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Marmilla, un fine settimana fra attualità, storia, cinema e teatro

Tre gli appuntamenti nei paesi del Consorzio Due Giare Iniziative a Usellus e Villa Verde __________________________________   Un nuovo fine settimana fra incontri e spettacoli nei paesi del Consorzio Due Giare. USELLUS Dopo le scuole il ritorno alla comunità con un tema quanto mai attuale: il conflitto israelo-palestinese. La rassegna itinerante “Chistionis” con il coordinamento della Biblioteca Gramsciana e il sostegno del Comune e del Consorzio Due Giare proporrà sabato 18 maggio alle 18 nella biblioteca del paese un incontro con Claudio Vercelli, autore del testo “Storia del conflitto israelo-palestinese” e come sottotitolo “Il libro fondamentale per conoscere la lunga storia del nodo mediorientale”. Gli interventi saranno affidati a Marco Atzori. Giuseppe Manias della Biblioteca Gramsciana ha spiegato: “Il conflitto tra israeliani e palestinesi in questi ultimi anni e mesi è di nuovo andato avvitandosi su di sé, dopo gli spiragli degli anni novanta. Delle speranze trascorse rimane ben poco mentre delle antiche diffidenze tutto sembra essere stato riconfermato. Alla radice rimane il mancato riconoscimento reciproco, la tragica finzione per cui, affinché l’uno possa esistere, l’altro debba scomparire una volta per sempre. Una terra, due popoli, ma non ancora due Stati. Claudio Vercelli affronta, attraverso un’analisi dell’evoluzione del confronto tra arabi ed ebrei, dalla seconda metà del XIX secolo ai giorni nostri, gli elementi prioritari così come i nodi problematici che sono a tutt’oggi sul tavolo della discussione: le identità nazionali, le risorse materiali e simboliche, la demografia, il ruolo delle religioni”. VILLA VERDE - IL CINEMA Nel paese del Monte Arci di nuovo protagonista il cinema in forma breve, prodotto in Sardegna negli ultimi dieci anni, ovvero sette cortometraggi con generi e temi estremamente diversi fra loro. L’iniziativa “"Aperitivi cinematografici in compagnia di Visioni Sarde", proposta dalla Biblioteca locale “Antoni Cuccu” e dal Comune col supporto della Fondazione Sardegna Film Commission e della Cineteca di Bologna, si articolerà in tre serate. La prima domani giovedì 16 maggio alle 19,30 in biblioteca con la proiezione di “Valerio” di Gianni Cesaraccio, “Il bambino” di Silvia Perra e “A casa mia” di Mario Piredda. Per Anna Di Martino, direttrice del Festival “l’obiettivo di portare il cinema nelle piccole comunità troverà un valore aggiunto in pellicole connotate da tematiche come la solidarietà e l’apertura verso altri popoli e verso altre culture”. Sandro Marchi, sindaco di Villa Verde, ha aggiunto: “Il cinema aiuta a leggere il mondo in cui viviamo e offre gli strumenti per interpretarlo, oltre a diventare nella nostra comunità un’occasione di incontro, aggregazione, riflessione e dibattito”. La bibliotecaria Sara Melosu ha sottolineato: “La nostra biblioteca con queste proiezioni sarà un luogo, dove le emozioni verranno am ...

Maggio 1940/ maggio 2024: don Francesco Maria Giua al confino fascista di Pisticci

di Lorenzo Di Biase ___________________________________ A Don Francesco Maria Giua (1905–1998), un prete nativo di Benetutti che espletava il suo mandato ministeriale come viceparroco ad Oschiri, gli fu contestata un’omelia dedicata al tema della pace e contro gli orrori della guerra, durante la messa del 28 maggio 1940, celebrata nella chiesa dedicata a San Giovanni Battista nella località “Balascia”, in agro di Oschiri confinante con il comune gallurese di Tempio Pausania. Il sacerdote è stato l’unico religioso sardo a provare sulla propria pelle gli effetti della potente e spietata macchina repressiva fascista, vivendo la dura e triste esperienza del confino di polizia. Egli venne condannato per direttissima dalla Commissione provinciale per l’assegnazione al confino di polizia di Sassari con l’accusa di “disfattismo politico”. La predica dedicata alla pace pronunciata da Don Giua non piacque ad alcuni suoi parrocchiani che lo denunciarono, verso la seconda decade di giugno al termine della mietitura del grano, ai Reali Carabinieri di Ozieri. Questi, acquisite alcune testimonianze dopo aver effettuato le indagini di rito, fecero immediato rapporto alle superiori autorità e per il giovane presbitero non ci fu nulla da fare: ad agosto, nonostante il viceparroco sostenesse la sua innocenza e l’infamia delle accuse al lui mosse, venne condannato a due anni di confino da scontare presso la colonia confinaria di Pisticci, in provincia di Matera. Don Giua era un curato di campagna schierato a favore della pace; egli era un servo di Dio e come tale non poteva essere certamente a favore della guerra coi lutti e distruzione che inevitabilmente si materializzano con essa. Eppure, la sua omelia venne travisata e le sue parole volutamente interpretate come “disfattiste”. Non è un caso, quindi, se, nel giro di un paio di mesi, Don Giua si ritrovò a vivere in una landa desolata e malarica, qual’era a quei tempi la colonia confinaria di Pisticci, privato delle libertà fondamentali. [caption id="attachment_124444" align="alignnone" width="1001"] Chiesa in Balascia[/caption] Dopo la delazione Don Giua fu interrogato in caserma a Ozieri, poi venne incarcerato a Sassari e infine fu tradotto nella lontana Pisticci, in Basilicata, come se fosse un temibile delinquente accompagnato in quella traduzione dalle camicie nere e dai Carabinieri. A Pisticci vi trascorse diversi mesi, poi, a seguito del deperimento organico dovuto all’insalubrità del clima davvero infernale che vi si respirava, venne trasferito in collina a Colobraro sempre in provincia di Matera. Egli nonostante vestisse gli abiti talari col tipico copricapo talare detto “Saturno” non poteva esercitare il suo mandato sino a che non avesse ottenuto l’autorizzazione. A tela motivo, nel mese di novembre del 1940 inoltrò alla Questura di Matera la richiesta “di essergli assegnata la qualità di sacerdote ed averne la debita licenza per celebrare la Santa messa i ...

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