Cultura

Cultura

In questa categoria parliamo di cultura

Carlo Concas racconta la sua vita tra Montevecchio e Iglesias

Carlo Concas, classe 1932, primo dei sette figli di Massimo Concas e Mariuccia Paschino, ha vissuto e costruito una brillante carriera lavorativa nel mondo minerario, iniziata a Mo...

“Questo stare insieme nelle viscere della terra condividendo i pericoli è ciò che rende i minatori una categoria unica e valorosa e li fa sentire più che fratelli” (Carlo Concas, pag. 46 “Racconto della mia vita”). Inizio con questa frase, che richiama quella che Alain Touraine, uno dei massimi esponenti della sociologia contemporanea definiva “La fiera coscienza del minatore “, la presentazione del libro di Carlo Concas, dedicato al nipote Camillo, che racconta frammenti della sua vita e 39 anni di lavoro tra Montevecchio e Iglesias. Carlo Concas, classe 1932, primo dei sette figli di Massimo Concas e Mariuccia Paschino, ha vissuto e costruito una brillante carriera lavorativa nel mondo minerario, iniziata a Montevecchio nel 1947, come operaio in officina e conclusa nel 1984 come responsabile Analisi e Programmazione del centro elaborazione dati della Samim, a dimostrazione che quando studio, determinazione e volontà si uniscono anche “la persona comune” diventa capace di risultati fuori dal comune. Un libro che, nelle intenzioni dell’autore, oggi novantaquattrenne, voleva essere un racconto autobiografico da regalare ad amici e parenti, attraverso ricordi e aneddoti preziosi, in particolare di vita nel borgo minerario di Montevecchio, con le sue strade, i suoi ritmi, le sue tradizioni, i momenti di festa e quelli di difficoltà condivise che hanno saputo forgiare caratteri forti e legami indissolubili. Un lavoro, che alla luce dei fatti non si limita a raccontare la sua vita familiare e lavorativa, ma ne illumina tante altre. Storie di persone che hanno fatto della miniera non solo un lavoro ma una comunità di modelli e valori che meritano di essere tramandate. L’assunzione nelle officine a Montevecchio, il 16 maggio 1947 con Bruno Piras, Pinuccio Corona e Giorgio Mezzacasa alle dipendenze di Letterio Freni, inventore della “Pala meccanica Montevecchio” il cui brevetto venne poi venduto alla svedese Atlas Copco. Il battesimo in sottosuolo con il maestro Mondo Atzori “La gabbia conosceva il tragitto e mi portava al quattordicesimo di Pozzo Sartori, cinquecento metri di profondità. Lo sgomento si era impossessato di me ed ero immobile e teso come una corda di violino, quando misi piedi per terra vacillai, ero squilibrato, confuso, intimidito. Ero sempre più disorientato e mi chiedevo se sarei risalito alla luce del sole”. Ricordi di compagni di lavoro come Ettore Angius, persona di grandi qualità morali, ottime capacità e sempre disponibile verso tutti. Mai una lamentela per il lavoro faticoso. Le nozioni di elettrotecnica acquisite durante il servizio militare in Marina e la lettura continua di riviste e libri in materia consentirono all’autore del libro di mettersi in luce in vista della prossima apertura del centro meccanografico a Montevecchio, secondo in Sardegna dopo quello della Società Elettrica Sarda.  L’invio a Roma, per un lungo corso alla IBM, deciso da parte della dir ...

Festival Letterario del Monreale a Sardara: domani, sabato 29 marzo, la terza giornata con Elvira Seminara, Massimo Carlotto, Eva Henger e Massimiliano Caroletti

Prosegue, al Cineteatro comunale Le Terme di Sardara, la nuova edizione del Festival Letterario del Monreale. La terza giornata della manifestazione, prevista per domani, sabato 28...

La serata, condotta da Rossella Perra, si aprirà con Elvira Seminara, che alle 18.15 presenterà il suo “Lunario dei giorni insonni” (Einaudi) in dialogo con Francesca Spanu e Pina Doi.Il romanzo racconta la storia di Iris, una donna di quasi cinquant’anni che, dopo un matrimonio fallito, si trasferisce in un residence al mare. Tra il suo lavoro come insegnante di letteratura online e una convivenza distaccata con il coinquilino Jacopo, Iris scopre di appartenere alla stirpe degli insonni: una comunità invisibile di creature notturne che abitano il tempo rovesciato della veglia per sfuggire ai sogni o cercare nuove possibilità. Sarà l’incontro con Aida, un’anziana vicina che ha dimenticato molte cose, ad allargare i suoi orizzonti.Alle 19.15 sarà il turno del padrino di questa edizione, Massimo Carlotto. L’autore presenterà il suo ultimo romanzo “A esequie avvenute” (Einaudi), celebrando insieme a Francesca Spanu e ai fan il trentennale del suo personaggio più iconico, l’Alligatore, protagonista dell’opera. L’evento è realizzato in collaborazione con l’associazione Condilibriamo.Il faccendiere Loris Pozza affida a Marco Buratti, alias l’Alligatore, e ai suoi fidati soci Max la Memoria e Beniamino Rossini, l’incarico di consegnare un riscatto da un milione di euro per liberare la sua amante rapita, ma l’operazione fallisce e la donna non viene rilasciata. L’Alligatore avvia quindi un’indagine non autorizzata per ottenere giustizia. A complicare il quadro interviene Beniamino Rossini: l’uomo decide di liberare una giovane ucraina sfruttata dalla mafia del suo Paese scatenando però una violenta rappresaglia da cui nessuno uscirà indenne. La serata proseguirà alle 20.15 con Eva Henger e Massimiliano Caroletti, che  saranno i protagonisti di un dibattito incentrato sulla figura di Riccardo Schicchi e sulla storia della pornografia in Italia. Il confronto, moderato da Andrea Fulgheri e arricchito dall'intervento di Michele Pipia (Arc Onlus), trarrà spunto dal libro “Oltraggio al pudore”, autobiografia di Schicchi ripubblicata dopo trent’anni da MTS Edizioni con un epilogo scritto da Eva Henger, che offre una prospettiva inedita su un uomo che, nel suo ambito, ha segnato un’epoca.A conclusione della giornata, alle 22, verrà proiettato il film “Diva Futura”.   ...

Vai a tutti i contenuti →