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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Uras: domenica 17 aprile alle 10 processione "S'Incontru"

di Federico Porru __________________ Domenica 17 aprile, divieto di sosta e transito, dalle 10 e sino al termine della processione pasquale de "S'Incontru" lungo le vie  Vittorio Emanuele, Brigata Sassari, Eleonora, incrocio con via Roma, San Teodoro, Cavour, con rientro in via Roma nella chiesa parrocchiale. ...

Dall’abbandono delle coltivazioni al ritorno della piaga “Locuste”

di Francesco Diana __________________________ Alcuni anni fa, con un articolo dal titolo: “Cavalletta: Flagello delle campagne o alimento del futuro”, datato 01.06.2019, ripreso in seguito anche da una nota TV privata, trattammo dell’argomento “locusta” più come possibile alimento del futuro, analogamente a quanto succede fin dai nostri giorni in alcune aree del pianeta, che come parassita, devastatore dei campi coltivati. Questa volta, ribadendo ancora la nostra totale repulsione verso l’utilizzazione della cavalletta come alimento completo del futuro, pur essendo noi altrettanto accaniti consumatori di lumache, che da altre parti rifiutano con sdegno, intendiamo incentrare il nostro intervento sulle devastazioni che lo sviluppo incontrollato delle locuste potrebbe causare alle nostre campagne, nel momento in cui una gran parte dei terreni risulta incolta per effetto della crisi determinata dalla nota globalizzazione dei mercati che ne rende antieconomica la coltivazione. Quanto sopra, per meglio inquadrare l’entità e la gravità del fenomeno, riteniamo indispensabile riproporre, in breve sintesi, il ciclo riproduttivo del parassita, precisando che per “locusta” si deve intendere un tipo di “cavalletta” che ha la caratteristica di sciamare: Le locuste che solitamente capita di vedere nelle nostre campagne, sono di due specie, scientificamente riconosciute come Calliptamus italicus e Diciostaurus maroccanus. Il Calliptamus italicus, noto anche come “Grillastro italiano”, è facilmente riconoscibile per il colore rosa delle ali e per le tre macchie scure presenti nella parte interna dei femori posteriori, mente il Diciostaurus maroccanus, noto anche come “Cavalletta crociata”, si riconosce per la caratteristica “Croce di Sant’Andrea”, oltre che per la colorazione rossastra con macchie brune e ali posteriori incolori. Entrambe le specie hanno una sola generazione l’anno. Le uova sono deposte in estate all’interno di cunicoli verticali scavati nel terreno (incolti in particolare), compattati e induriti grazie a un secreto dell’apparato genitale, denominati “Ooteche”, capaci di contenere fino a 30 uova ciascuna. Se si considera che ogni adulto può originare annualmente da 7 a 30 ooteche, si può facilmente dedurre che, nelle condizioni più favorevoli, ogni adulto può dare origine fino a un massimo di 900 nuovi soggetti/anno! La schiusa avviene intorno al mese di aprile e l’insetto adulto comincia a comparire nel successivo mese di maggio. Le due specie evidenziano una fase solitaria e una gregaria, quest’ultima molto pericolosa per gli effetti dannosi che può causare alle coltivazioni. La temibile “Fase gregaria” ha in genere origine quando si verificano condizioni avverse di ordine ecologico, tali da mettere a repentaglio la sopravvivenza della specie. La Schistocera gregaria, che ha creato notevoli devastazioni in Africa e in Asia fin dalle epoche più remote, come documentato in al ...

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