu, e dal Sindaco di Serrenti, Mauro Tiddia. Tale concorso è dedicato ai giovani studenti a partire dalle scuole primarie, passando per la scuola secondaria di primo grado, includendo tutti i corsi ad indirizzo musicale e non, sino ad arrivare ai licei musicali, oltre che essere aperto anche a cori e bande. Il concorso, diviso in più sezioni e più categorie, prevede diverse attestazioni di premio e merito, borse di studio, e la consegna a ogni partecipante di un attestato di partecipazione e una targa. Il verdetto, insindacabile, sarà deciso sull’attribuzione di un punteggio espresso in centesimi, dato dai membri della giuria, composta da personalità di spicco del panorama delle istituzioni musicali. L’organizzazione di un concorso musicale era previsto per lo scorso anno, in occasione del decennale dell’indirizzo musicale, tuttavia non essendo stato possibile a causa di vari impedimenti, è stato rimandato a quest’anno scolastico. «Il fare musica d’insieme è un elemento fondamentale per l’apprendimento musicale. La finalità di questo progetto è quella di offrire un’esperienza divertente e stimolante, volta a sviluppare lo spirito di socializzazione; inoltre esperienze tali aiutano a capire l’importanza del rispetto per l’altro e il significato di convivere in armonia con il resto del gruppo. Lo scopo è anche quello di valorizzare il talento e le capacità musicali in una sana competizione, mettendosi in gioco con altre realtà», così commenta lo spirito di questo progetto musicale la professoressa Carmen Zuddas. Fabiola Corona ...

“Schiavi" delle emozioni

Possiamo definire la “schiavitù”, come una condizione in cui qualcuno (metaforicamente noi), non ha possibilità di scelta decisionale sulle proprie azioni che vengono invece imposte in maniera coercitiva da qualcun altro (dalle emozioni nel nostro caso). E’infatti molto probabile che chiunque di noi dica almeno una volta nella vita ”…si lo so non va bene, ma che ci posso fare se sono fatto cosi”?, come se noi fossimo vittime delle nostre emozioni e non invece padroni. Tutte le emozioni possono essere gestite, basta trovare il canale giusto che ci permetta di raggiungere in maniera equilibrata i nostri obiettivi di benessere personale cui aspiriamo. Ciò naturalmente implica che ogni persona ha obiettivi personali, strategie di gestione differenti, modalità di affrontare gli ostacoli diversamente e soprattutto l’educazione familiare e i successivi rinforzi che nel corso della vita ci vengono dati dalle altre Istituzioni (scuola, sport e associazioni varie) determinano il nostro modo di vivere le emozioni e quindi di affrontare la vita. Ma cosa succede quando un obiettivo comune, come ad esempio vivere un rapporto di coppia, presuppone anche l’incontro/scontro tra due educazioni emotive diverse? Succede magari che dopo il primo periodo idilliaco, nel quale ognuno da il meglio di sé e tende a sorvolare sui difetti dell’altro, inizino a sorgere dinamiche dove per il quieto vivere uno dei due subisce una sorta appunto di schiavitù emotiva dal partner; chi non sa gestire le proprie emozioni, troverà sicuramente chi si offrirà di gestirgli la vita.  Un bimbo abituato sin da piccolo a ottenere tutto ciò che vuole al minimo capriccio, probabilmente diventerà un adolescente molto competitivo che mal digerisce i no e se si prosegue con questa dinamica, di fargli ottenere tutto e subito senza limitii probabilmente anche da adulto avrà problemi a scendere a compromessi con le emozioni degli altri. Prendiamo spunto da recenti fatti di cronaca per vedere le conseguenze di queste educazioni emotive e socio emotive superficiali: un individuo che sta affrontando una separazione matrimoniale  con il partner e che pianifica di mettere fine ai problemi sterminando moglie e figlie non rappresenta certo (per fortuna), la risoluzione più diffusa tra tutte le coppie che decidono di interrompere una relazione, e ci si chiede perchè nonostante le campagne di prevenzione e sensibilizzazione sull’argomento, i numeri dei “femminicidi”non si siano ancora azzerati del tutto. La formula “non capace di intendere e volere”, ha permesso di giustificare atti ignobili  compiuti da disagiati emotivi, che però nelle interviste post-stragi vengono descritti invece come all’apparenza “normali”: il classico bravo vicino di casa, la ragazza della porta accanto, l’assassino impensabile. Definire “pazzo”un assassino permette al resto della società di dormire sonni tranquilli, cullandosi dietro un “tanto a me non può succedere, i ...

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