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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Ugl-Censis: per un italiano su quattro professioni non in linea con gli studi

Secondo il Rapporto 'Il lavoro è troppo o troppo poco?', disoccupazione giovani al 23,7% _________________________________   Un lavoratore su quattro in Italia svolge una professione che richiede una qualifica inferiore al titolo di studio posseduto, ma nei giovani tra i 25 e i 34 anni la quota sale al 37,5% e al 44,3% tra gli under venticinque. È quanto emerge dal rapporto Censis-Ugl 'Il lavoro è troppo o troppo poco? Restituire valore e dignità al lavoro per superare contraddizioni e paradossi' presentato, in occasione del Primo Maggio, nella sede del Censis a Roma. Secondo lo studio, il mancato incontro tra domanda e offerta di lavoro genera disoccupazione, precariato, povertà e posizioni scoperte, penalizzando soprattutto i giovani che sempre di più scelgono di andare all'estero. Di conseguenza anche le imprese sono in difficoltà nel rispondere ai fabbisogni occupazionali. L'obiettivo prioritario del nostro Paese deve essere, quindi, quello di trattenere in Italia forza lavoro e di far coincidere la domanda con l'offerta. Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 34 anni è del 14,4%, mentre quello giovanile in senso stretto (15-24 anni) è al 23,7%, a fronte di un tasso medio dell'8,1%. Il 39,3% dei giovani che lavorano, oltre 2 milioni in valore assoluto, svolge lavori cosiddetti non standard perché a termine e/o part time, che non garantiscono la retribuzione e la stabilità necessarie ad avere un tenore di vita adeguato e, soprattutto, a fare progetti per il futuro. L'overeducation, vale a dire il mancato allineamento tra il livello di studi raggiunto e la professione svolta, in Italia riguarda un lavoratore su quattro ed è inversamente proporzionale all'età posseduta: è il 37,5% tra i giovani in età compresa tra i 25 e i 34 anni e il 44,3% tra gli under venticinquenni. Il 93,5% degli italiani è convinto che gli stipendi sono troppo bassi. L'Italia è l'unico dei Paesi OCSE che negli ultimi trent'anni ha avuto una riduzione in termini reali delle retribuzioni del 2,9%. Negli ultimi dieci anni oltre un milione di italiani si è trasferito all'estero: uno su quattro era laureato e uno su tre aveva tra i 25 e i 34 anni. Il fenomeno non è destinato ad esaurirsi: il 47,3% degli italiani dichiara che se ne avesse la possibilità se ne andrebbe dall'Italia, con percentuali che raggiungono il 60,6% tra i più giovani. Il 68,1% della popolazione pensa che l'Italia non sia un Paese per i giovani e l'88,5% è convinto che all'estero il lavoro sia pagato meglio e siano più valorizzate le competenze. Mai così tanti pensionati: mentre i giovani diminuiscono, i pensionati sono 14 milioni e 895 mila e nel 2040 saranno più di 17 milioni, con un aumento di 2 milioni e 246 mila pensionati. Mai così tanti investimenti: il Pnrr stabilisce che i giovani siano una priorità trasversale a tutti gli interventi e prevede una crescita dell'occupazione dei 15-29enni del 3,2% nel biennio 2024-2026 e dello 0,5% in quelli successiv ...

Imprese, Cna: meno tasse a Bolzano, pressione più alta ad Agrigento

Il rapporto dell'osservatorio: nel 2022 free tax day arriva prima, cala il total tax rate ____________________________________________ Prima Bolzano, poi Trento e terza Gorizia. E' questo il podio dei capoluoghi di provincia in Italia in cui la tassazione delle imprese è più bassa. Agli ultimi posti Biella, Vercelli e Agrigento. E' la fotografia scattata dall'Osservatorio CNA nel suo rapporto 2023 dal titolo 'Comune che vai fisco che trovi'. Bolzano registra la tassazione più bassa (46,7%), inferiore di 6 punti percentuali rispetto al Total tax rate (Ttr) nazionale (52,7%). Quindi al secondo posto Trento, con un Ttr più basso rispetto al valore medio nazionale (47,9%) e una tassazione locale relativa agli immobili strumentali piuttosto alta. Segue Gorizia con 48,5%. Opposta la situazione ad Agrigento, Vercelli e Biella, ultime in classifica, dove il Ttr balla tra il 56,9% e il 58%. A pesare maggiormente l'elevato ammontare di tassazione degli immobili produttivi ai fini Imu, la cui incidenza sul Ttr è superiore in media all'1,06% della tassazione complessiva dovuta sia per gli immobili accatastati come C3 che come C1. Tra le principali città troviao Roma in 83esima posizione con il 53,4%, Milano 24esima con il 51,3%. Il tax free day arriva prima nel 2022 Buone notizie dal tax free day. Nel 2022 la data in calendario a partire dalla quale i profitti si possono ritenere idealmente prodotti per sè da una piccola impresa italiana è arrivata prima. Il tax free day - sottolinea l'Osservatorio - è stato il 10 luglio, in netto anticipo rispetto all'anno precedente quando era il 7 agosto. Cala nel 2002 il total tax rate (-7,5%) Tra il 2019 e il 2021 inizia a registrarsi una spinta verso il basso del Total Tax Rate (TTR) nella misura dello 0,4% passando dal 60,6% al 60,2% fino ad arrivare alla "rilevante riduzione" di ben 7,5 punti percentuali nel 2022. La significativa riduzione - si legge nel rapporto - è ascrivibile all'intervento di modifica dell'Irpef, inserito nella legge di bilancio per il 2022, consistente in un'ampia revisione dell'imposta relativamente alle aliquote marginali legali, agli scaglioni, nonché all'incremento delle detrazioni; eliminazione dell'Irap per gli imprenditori individuali e gli autonomi; deducibilità dell'Imu dal reddito d'impresa nella misura del 100% rispetto al 60% di deducibilità applicabile per il 2021. Alla presentazione del rapporto era ospite anche Maurizio Leo, viceministro dell'Economia e delle Finanze. "Su questi temi non credo ci si debba dividere - commenta - troviamo linee di condivisione e convergenze. Non esiste destra, centro e sinistra, bisogna allineare il sistema ai principali paesi Ue, faremmo un risultato importante per il nostro Paese".   ...

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