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Montevecchio: fine settimana all’insegna del ciclismo con gli atleti dell’Unione Ciclistica Guspini protagonisti

di Maurizio Onidi ____________________________ Ancora un fine settimana all’insegna del ciclismo organizzato dall’Unione Ciclistica Guspini ASD. Sabato 1 e domenica 2 giugno, nello straordinario scenario della Miniera di Montevecchio, oltre 140 atleti di 11 società hanno gareggiato nelle varie categorie. Molto soddisfatti gli organizzatori sia per l’ottima riuscita della manifestazione che per i risultati ottenuti  come dichiara Sandro Atzeni, presidente dell’Unione Ciclistica Guspini «È stato molto impegnativo ma siamo molto soddisfatti su tutti i fronti. Relativamente alla parte agonistica si è iniziato sabato con la prima gara stagionale su MTB, categoria giovanissimi nel piazzale Piccalina con ben nove nostri minibikers ai nastri di partenza, Gioele Piccioni, Matteo Olmo, Federico Saba, Alberto Saba, Simone Caligola, Francesco Achena, Michael Carboni, Samuele Frau e Filippo Frau che hanno conquistato un meritatissimo quinto posto di società». «Domenica si è disputata la dodicesima edizione della XC Miniera di Montevecchio nonché ottava prova Challenger Alka» precisa Sandro Atzeni «Di scena le categorie superiori, agonisti e master, su un percorso completamente sterrato. Il tracciato presentava tratti in single track, sia in salita e in discesa completamente naturali, alternati a brevi sezioni su carrareccia, anello con kilometraggio di circa 5,200 km, lungo, 3,340 km, corto. Prima partenza alle 10 con i nostri portacolori, l’esordiente David Petza, gli allievi 1° anno Gabriele Marrocu, Alessio Lampis e Tommaso Urracci, 2° anno Davide Dessi, Leonardo Murgia, Thomas Frau e Giovanni Olmo. Al traguardo del giro corto l’esordiente 1° anno David Petza giunge in quinta posizione. Gli allievi 1° anno Gabriele Marrocu e Alessio Lampis salgono rispettivamente al secondo e terzo gradino del podio mentre Tommaso Urracci termina al 5° posto. Nella categoria Allievi 2° anno Leonardo Murgia si aggiudica il 4°posto, Davide Dessi il 5°, Thomas Frau 6° e Giovanni Olmo 10°. La seconda partenza, giro lungo di circa 5.200, ha visto il nostro atleta Nicola Saba concludere la gara al primo posto e primo categoria Master 2.  Alessio Saddi è salito sul primo gradino del podio per la categoria Master 5 come pure Lorenzo Tuveri per la categoria Juniores, mentre ha concluso in quarta posizione lo junior Mauro Deriu». ...

Serramanna,  Antonello Pilloni ha sviluppato una propria idea imprenditoriale tesaurizzando la storia della Sardegna

L’allestimento identitario delle sale d’attesa del “Mater Olbia Hospital” è caratterizzato dalle opere artistiche realizzate sotto la matrice del Brand serramannese e artisti del Medio Campidano __________________________________ di Fulvio Tocco _______________________________   Una tappa essenziale nella vita imprenditoriale di Antonello Pilloni (1972), dopo diverse esperienze lavorative, è stata segnata nel 2017 dal lancio di un suo brand “Origini”. È stata una felice intuizione e nel contempo l’inizio di un grande percorso per mettere in evidenza, in forma originale e artistica, la Sardegna le cui origini risalgono a molto tempo fa. Un modo “primigenio” per stampare sui pannelli e magliette, maschere, simboli, oggetti e gioielli della tradizione culturale isolana. Al centro dell’idea progettuale racconta Antonello: «C'è un forte senso di identità e di orgoglio per le mie radici. Oggi grazie a questo brand contribuisco alla diffusione di un immenso patrimonio di immagini e delle usanze tramandate di generazione in generazione e di tutto ciò che è arrivato fino a noi». Forse, ancora in pochi lo sanno, ma le creazioni col marchio “Origini” contribuiscono ad arredare le sale di attesa degli ambulatori del “Mater Olbia Hospital”, un ospedale al servizio del territorio della Gallura e per tutta l’isola. PREMESSA «Dopo aver conseguito il diploma di ragioneria nelle scuole di Decimomannu, un tirocinio di contabilità e due anni da impiegato, in ambito edilizio, presso la ditta Marongiu, avevo capito che il mio mestiere non poteva svilupparsi con un lavoro sedentario ma di perseguire un percorso con un fine preciso: costruire delle basi più o meno solide a livello relazionale». LA GESTIONE DI UN CHIOSCO «All’età di 25 anni si presentò l’occasione per costituire una cooperativa per la gestione di un chiosco del parco comunale di via 25 Aprile. Eravamo 17 soci decisi a crearci un lavoro. La cooperativa venne chiamata “Soc. Coop. Activa”. Io che desideravo di avvicinarmi a un’attività all’aperto ricca di relazioni sociali, avevo preso subito in considerazione l’idea di gestire il chiosco. Per farla breve quel chiosco posizionato in una giusta location ebbe subito successo con un flusso costante di clienti. Dopo questa prima esperienza positiva la cooperativa prese in gestione la Gelateria Gioia di San Sperate e contemporaneamente aprì anche un pub, nella via Roma di Serramanna. Era un periodo in cui non avevamo timore di fare tardi la sera. Ma i sacrifici ripagavano il lavoro svolto senza limiti di orario. Io grazie a quel lavoro ho avuto la possibilità di relazionarmi con un numero altissimo di persone e anche la possibilità di realizzami la casa di abitazione; di creami una famiglia». DAL CHIOSCO ALLA COPISTERIA «La gestione del chiosco era un lavoro che richiedeva molta disponibilità di tempo per cui diventava inconciliabile con la vita familiare. Per questa ragione dec ...

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