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Guspini: giovedì 10 novembre quarto appuntamento della rassegna culturale  “Autunno d’Autore 2022”

di Maurizio Onidi __________________________________________ Continua, con il quarto dei sette appuntamenti previsti in calendario, la rassegna culturale  “Autunno d’Autore 2022” curata dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione, Cultura e Turismo in collaborazione con la Pro Loco, il Sistema bibliotecario Monte Linas e l’assocazione “Lughené”. Giovedì 10 novembre, alle 16,30 , sarà la volta del laboratorio di scrittura creativa “Il Parlamento dei ragazzi”,  a cura di Andrea Pau, scrittore e sceneggiatore, riservato a 25 ragazzi dai 10 in su. Disponibili ancora pochi posti che possono essere prenotati, chiamando la biblioteca comunale allo 070 9760602 (negli orari di apertura al pubblico) o inviando una mail a biblioguspini@bibliotechelinas.it. I prossimi appuntamenti: venerdì 18 novembre, alle 17,30 presentazione del romanzo di Giacomo Casti “Nino e la balena” (Milieu edizioni); giovedì 24 novembre, alle 16,45, laboratorio a cura dell’Associazione Lughené “Il paracadute di Leonardo”, dai 6 anni. I bambini di 4 e 5 anni possono partecipare se accompagnati da un adulto. Durata 1 ora e 30 minuti, max 20 partecipanti, prenotazione alla e-mail: biblioguspini@bibliotechelinas.it. La manifestazione si concluderà giovedì 1 dicembre, alle 17,30 con la presentazione del romanzo di Cristina Caboni “La via del miele”(Garzanti), modera Francesca Spanu.   ...

Su peti cocone o pedi coccone e is ossus de mortu

di Roberto Loddi de Santu 'Engiu Murriabi _____________________________________   [caption id="attachment_92215" align="alignleft" width="121"] Roberto Loddi de Santu 'Engiu Murriabi[/caption]  In diversi paesi della Sardegna ogni anno, come in tutta Italia, dal 31 ottobre ai primi di novembre si rinnova la festa dedicata ai morti. In ogni luogo dell’Isola a seconda della zona e in particolar modo nell’entroterra a nord della Sardegna, i bambini in quei giorni gironzolano per le vie dei paesi con zaini e sacchetti di iuta, talvolta consumati dall’usura e rammendati o con federe di cuscini, ma anche con cesti come quelli usati per la vendemmia, bussando o suonando il campanello di porta in porta per la questua del su peti cocone, pedi coccone, chiedere il pane, sperando di ricevere doni graditi, come mele cotogne, frutta secca, papassinus e altri dolci di ogni genere. Questa tradizione risale a tempi remoti ed è riproposta con orgoglio ogni anno dagli abitanti di tantissimi paesi, valorizzando così usi, costumi e folclore locale. In altri paesi come in quelli del Medio Campidano e nell’area del Sulcis i bambini usavano chiedere, passando di porta in porta per le vie rionali doni per le “piccole anime”, is animedas o per su mortu mortu, mottu mottu, per i quali venivano donati papassinos, pabassinas, dolci di frutta secca, uva passa e sapa, saba, e in particolare ricevevano i caratteristici dolci del periodo, gli ossi di morto, is ossus de mottu,  e tanti altri doni ancora compresa qualche piccola mancia, strinasas. I sardi in passato, a seconda dei luoghi, ricordavano e, ancora oggi in tante località ricordano i defunti offrendo loro pane rustico, frutta secca, dolciumi e vino, il tutto apparecchiato con cura su una tavola in occasione della ricorrenza e per un immaginario passaggio delle anime. La tavola imbandita per i morti, in Sardegna è sempre stato un gesto di rispetto per chi è passato a “miglior vita” e nella convinzione terrena era doveroso offrire del cibo per rifocillarli. Paese che vai usanza che trovi si dice, a esempio a San Gavino Monreale, oggi conosciuta come “città dell’oro rosso” per l’importante produzione nazionale di zafferano, in occasione della festa dei morti si preparavano e tutt’ora vengono cucinati sos spaghittus mesanus de sa di dei smortus cun bagna de caboniscu, spaghetti con sugo di galletto e zafferano. Un'altra usanza era quelle di accendere una lanterna a olio, làmpada, làntia, o a carburo, candeba a carburu, (quest’ultima la utilizzavano le famiglie che vivevano nelle zone minerarie, in quanto il carburo costava veramente poco), per i defunti in segno di devozione e rispetto. Una abitudine più moderna è quella di modellare la classica zucca di Halloween, con sembianze tenebrose e macabre, all’insegna del divertimento e della citazione di altre culture. Tante ancora sono le usanze che variano da paese a paese, ma il significato che le accomuna tutte è il ricordo ...

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