Gal Linas Campidano: mercoledì 7 aprile presentazione del progetto "Distretto Rurale del Linas Campidano"
[caption id="attachment_84334" align="alignleft" width="265"] Mariella Amisani[/caption] Il GAL Linas Campidano in qualità di soggetto capofila del costituendo “Distretto rurale del Linas Capidano” ha organizzato per mercoledì 7 aprile alle 11, via web, un incontro informativo finalizzato a illustrare il progetto e avviare il percorso di programmazione partecipata che coinvolgerà tutti i portatori di interesse pubblici e privati. Il comitato promotore, costituito dal soggetto capofila e dai Comuni di Arbus, Gonnosfanadiga, Guspini e Villacidro, in collaborazione con l’Agenzia Laore Sardegna, intende rafforzare e promuovere ulteriormente la cooperazione con le realtà che costituiscono il tessuto socio economico locale per intraprendere un percorso utile a realizzare azioni mirate ed efficaci, portando gli strumenti finanziari più adeguati a incentivare la crescita economica e lo sviluppo del territorio. ...
Leggi di piùPasqua, rotolano macigni
di don Nico Massa* _______________________________ Il quattro aprile sarà Pasqua. Sicuramente è scritto nel calendario e nelle nostre agende. Ma la cosa non è così scontata. Sentiamo che un grande macigno ostruisce il sepolcro. Viviamo ancora immersi nell’opprimente aria mortifera e mortificante di questa pandemia che ancora non libera il respiro normale delle nostre vite. Sono tanti i segnali che ancora ci dicono della nostra umanità ancora oppressa. Anche nelle nostre Chiese. Perfino il giorno di Pasqua: il segno amato da tutti noi, la processione dell’”Incontro” tra Gesù Risorto e sua Madre non si realizza. Quasi a sottolineare che anche per noi, suo popolo, è così difficile vivere la gioia dell’Incontro, tra noi e il Signore che annunci l’alba di un giorno veramente nuovo. Viviamo ancora il clima del Sabato Santo, dove i grandi silenzi segnano le nostre vie e le nostre piazze, i nostri luoghi di ritrovo e di condivisione festosa. È un tempo di attesa, che prelude ad una luce. Ci facciamo coraggio, siamo già all’alba di quel giorno nuovo. Facciamo nostre le parole preoccupate e disarmanti delle donne che quel mattino si recano al sepolcro, nel giardino vicino al Calvario: “Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?” (Mc 16,3). La situazione sembra davvero senza via d’uscita. Ma Dio non è avaro di sorprese. La speranza non demorde, nonostante tutto. Certo, le nostre speranze più immediate si fondano sui vaccini, che dovrebbero presto sbloccare la situazione. E facciamo bene ad assecondare la prospettiva favorevole, rendendoci disponibili a sottoporci anche noi a questa salvaguardia sanitaria. Presto saremo liberati da quest’incubo. Ma la ripartenza nutre altre speranze, più ambiziose. Come per il Signore Gesù, per il quale la resurrezione non è solo la rianimazione di un cadavere, ma l’inizio di una vita nuova, che apre orizzonti inediti. Così sarà anche per noi: ne usciremo rinnovati, confermati in umanità e in solidarietà, coesione sociale, voglia di rilanciare una vita con la grinta che nasce dalla dura prova. La sofferenza non sarà stata inutile: abbiamo imparato, da questa prova dura, ad essere solidali, a rispettarci rispettando le severe forme di prudenza e di tutela della salute e del bene dell’altro. Le distanze fisiche imposteci dalla difesa del contagio ci hanno reso più vicini come persone. Ogni persona è diventata nostro prossimo, anche chi non conoscevamo per nome. Un senso di fratellanza e di prossimità con tutti coloro che condividono la nostra vita sociale ci rende coesi in una comunione fraterna che ci fa una famiglia unita nella sofferenza e nella voglia di ripartire. La nostra comunità cristiana si fa luogo privilegiato in cui la nostra umanità manifesta le sue risorse più belle. Tenderemo la mano e faremo rialzare chi è ferito, aiuteremo a rialzarsi, a risorgere, i fratelli più provati. Conosceremo una famiglia di uomini e donne non solo so ...
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