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Sardara, il 24 settembre si tiene la conferenza "Due nazioni a confronto nella storia: Sardegna e Catalogna"

Sabato 24 settembre, dalle 17.30,  nella Chiesa di Sant’Anastasia a Sardara, si terrà la conferenza “Due nazioni a confronto nella storia: Sardegna e Catalogna.”. Il convegno è inserito all’interno della mostra personale “I 12 Graffi” di Roberto Ziranu e curata dallo storico d’arte Daniela Madau. La mostra itinerante, giunta alla terza tappa, nasce con un preciso concept: essere un punto di partenza per instaurare collaborazioni con le comunità ospitanti e promuovere la Sardegna attraverso alcuni suoi protagonisti. Tra le personalità ritratte, l’artista ha inserito Eleonora d’Arborea per il suo spirito patriottico e per la sua lungimiranza nell’amministrare il Regno di Arborea dal 1383 al 1403. L’evento creato grazie alla sinergia con l’Amministrazione Comunale di Sardara, la Cooperativa Villa Abbas - che ospita la personale, associazioni e imprese locali, vedrà la partecipazione di Roberto Lai, autore di una monografia sulla Diocesi medievale di Ottana e di numerosissimi articoli, su riviste sarde e catalane sui rapporti storici tra la Sardegna e la Catalogna nella comune appartenenza alla Corona d'Aragona. Ha tenuto tantissime conferenze sui citati temi, sia in Sardegna che il Catalogna. La leggenda ci racconta di numerosi soggiorni della giudicessa nella fortezza di Monreale, nei pressi di Sardara ma un alone di mistero avvolge le numerose residenze e i viaggi della regnante. ...

Pabillonis, cinque secoli della chiesa parrocchiale Beata Vergine della Neve

di Dario Frau ha collaborato Paola Cossu _______________________________________________________________ Prima parte   Per quanto riguarda la costruzione della chiesa dedicata alla Beata Vergine della Neve, allo stato attuale non si hanno notizie certe sulla data della sua edificazione, ma dalla ricerca di diversa documentazione arrivata fino a noi, è possibile ricostruire, a grandi linee, il suo percorso storico e artistico. Una preziosa fonte si rileva dalla visita pastorale di mons. Andrea Sanna della diocesi di Ales Terralba datato 13 aprile 1524.  “Oggi mercoledì 13 aprile dell’anno 1524 viene fatta la visita della villa di Pabillonis, canonicato del sig. Carbonell e viene visitata la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista nella quale non si conserva l’eucarestia” (Archivio storico diocesano di Ales - riportato nel libro “Tra il Male e il Bellu Pabillonis”). S’intende, quindi,  che essendo la chiesa di San Giovanni parrocchiale non esisteva ancora quella dedicata alla Beata  Vergine della Neve? Ma se non c’era l’eucarestia, quale era la “parrocchia”? Esisteva una chiesa dedicata a Maria, anche se non era parrocchia? I dubbi restano. Anche nella relazione del Ministero dei Beni e delle Attività culturali (1981) si ipotizza che la chiesa della Beata Vergine della Neve, fosse realizzata su “preesistenze”. Ma la tesi più accreditata, dell’esistenza della chiesa che la colloca in pieno XVI secolo o, al più tardi, agli inizi del XVII secolo, si evince dalla testimonianza dello storico e teologo padre Salvatore Vidal (1575-1647), il quale attesta la presenza, in questo villaggio, di tre chiese, quella parrocchiale di S. Maria, San Giovanni Battista e Santa Caterina. [caption id="attachment_105726" align="alignleft" width="497"] Interno della chiesa[/caption] Dice pure che il paese durante la sua vita, fu distrutto (o meglio assalito nel 1584, secondo riportata da Giuseppe Francesco Fara) dai mori. L’Angius al riguardo scrive che “una parte della popolazione si rifugiò nella chiesa e dal campanile e dal tetto combatterono per molte ore” Quale chiesa? San Giovanni o di Santa Maria? Vidal afferma, anche, che la chiesa parrocchiale, intorno al 1600, era molto piccola, accresciuta dalla parte dell’abside in direzione levante nel 1634, per una profondità di 11 metri, realizzata con la copertura a botte. Questo particolare viene documentato dal contratto per l’esecuzione dei lavori tra il picapedrero Giovanni Antioco Dessì di Cagliari, il rettore Francesco Perseu e con Giovanni Porcedda procuratore e la partecipazione di una ventina di abitanti del paese. I lavori da eseguire prevedevano la realizzazione di altri due tratti di chiesa (sartios) alle spalle dell’altare maggiore con   relative arcate di pezzeria lavorata e altre due arcate piccole, “una a mano destra e un’altra a sinistra, per fare due cappelle prospicienti al presbiterio”: S. Rosario e Madonna del Suffragio (Purgatori ...

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