Guspini, ricordate le 1031 vittime di tutte le mafie e gli oltre 100.000 morti di Covid
di Sandro Renato Garau ____________________________ Oggi 20 marzo alle 11, in un clima sobrio, raccolto, quasi di preghiera, il presidio Libera Silvia Ruotolo di Guspini ha ricordato le 1031 vittime di tutte le mafie e gli oltre 100.000 morti di Covid 19 di questo ultimo anno, nella “XXVI Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia”. Nel piazzale antistante la ex Biblioteca Comunale di Guspini a Colle Zeppara, amministratori, volontari di molte associazioni, rappresentanti sindacali e dei partiti politici, scout, ordini religiosi, semplici cittadini si sono stretti idealmente attorno ai parenti leggendo i nomi di chi è stato barbaramente ucciso da tutte le mafie. “A ricordare e riveder le stelle” lo slogan, ricorda l’uscita dall’Inferno di Dante, le stelle sono quelle che illuminano e guidano il cammino dei naviganti e gli uomini di buona volontà. ...
Leggi di piùLa partecipazione alla vita religiosa a un anno dallo scoppio della pandemia
di Antonio Obinu _______________________ La pandemia che da poco più di un anno sta pesantemente condizionando le nostre abitudini ha sicuramente influito anche nel modo di praticare il proprio credo religioso. Per meglio comprendere questo aspetto ho avuto modo di incontrare Padre Andrea Mura, parroco da otto e quattro anni rispettivamente della chiesa della Santissima Annunziata e della chiesa di San Francesco a Cagliari. Don Andrea appartiene all’ordine dei Frati minori Conventuali che hanno in consegna le due parrocchie ormai da tantissimo tempo; risale infatti agli inizi del secolo scorso quando la chiesa dell’Annunziata venne affidata ai frati, mentre la consegna della chiesa di San Francesco risale a 71 anni fa Don Andrea, può descriverci come è stato quest’ultimo anno? Un anno non particolarmente semplice perché ha modificato non solo il modo di praticare dei credenti ma anche il nostro modo di agire come pastori, impedendoci quella prassi che solitamente mettevamo in atto nella vita pastorale: gli incontri come la catechesi iniziale, il catechismo con i bambini ma anche gli incontri con gli adulti sono stati ridimensionati. Il nostro stile lo possiamo definire domestico in quanto si andava a casa delle coppie che ci ospitavano; con le misure di contrasto alla pandemia tutto ciò non è più stato possibile. È cambiata anche la partecipazione alle funzioni religiose? La partecipazione non è più la stessa non solo per un discorso dovuto al contingentamento all’interno della chiesa, ma soprattutto perché è cambiata la percezione della pratica della fede da parte delle persone. Non si ha più la stessa serenità che si aveva prima; faccio l’esempio della messa domenicale solitamente moto sentita e di conseguenza molto affollata. Adesso questo assembramento spaventa un po'; stesso discorso per quanto riguarda le famiglie con bambini. Per venire incontro a queste esigenze abbiamo riservato la messa del Sabato pomeriggio esclusivamente ai più piccoli notando una partecipazione importante. Come vivete questi giorni di avvicinamento alla Pasqua? Nella parrocchia di San Francesco avevamo l’abitudine di organizzare la processione della Via Crucis tra le strade del quartiere; da alcuni anni abbiamo però sospeso l’iniziativa perché seppure molto apprezzata, avevamo notato la difficoltà soprattutto da parte delle persone più anziane a vivere questa “itineranza”. Per questo motivo abbiamo deciso di celebrare la funzione all’interno della chiesa. I riti che precedono la Pasqua continuano ad essere seguiti; va anche detto che il problema di limitare la “prossimità” tra le persone, determina una riduzione della dimensione comunitaria che non si esplicita nella presenza. Sono limitate le pratiche come la lavanda dei piedi e l’adorazione personale della croce, elementi che fanno parte costitutiva di questi giorni. Sono ridotte anche la celebrazione di funzioni molto lunghe a causa dei presidi che le persone dev ...
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