La Cattedrale di Cagliari: da oltre 700 anni luogo di culto, storia e architettura

di Antonio Obinu Le prime notizie certe riferite alla Cattedrale di Cagliari risalgono al periodo 1254÷1258 allorché, concluso vittoriosamente il conflitto con Genova, la comunità pisana in città decise la ristrutturazione della chiesa di Santa Maria di Castello che divenne la nuova cattedrale trasferendola dall’antica sede di Santa Igia, o più correttamente Santa Illa contrazione di Santa Cecilia. Alla pianta originale venne aggiunto un braccio trasversale dandogli la forma a croce latina che ha attualmente. Quando nel 1326 gli aragonesi sconfissero i pisani, vollero immediatamente dare la propria impronta anche nell’architettura della città. Venne completato il braccio destro del transetto e la Cattedrale fu scelta come il luogo in cui gli stamenti (i bracci del parlamento sardo) si riunivano in seduta plenaria davanti al viceré. Questo passaggio di stile, dal romanico dei pisani al gotico degli aragonesi, è particolarmente evidente nei prospetti laterali del transetto e nei rispettivi portali giunti intatti ai nostri giorni. Mentre il portale Nord a sinistra della Cattedrale è in stile evidentemente romanico, quello a destra è finemente lavorato e più ricco di decorazioni, sormontato da tre archi gotici trilobati. All’inizio del 1600 l’arcivescovo di Cagliari Francisco d’Esquivel decise di realizzare nell’area sottostante il presbiterio e il coro della Cattedrale una chiesa sotterranea allo scopo di dare un’unica sepoltura ai martiri cittadini. Scavata quasi interamente nella roccia, vennero realizzate tre cappelle: una centrale o della Madonna dei Martiri e due laterali dedicate ai santi Lucifero e Saturnino, quest’ultimo patrono di Cagliari. Si contano 179 nicchie ognuna delle quali riporta su di una lapide marmorea il nome del defunto. La struttura subì un altro importante intervento nella seconda metà del 1600 quando venne disposta la demolizione della navata centrale per ricostruirla e allargarla. Per rinforzare la struttura vennero sacrificate le cappelle trecentesche di costruzione pisana che vennero murate per rinforzare i muri perimetrali allo scopo di sopportare il peso delle volte, non più in legno, e della cupola. I lavori di manutenzione sono continuati sino alla fine del secolo scorso e gli interventi sono stati finalizzati soprattutto al rinforzo dell’equilibrio dell’intera struttura e al recupero delle due cappelle trecentesche a destra e sinistra del presbiterio. l termine dei lavori la chiesa risulta lunga 39 metri con il transetto di 36,25 metri; l’altezza al vertice della cupola 36 metri; la superficie totale circa 1000 metri quadrati. Ulteriori ampliamenti non furono più possibili perché limitata dai palazzi attigui e dallo strapiombo della rocca su cui sorge. Anche la facciata ha subito diverse modifiche. Così come la vediamo oggi è stata realizzata nel 1930 quando si è cercato di imitare lo stile pisano originario. Allo scopo è stata utilizzata la pietra calcarea del coll ...

Terza edizione della rassegna Teatro in Castello & Marina

Anche quest'anno torna la rassegna primaverile Teatro in Castello & Marina organizzata dagli "Artisti fuori posto". Quattro gli appuntamenti previsti tra aprile e maggio che vedranno in scena altrettanti appuntamenti di teatro comico, ironico e grottesco e uno spettacolo di burattini dedicato ai più piccoli. Si partirà il 14 aprile al Palazzo Siotto con "Senza zucchero", spettacolo ironico di Francesca Saba, il 28 aprile All you can Bibbia, spettacolo ironico e grottesco di Emanuele Masillo e Vanessa Podda al Ghetto, il 5 maggio Efisio e la peste, spettacolo di burattini di Daniele Pettinau, ospitato al Ghetto, il 26 maggio al teatro Sant'Eulalia, Tipping point: punto di non ritorno con Piero Murenu. ...

Vai a tutti i contenuti →