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I cacciatori proteggono la fauna e presidiano il territorio

I cacciatori sardi non sono certamente indifferenti alla tutela dell’ambiente e della fauna. Al contrario, conoscono il territorio

                                                                                 Comprendiamo la preoccupazione per le temperature eccezionali registrate quest’estate in Sardegna, ma riteniamo che un’eventuale sospensione della stagione venatoria debba essere basata su dati scientifici e monitoraggi concreti della fauna, non semplicemente sulla constatazione che abbiamo attraversato un periodo di caldo estremo.I cacciatori sardi non sono certamente indifferenti alla tutela dell’ambiente e della fauna. Al contrario, conoscono il territorio, lo frequentano e lo presidiano durante tutto l’anno. Anche in questa stagione, come già avvenuto negli anni precedenti, tanti cacciatori hanno messo a disposizione il proprio tempo e i propri mezzi nell’ambito della campagna antincendio, contribuendo concretamente al presidio del territorio e alla tempestiva segnalazione di eventuali principi d’incendio.E allora una domanda, forse scomoda, ma doverosa, vorremmo rivolgerla proprio a chi oggi chiede di sospendere la caccia in nome della tutela della fauna: quanti di coloro che lanciano questi appelli hanno trascorso le loro giornate estive a presidiare concretamente il territorio, mettendo a disposizione gratuitamente uomini e mezzi per prevenire e segnalare gli incendi, come fanno ogni anno tanti cacciatori?Perché tutelare la fauna non significa soltanto chiedere divieti e sospensioni. Significa anche conoscere il territorio, viverlo, proteggerlo e contribuire concretamente alla sua salvaguardia.Se esistono situazioni realmente critiche per determinate specie, siamo i primi a chiedere che vengano valutate e affrontate con serietà. Ma servono dati, monitoraggi e provvedimenti proporzionati, non generalizzazioni.Il mondo venatorio è pronto, come sempre, a fare la propria parte. Chiediamo però che venga riconosciuto anche il contributo concreto che i cacciatori danno alla tutela del territorio sardo, non soltanto quando arriva il momento di additarli come un problema.Prima di chiedere di fermare chi il territorio lo vive e lo presidia, sarebbe forse opportuno chiedersi chi, concretamente, quel territorio lo sta davvero proteggendo.Alberto Chessa (ANLC)Marco Efisio Pisanu (CPTS-ITALCACCIA)Davide Bacciu (FIDC) ...

Regione investe per servizi satellitari contro rischi ambientali

Droni, servizi satellitari e sistemi di analisi dei dati per osservazione e monitoraggio del territorio, la Regione investe 12 milioni di euro

Droni, satelliti e sistemi avanzati di elaborazione dei dati saranno integrati in una nuova rete regionale dedicata all'osservazione del territorio e alla prevenzione dei rischi. La Regione destina complessivamente 12 milioni di euro all'intervento, inserito tra le misure approvate con la variazione di bilancio.Le risorse saranno distribuite nel biennio 2027-2028: 7 milioni di euro finanzieranno il Programma regionale Uas, dedicato ai sistemi aeromobili a pilotaggio remoto, mentre altri 5 milioni saranno destinati all'acquisizione di servizi satellitari per l'osservazione della Terra. Il programma dedicato ai droni mette a sistema l'esperienza acquisita negli ultimi anni dalla direzione generale della Protezione civile e dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ampliando gli ambiti nei quali potranno essere utilizzati i sistemi a pilotaggio remoto.Tra le applicazioni previste rientrano la sorveglianza e l'avvistamento degli incendi e il supporto alle operazioni di spegnimento, la ricerca e il soccorso delle persone disperse. Inoltre, i droni potranno essere impiegati per controllare il rischio idrogeologico, il patrimonio forestale, le coste e l'inquinamento marino, oltre che per la verifica dei rischi industriali e ambientali, la mappatura delle aree pericolose e il sostegno alle comunicazioni durante le emergenze.Le dotazioni saranno a disposizione della Protezione civile regionale per le attività multirischio di previsione, prevenzione, soccorso e superamento delle emergenze. Il loro impiego potrà essere coordinato anche con le funzioni di sorveglianza e vigilanza ambientale svolte dal Corpo forestale.«Non ci interessa la tecnologia come fine a sé stessa. Ci interessa ciò che la tecnologia permette di conoscere prima e ciò che consente agli operatori di decidere meglio e più rapidamente», dichiara l'assessora regionale dell'Ambiente Rosanna Laconi. «Un incendio individuato prima, una criticità idrogeologica letta con maggiore precisione, una persona dispersa localizzata più rapidamente possono cambiare radicalmente l'esito di un intervento».Alla rete dei droni saranno affiancati i servizi satellitari di osservazione della Terra, che verranno acquisiti come servizio e integrati attraverso una piattaforma regionale destinata all'elaborazione dei dati e all'analisi predittiva.Le informazioni provenienti dai satelliti potranno essere utilizzate in diversi settori, dalla protezione civile alla tutela ambientale, fino all'agricoltura, alle infrastrutture e alla vigilanza sul territorio. Dati radar e ottici, immagini e prodotti ad alta risoluzione e strumenti di analisi consentiranno di seguire l'evoluzione degli incendi, del rischio idrogeologico e delle risorse idriche, oltre a monitorare le coste, la vegetazione e le trasformazioni del territorio.Il progetto prevede la condivisione delle informazioni tra le diverse strutture coinvolte. La nuova disciplina regionale rafforza il principio dell'interoperabilità, prevedendo che i da ...

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