Natura Maestra: un percorso di formazione all'aperto per educatori
Sono aperte le iscrizioni al seminario residenziale organizzato da La Clessidra in collaborazione con ZeroSei Up. Un'opportunità formativa rivolta ad educatori e insegnanti per esplorare scenari possibili per un'educazione all'aperto ad Arborea dal 6 all'8 settembre. Saranno presenti i formatori: Laura Malavasi, Veronica Maccioni e Ottavio Farci, Antonia Teatino e Alessia Napolitano. Per informazioni: info@cooperativalaclessidra.it, telefono 070 9334078, 3279235663. ...
Leggi di piùCavalletta: flagello delle campagne o alimento del futuro?
di Francesco Diana Spaziando nei terreni incolti del territorio, scenario abbastanza ricorrente dei tempi nostri, non può sfuggire agli occhi dell’attento osservatore il proliferare di una popolazione locale di locuste, che evoca antichi spiacevoli ricordi. Stiamo parlando della “Locusta Migratrice”, in altre parole della comune cavalletta, scientificamente conosciuta come "Diciostaurus Maroccanus", un Ortottero proprio delle regioni Mediterranee, tristemente conosciuto da noi per le devastanti invasioni del 1933, prima, e del 1946, poi. Anche in tempi più recenti sono avvenute altre infestazioni ma territorialmente limitate, come ad esempio quella avvenuta nel Sarrabus-Gerrei negli anni 1963/1964, peraltro vissuta in prima persona da chi scrive, jn qualità di coordinatore degli interventi antiparassitari, eseguiti mediante spargimento di esche avvelenate (Gammesano) con atomizzatori a spalla. Come risaputo, si tratta di un insetto caratterizzato da arti posteriori molto sviluppati rispetto al corpo, adatti al salto, e da ali anteriori carnose dotate di organi dentati. Una delle caratteristiche salienti è quella di assumere diverse colorazioni che gli consentono di ben mimetizzarsi nell’ambiente in cui si trova. Della specie si distinguono due fasi: la fase così definita "Solitaria" e quella "Gregaria" che, comunque, presentano una marcata reversibilità. La fase "Solitaria", che vive isolata, è caratterizzata da insetti che hanno uno sviluppo lento e presentano caratteristiche particolari, con gambe e ali più corte rispetto alla fase "Gregaria" che, invece, raggruppa insetti con gambe e ali più lunghe adatte al volo, di colorazione più vivace e con la tendenza a riunirsi in gruppo. Sono, come noto, insetti voracissimi, capaci radere al suolo in pochi minuti i campi verdi sui quali si posano nel loro migrare. La fase riproduttiva avviene fra la seconda quindicina di agosto e la prima di settembre, mediante la deposizione delle uova contenute in una sacca speciale denominata “ooteca” , che ogni femmina depone nel terreno a una profondità di circa 2/3 centimetri. Ogni sacca contiene mediamente 50 uova. Per l’ovodeposizione sono prescelti i terreni incolti, abbastanza compatti, al fine di consentire la tenuta dell’ooteca. Per questi motivi, una delle lotte preventive più efficaci è rappresentata dalla lavorazione dei terreni, per via del fatto che ciò porta alla distruzione delle ooteche, evitando il proliferare della specie. Ovviamente esistono anche i sistemi di lotta chimica che però, adottando le precauzioni sopra citate, sarebbe meglio evitare per gli inevitabili danni che tali prodotti producono all’ambiente. A questo punto, dopo aver trattato l’argomento solo dal punto di vista entomologico, siamo assaliti dagli scrupoli di aver considerato la “Locusta”, solo come insetto dannoso per l’agricoltura e per l’ambiente, senza tener conto del fatto che, di questi tempi, si assiste al tentativo d ...
Leggi di più