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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Lunamatrona, Antonio Spiga devolverà il ricavato della vendita del nuovo romanzo alla parrocchia del paese

di Simone Muscas __________________________________   Si intitola “la culla del diavolo” ed è la quarta fatica letteraria per Antonio Spiga, lo scrittore nativo di Lunamatrona e residente a Genova, balzato di recente agli onori della cronaca per tre libri da lui scritti i cui ingenti ricavati dalle vendite sono stati devoluti in beneficienza a due importanti ospedali della Penisola per la cura di malattie oncologiche. Il nuovo testo è un giallo sulla falsariga dei precedenti: tratta infatti una storia fantastica sullo sfondo del suo paese natìo che, nonostante i tanti anni di lontananza, l’autore una volta più dimostra di portare sempre nel cuore. «Così come faceva da sfondo nei miei tre precedenti romanzi - spiega Antonio Spiga - anche in questo caso l’epicentro del racconto è rappresentato da Lunamatrona che verrà sconvolta da una serie di morti misteriose che lasceranno la popolazione locale in preda al terrore e allo sconcerto». Il protagonista si chiama Gianni, un ex agente segreto, che decide di cambiare vita e aprire un'agenzia di investigazione a Cagliari, lontano dal suo passato turbolento. «La sua nuova vita - continua lo scrittore - verrà tuttavia sconvolta quando un amico, il direttore di un noto quotidiano locale, gli chiederà di indagare sulle morti avvenute nel paese. Ben presto, l'uomo scoprirà che il direttore nasconde un segreto oscuro e inquietante: è l’incarnazione del demonio sulla terra e cerca disperatamente di liberarsi dalla maledizione delle quattro monete d'oro, coniate da San Giovanni Battista per distruggere il male». E sarà proprio alla chiesa parrocchiale locale verranno devoluti i futuri proventi del nuovo libro: «Spero di raccogliere delle somme che permettano, proprio attraverso la chiesa, di aiutare chi nel paese ha bisogno di aiuto. Servirà del tempo per questo obiettivo: conto entro i due prossimi due anni di raggiungerlo». Non resta ora che attendere l’uscita del libro che, come i precedenti, si preannuncia ricco di colpi di scena: «Il racconto si districa tra colpi di scena e sorprese inaspettate, trascinando il lettore in un vortice di emozioni e avvenimenti che lo terranno con il fiato sospeso fino alla fine. - Conclude Spiga - Il romanzo, spero, possa conquistare anche i lettori più esigenti». Intanto, per chi fosse interessato, è possibile acquistare il libro nell’edicola locale oppure online su “Portoseguro editore”.   ...

Barumini, la prima del cortometraggio “Cast in Bronze”

di Anna Luisa Garau Foto di Mauro Collu _______________________________________   Nel pomeriggio di ieri 29 aprile a Barumini, nel museo dedicato a Giovanni Lilliu, si è tenuta la prima proiezione del cortometraggio “Cast in Bronze”.  L’iniziativa è stata inserita dall’amministrazione comunale negli eventi de “Sa die de sa Sardigna”. Nella sala gremita, erano presenti il cast e la troupe. La proiezione, della durata di trenta minuti, è stata ripetuta due volte, per dare la possibilità a un maggior numero di persone di assistere. È stata preceduta dalla presentazione, tenuta dal produttore Francesco Diego Cheratzu della Nor Films e dal regista Mario Giua Marassi.  Dopo i ringraziamenti di rito a tutti coloro che hanno partecipato, collaborato e contribuito alla realizzazione del cortometraggio, hanno brevemente illustrato il suo contenuto e significato. Alle scene del corto hanno partecipato 43 persone, tra attori e comparse. La maggior parte delle scene sono state girate nel territorio di Pabillonis, partner del progetto. Gli attori hanno recitato in protosardo, testo originale tradotto in italiano da Mauro Maxia, esperto linguistico.  Essendo la sceneggiatura incentrata nella Sardegna dell’età del Bronzo, la parlata in proto sardo hanno reso le scene più fedeli alla realtà di quel periodo, arricchendola della sonorità della lingua sarda. Le scene di combattimento sono state curate da Walter Siccardi, specializzato in combattimento scenico. Viene rappresentata una società nuragica lontana dagli stereotipi, da un’immagine della Sardegna incivile, mediocre, grossolana. Mostra una collettività fondata sull’organizzazione sociale, saldamente strutturata, basata su rituali e culti complessi. Tema principale "l'ambigua storia d’amore" tra i protagonisti.  Il cortometraggio racconta le vicende di due ragazzi, interpretati da Mauro Massa e da Emanuela Fanni, che diventano non per loro scelta, un guerriero e una sacerdotessa. Tra gli attori anche Sofia Monni, Pierpaolo Stera, Federico Saba e Lia Cadeddu, la cui interpretazione è stata magistrale. «La realizzazione del corto ha chiesto un grande lavoro fisico e mentale», ha detto il regista Mario Giua Marassi, che con lo storico Andrea Garau che ha collaborato alla sceneggiatura del film, hanno creduto nel progetto, sostenuto anche dal padre di Andrea, Antonio Garau, venuto a mancare nel gennaio scorso, a cui è stato dedicato un lungo applauso. Il cortometraggio non ha disatteso le aspettative, il risultato finale è sicuramente di grande effetto e gli applausi dimostrano l’apprezzamento della platea. ...

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