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Sabato a Usellus una madre fiera racconta Vittorio Arrigoni
Nuovo appuntamento della rassegna intercomunale “Chistionis” Incontro alle 18 nell’ex scuola elementare del paese __________________________________________________________ In Marmilla si continua a discutere e a confrontarsi su temi importanti. Perché le “Chistionis” sono davvero molteplici. E abbracciano ogni possibile tema, capace di suscitare l’interesse e la curiosità anche di piccole comunità locali. Negli ultimi mesi si è parlato di murales, un “nuovo” Pasolini e l’emergenza “api”. Ora sabato 19 novembre, ancora ad Usellus, l’importante testimonianza di una madre che racconta la vita e la storia di un figlio, ragazzo sognatore e sensibile, pronto a sacrificare la propria vita per dar voce ai più deboli. [caption id="attachment_107926" align="alignleft" width="413"] Lino Zedda[/caption] Proprio sabato ad Usellus un nuovo appuntamento della rassegna “Chistionis”; organizzata dai due comuni di Usellus ed Albagiara con il coordinamento della Biblioteca Gramsciana e il sostegno del Consorzio Turistico “Due Giare”. «In ogni appuntamento precedente grande partecipazione e grande interesse», ha detto l’assessore alla cultura di Usellus Antonio Deiola. «Un risultato che non può non rendere fiero anche il nostro Consorzio, la cultura e il confronto sono vita per il nostro territorio», ha aggiunto il presidente delle Due Giare Lino Zedda. EGIDIA BERETTA [caption id="attachment_107928" align="alignleft" width="299"] Egidia Beretta[/caption] Sabato 19 Novembre alle 18 nell’ex scuola elementare un incontro con Egidia Beretta dal titolo “Il Viaggio di Vittorio”. Manuel Muscas dialogherà con l’autrice, interventi a cura di Marco Atzori. «Nella notte tra il 14 e il 15 aprile del 2011, Vittorio “Vik” Arrigoni, giornalista e attivista dei diritti umani veniva assassinato nella Striscia di Gaza», ha ricordato Giuseppe Manias della Biblioteca Gramsciana, «unico italiano presente a Gaza durante l’Operazione Piombo Fuso, ha documentato il massacro sul suo blog, Guerrilla Radio, e in seguito in un libro, Restiamo umani». Sua madre Egidia Beretta non ha voluto dimenticare tutto questo. Il suo dolore straziante di madre l'ha portata a farsi testimone instancabile dell'utopia del figlio che ha cercato di realizzare per tutta la sua breve vita. Uomo capace di ispirare solidarietà in ogni angolo del mondo. Tutto questo nel libro della Beretta, che sarà presentato a Usellus. LA RASSEGNA “Chistionis” è una rassegna nata lo scorso anno a Usellus e che ora si è aperta alle comunità di Albagiara e Gonnosnò “per fornire stimoli alle tre comunità locali con temi vari”, ha spiegato sempre Manias, “grazie alla partecipazione di artisti e ricercatori l’obiettivo è, appunto, stimolare la voglia di crescita intellettuale di tutto il territorio”. ...
Leggi di piùCagliari, si conclude la rassegna cinematografica "Fra guerra e pace"
Si conclude al Greenwich d’Essai in via Sassari 65A/67 la rassegna “Fra Guerra e Pace”, curata dal giornalista, regista e critico cinematografico Sergio Naitza e organizzata dall’Associazione Culturale La Settima Arte in collaborazione con la Regione Autonoma della Sardegna, la Società Umanitaria - Cineteca Sarda, Comunicare Agency ed Europa Cinemas. L’ultima settimana di programmazione si apre lunedì 14 novembre alle 18,30 con la proiezione del film “Il segreto di Esma di Jasmila Zbanic (2006). Nella Sarajevo del dopoguerra la madre Esma nasconde un segreto alla figlia dodicenne: il padre non è un eroe di guerra, come lei crede, la verità purtroppo è atroce. Storia di amore, sofferenza, redenzione familiare, in un'ottica femminile, che squarcia il velo su un odioso crimine di guerra: lo stupro etnico. L’esordio alla regia di Jasmila Zbanic non è un film sulla guerra ma, piuttosto, la storia delle sue devastanti conseguenze emotive, e del modo di sfuggire ad esse. È un film che racconta una guerra che supera il processo di pace, e del conflitto, silenzioso e personale, tra il tentativo di dimenticare ciò che è indimenticabile e il negare quello che, per guarire, andrebbe detto a voce alta. Il tema delle torture sistematiche e degli stupri nel corso della guerra dei Balcani, negli anni ’90, viene proposto attraverso un racconto femminile e transgenerazionale, che è anche il ritratto della società bosniaca nel dopo-guerra. Il realismo dell’opera tocca anche il mondo fuori dalle pareti domestiche, come un melodramma familiare che si apre ad uno sguardo più ampio sull’intero panorama post-bellico in Bosnia. Le strade di Sarajevo, le scuole e i bar vengono ripresi senza glamour, con la macchina da presa che cattura le cicatrici dei dintorni della città. La vita quotidiana della gente locale è altrettanto forte: la gente è obbligata a fare più di un lavoro per sbarcare il lunario, lavori per i quali è, il più delle volte, troppo qualificata. La Zbanic filma questa eredità di distruzione e la trasferisce nei dialoghi di vecchie e nuove generazioni, che sembrano costantemente possedute da fantasmi. Per chi è riuscito a ricostruire la propria vita oltre le delusioni e la vergogna, la verità è il percorso verso la rigenerazione. È, però, compito dei giovani ‘orfani’ guidare il più ampio processo di speranza. Amare i figli degli stupri bellici è, dopo tutto, amare le nuove generazioni. Secondo appuntamento della settimana e ultimo dell’intera rassegna, giovedì 17 novembre, sempre alle 18.30, con il film “Guerra e pace” di Massimo D'Anolfi e Martina Parenti (2020), introdotto in sala da Antonello Zanda, direttore del Centro Servizi Culturali della Società Umanitaria - Cineteca Sarda di Cagliari, giornalista, scrittore e critico. L’opera racconta l’ultracentenaria relazione tra cinema e guerra, dal loro primo incontro, nel lontano 1911, in occasione dell’invasione italiana in Libia, fino ...
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