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Arbus: Vice Sovrintendente della Polizia Penitenziaria in servizio nella Casa Reclusione di Is Arenas Arbus si toglie la vita

Redazione _________________________________________________________ “Un vice Sovrintendente della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Reclusione di Is Arenas Arbus si toglie la vita”, si legge nel comunicato stampa a firma di Sandro Atzeni  del Coordinamento Regionale Sardegna della  Polizia Penitenziaria Fp Cgil. “Ancora un lutto nel Corpo di polizia penitenziaria a causa di un suicidio. Questa volta è stata un Poliziotto in servizio presso la Casa Reclusione di Is Arenas Arbus a mettere fine alla propria esistenza. È successo nel primo pomeriggio odierno, il collega, un Vice Sovrintendente di circa 53 anni d’età, pare si sia suicidato per futili motivi”,  si sottolinea nel comunicato sindacale che esprime il dolore per la scomparsa dell’agente. “Una tragedia che colpisce duramente le coscienze e impone, almeno in questa fase, il rispettoso silenzio. E per questo, noi oggi scegliamo di non pronunciarci, di evitare ogni tipo di commento e presumibile spiegazione, preferendo stringerci intorno alla moglie, alla figlia e a tutti i cari del collega scomparso e fargli sentire tutta la nostra solidarietà e vicinanza. La FP CGIL Polizia Penitenziaria ancora una volta si trova ed esprimere sgomento, incredulità e senso di impotenza per l’ennesimo gesto estremo che coinvolge un nostro operatore. La scomparsa del collega lascia sgomenti tutti coloro, Poliziotti e non, che nella Casa di Reclusione di Is Arenas, con lui avevano lavorato o avevano avuto modo di conoscerlo. In questo momento, ci stringiamo attorno al dolore della famiglia del collega che lascia un altro vuoto incolmabile nei nostri cuori”. ...

Pabillonis, i mestieri di un tempo: Tarcisio Fadda su mestu ’ e pannu preciso e scrupoloso

di Dario Frau __________________________________________________________     Tra i sarti che fino agli anni sessanta operavano ancora a Pabillonis, vi era Tarcisio Fadda. L’artigiano, non era del posto, ma originario di Uras dove era nato nel 1934. INFANZIA A URAS E APPRENDISTATO La famiglia era modesta, viveva dignitosamente con il lavoro di bracciante agricolo del padre che manteneva la famiglia composta da quattro figli (due maschie e due femmine). Dopo le scuole elementari, i maschi, soprattutto, dovevano darsi da fare per trovare uno sbocco lavorativo. Il ragazzo Tarcisio fu “sistemato” come apprendista in un negozio di barbiere. Piano piano, però, si rese conto che non era il suo mestiere. Passò a fare l’apprendista in una sartoria di Uras. Incominciò con le prime esercitazioni: togliere l’imbastitura, cioè il filo di cotone, che serviva per tenere uniti i vari pezzi di tela prima della cucitura in macchina, e dare una mano per smontare gli indumenti usurati per ripristinarli con toppe e prendere confidenza con l’ago. Vi rimase qualche anno e acquisì una certa esperienza. ESPERIENZE A SAN NICOLÒ D’ARCIDANO, GONNOSFANADIGA E SAN GAVINO Si trasferì, poi, a San Nicolò d’Arcidano, come sarto dipendente, con qualche cognizione del mestiere. «Era un ragazzo alto e magro, viaggiava prima in bicicletta e poi in motocicletta per andare ogni giorno al lavoro», ricordano alcuni conoscenti del tempo. Ma il giovane sarto voleva ampliare le conoscenze e per un po' di tempo lavorò in una sartoria di Mogoro e poi di Gonnosfanadiga. Dopo l’esperienza in diverse botteghe artigiane, ormai diventato giovanotto, con una professione acquisita decise di mettersi in proprio. Aprì una sartoria a San Gavino, in via Convento, e vi rimase un po' di tempo. Ma la ricerca sempre del nuovo lo portò a Pabillonis, e qui si stabilì definitivamente nel 1954, quando aveva poco più di 20 anni. [caption id="attachment_106617" align="aligncenter" width="879"] Tarcisio Fadda con alcuni amici davanti alla sartoria[/caption] ARRIVO A PABILLONIS Affittò un locale che si trovava all’incrocio tra la via Sassari e via Sardegna, di proprietà di Filomena Pianu e vi restò alcuni anni. In poco tempo il sarto di Uras riuscì a farsi notare e ottenere la fiducia dei pabillonesi. Si fece anche molte amicizie, tanto che il suo locale-bottega divenne un posto di ritrovo per giovani, in inverno soprattutto, per scambiare quattro chiacchiere, approfittando anche del ferro da stiro a gas che garantiva il “riscaldamento” dell’ambiente. Il lavoro procedeva bene e il sarto non si risparmiava: restava, infatti, anche alcune ore dopo il tramonto per terminare gli abiti iniziati e per incrementare i guadagni anche perché aveva incominciato a costruirsi la casa, in via Cavallotti. L’anno 1961 fu fondamentale per Tarcisio: convolò a nozze con Carmela Cossu, una ragazza del paese, e si trasferì nella nuova abitazione, dove allestì anche ...

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