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Pabillonis, modifiche nella circolazione stradale, nuovi divieti, sensi unici e rifacimento segnaletica

di Dario Frau _______________________________   [caption id="attachment_122378" align="alignleft" width="439"] Via San Giovanni[/caption] Sono state disposte alcune modifiche nella viabilità urbana di Pabillonis. In questi giorni, infatti, nuovi cartelli stradali indicano la variazione di circolazione in alcune strade del paese con l’istituzione anche di sensi unici. In alcune vie, le disposizioni sono già operative, in altre si attende che venga completato il posizionamento verticale ed orizzontale della segnaletica, ma tutto ormai, sembra definito, come indicato nella delibera di giunta del 23 gennaio scorso, che ha rettificato e integrato quelle precedenti. L’esigenza del riassetto della viabilità urbana era già stata riscontrata, pochi anni fa, quando nel riordino degli uffici e servizi con la relativa assegnazione delle competenze in capo all’Area Tecnica e Patrimonio vi erano anche quelle relative al servizio di Vigilanza, e si era provveduto alla organizzazione e assegnazione dei compiti e funzioni agli Agenti di Polizia Municipale. Tra i vari ambiti di pertinenza assegnati, era risultato opportuno avviare un processo di riorganizzazione della segnaletica stradale, di sicurezza e videosorveglianza. [caption id="attachment_122380" align="alignnone" width="681"] Via Mazzini[/caption] L’Ufficio in questo contesto, aveva informato l’amministrazione comunale, delle maggiori criticità rilevate nell’ambito della circolazione stradale in area urbana, illustrando altresì una serie di possibili soluzioni. Gli agenti di polizia municipale, inoltre, coordinati dal nuovo responsabile dell’Area Tecnica, Patrimonio e Vigilanza, hanno effettuato ulteriori ricognizioni per verificare la situazione della segnaletica verticale e orizzontale e le problematiche in alcune strade, dovute al traffico misto di “veicoli pesanti e autovetture” e garantire anche la sicurezza dei pedoni. Questa elaborazione ha avuto bisogno di qualche piccola modifica, poiché in alcune situazioni, si è tenuto conto anche delle osservazione ed esigenze espresse dagli operatori del settore commerciale e degli abitanti di quartiere, per cui l’amministrazione comunale per venire incontro a queste necessità ha proceduto a riesaminare alcune situazioni. La giunta, pertanto, dopo aver esaminate le nuove proposte, acquisiti i pareri favorevoli di regolarità tecnica e contabile, rilasciati dal Responsabile dell’Area tecnica, patrimonio e vigilanza e dal Responsabile dell’Area Amministrativa e Finanziaria, con votazione unanime, ha deliberato di rettificare le precedenti disposizioni e di approvare gli interventi della viabilità urbana, secondo il seguente ordinamento. [caption id="attachment_122381" align="alignnone" width="695"] Via Congregazione[/caption] -Senso unico di circolazione per tutti i veicoli in via Oristano - direzione da via C. Colombo a via Sassari - Senso unico di circolazione per tutti i veicoli in via Mazzini con direzione dal ...

Montevecchio, S'omu de is oreris

di Tarcisio Agus _________________________________________   Montevecchio, toponimo diciamo recente, lo si riscontra in altri ambiti nazionali ed europei. Potrebbe esser stato coniato durante il periodo della concessione a una società svedese guidata da Charles Mandel (1741-1759), conte onorario di Svezia. Il vasto bacino minerario arburese-guspinese, venne affidato all'esperto tecnico minerario sassone Cristian Bösen. La miniera, come in altri ambiti, viene identificata con il nome “Monte”, da cui Montevecchio, miniera vecchia. Che la miniera di Montevecchio fosse vecchia non c'erano dubbi, non fosse altro perché i filoni si formarono già nell'era Paleozoica, compresa tra i 570 e 245 milioni di anni fa. Mentre il suo sfruttamento potrebbe datarsi a 3000 a. C, ma non abbiamo per il momento certezze, mentre è certa la presenza di cavatori e fonditori d'argento a far data dal IV secolo a. C. Il dato è frutto di una ricerca scientifica del Centro Nazionale Ricerche di Roma, che nel 1996 fece diverse prospezioni, individuando nella zona di Scirìa la prima area della lavorazione dell'argento in Italia. Se da un lato la ricerca scientifica ci dà oggi certezza, la presenza dell'uomo, in fase semitica, si era già ipotizzata attraverso i toponimi delle divinità greco-romane che ancora permangono, come Monte Arcuentu, Montjana (Monte di Diana), e dallo stesso Montevecchio, ancora oggi chiamato Genna Serapis (passo o porta di Serapide), più semplicemente Gennas.  Serapis era la divinità egizia venerata dai greci, ma anche dai romani sin dal 300 a. C. Divinità composita, era adorato come Signore dell'universo, Dio dell'oltretomba (del mondo sotterraneo) e del sole. Tre peculiarità che a Genna Separis trovavano buone ragioni per la sua invocazione. Non si è certi se le genti che frequentavano Gennas avessero eretto un tempio a lui dedicato, rimane solo la scarsa indicazione di miseri resti di un tempio, segnalato dal funzionario regio Carlo Corbetta che nel 1877 visitò Montevecchio. Presumibilmente l'insieme paesaggistico di Gennas, la vita e le attività estrattive che vi si svolgevano, erano esse stesse motivo per l'invocazione alla composita divinità. Chi viveva nell'amena località poteva contemplare, come oggi, con lo sguardo rivolto a ponente, il vasto paesaggio, la distesa dell'infinito mare e gli ineguali tramonti, che davano poi vita alla fantastica e misteriosa calotta celeste. Questo era l'universo piatto di allora, nel quale contemplare e invocare il Serapis, Signore dell'Universo. Così come si invocava, il Serapis, Dio dell'oltretomba, per la dura attività nel sottosuolo. Ai tempi del Dio Serapide, più che oggi, chi lavorava nelle viscere della terra sentiva forte il bisogno di protezione perché allora il sottosuolo poteva davvero definirsi un luogo infernale, con l'uso del fuoco e l'acqua per gli avanzamenti nelle precarie gallerie. Il bisogno di invocare le divinità non era dissimile dall'oggi, come quando i min ...

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