È nato il “Marchio Collettivo Prodotto di Sanluri”: gli agricoltori Paolo Floris ed Efisio Lampis pionieri del progetto
di Arianna Concu _________________________ Il grano è coltivato a Sanluri e la produzione segue regole ferree di un disciplinare rigoroso. Sono la semola, la fregula, i malloreddus e altre prelibatezze commercializzate con il “Marchio Collettivo Prodotto di Sanluri” I produttori sono due agricoltori sanluresi Paolo Floris ed Efisio Lampis che hanno creduto nel progetto del marchio collettivo cittadino. Dopo appena un anno dall’inizio della commercializzazione il marchio (contraddistinto dal castello con 3 spighe) è venduto in tutta la Sardegna e in alcuni agroalimentari tipici nella penisola. Tutto inizia quando l’amministrazione comunale di Sanluri sei anni fa ha intrapreso il percorso per la valorizzazione della filiera agroalimentare cittadina e in particolare il prodotto tipico di Sanluri, il pane Civraxu. Nasce così, due anni fa, il certificato collettivo comunale “Prodotto di Sanluri” al termine di un lavoro di studio e ricerca che si è sviluppato grazie alla collaborazione tra Comune, Agenzia Laore, agricoltori, panificatori e Camera di Commercio. Il Comune ha presentato il marchio e il disciplinare nel corso di un convegno alla Festa del Borgo del 2018. Un anno fa la prima produzione di pasta di Floris e Lampis. Il loro grano interamente coltivato a Sanluri, e seguendo il rigido protocollo, lo hanno macinato in un mulino artigianale del circondario (una deroga del marchio se un componente della filiera non è presente nel territorio di Sanluri) producendo 15 quintali di pregiatissima semola. Arriva il primo intoppo: «Presi dall’entusiasmo non ci eravamo preoccupati della commercializzazione - sorride al ricordo Paolo Floris - sapevamo di avere un buon prodotto e pensavamo di venderlo con facilità. Ma non avevamo mercato e clienti. Avevamo invece 15 quintali di semola che rischiava di deteriorarsi». Ma Paolo ed Efisio non si sono fatti prendere dallo sconforto. «Con entusiasmo e un pizzico di incoscienza abbiamo deciso di fare un altro sforzo e un ulteriore investimento», aggiunge Efisio Lampis. Contattano un pastificio artigianale e decidono di trasformare la loro semola in malloreddus. «Nella peggiore delle ipotesi, se non fossimo riusciti a vendere, avremo avuto scorte di pasta per la nostre famiglie», prosegue Lampis. Iniziano a pubblicizzarla nel miglior modo che conoscono: facendola degustare ad amici e parenti, omaggiando gli avventori del mercato di Campagna Amica e organizzando degustazioni in agriturismi e ristoranti. Il loro prodotto piace ed è richiesto. Non poteva essere altrimenti: filiera tracciata, coltivazione di qualità, macinatura lenta, semola ottima e un pastificio che produce rispettando tutti i tempi di asciugatura. Il prodotto è eccezionale, ha consistenza, tiene la cottura ed è decisamente “saporito”. Poco dopo arriva anche la fregula lavorata con macchinario che simula il movimento circolare delle mani che impastano la semola. Non poteva mancare il civraxu. Il pane di semola ...
Leggi di piùCovid-19 in Sardegna, centonove nuovi contagi e otto decessi
Sono 36.019 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall’inizio dell'emergenza. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale sono stati rilevati 109 nuovi casi. Si registrano anche 8 decessi (915 in tutto). In totale sono stati eseguiti 533.721 tamponi con un incremento di 2.918 test. Sono invece 506 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (invariati rispetto al dato di ieri), mentre sono 53 (+2) i pazienti in terapia intensiva. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 17.256 (+295) pazienti guariti, più altri 426 guariti clinicamente. Sul territorio, dei 36.019 casi positivi complessivamente accertati, 8.284 (+30) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 5.971 (+36) nel Sud Sardegna, 2.913 (+6) a Oristano, 7.248 (+17) a Nuoro, 11.603 (+20) a Sassari. ...
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