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Concorso Sud Top Wine: tra le cantine della Sardegna premiate a Taormina anche Su'Entu di Sanluri
Sono i migliori vini della Sardegna secondo la giuria internazionale di “Sud Top Wine”. Si è chiusa a Taormina Gourmet con l’ufficializzazione dei vincitori la terza edizione del concorso enologico che premia i migliori vini provenienti da sei regioni del Sud Italia - Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna - ideato e organizzato da Cronache di Gusto e associazione Bica. Dopo la degustazione di oltre 600 vini - avvenuta sull’Etna presso Villa Neri Resort & Spa di Linguaglossa - la giuria guidata da Daniele Cernilli e composta da Wojciech Bońkowski, Daniela Dejnega, Jean Charles Viens, Anthony Rose e Federico Latteri - ha assegnato un primo posto e due Winners per ciascuna delle 21 categorie in concorso (per la Sardegna Vini bianchi sardi a base Vermentino e Vini rossi sardi a base Cannonau). Ecco i vini della Sardegna per le categorie Vini bianchi sardi a base Vermentino e Vini rossi sardi a base Cannonau premiati nella terza edizione di Sud Top Wine Vini bianchi sardi a base Vermentino 1º Posto Vermentino di Sardegna Doc Su’orma 2018 Su’entu Winner Vermentino di Sardegna Doc Giunco 2020 Mesa Winner Vermentino di Gallura Docg Superiore Bèru 2016 Siddura Vini rossi sardi a base di Cannonau 1º Posto Cannonau di Sardegna Doc Nepente di Oliena Riserva Pro Vois 2016 Fratelli Puddu Winner Cannonau di Sardegna Doc 2019 Cherchi Winner Cannonau di Sardegna Doc Mamuthone 2019 Giuseppe Sedilesu «Registriamo una qualità crescente nei vini del Sud Italia – afferma Fabrizio Carrera, ideatore di Sud Top Wine e Taormina Gourmet e direttore di Cronache di Gusto -. Ora continueremo nel lavoro di promozione all’estero dei vini premiati, perché la caratteristica di Sud Top Wine è proprio questa: il lavoro comincia proprio ora, con la cerimonia di premiazione». Daniele Cernilli ha sottolineato come spesso i Paesi esteri sottovalutino alcune regioni italiane «mentre i vini mediterranei stanno decisamente progredendo, in Italia e in particolare al Sud, dove c’è grande biodiversità e una grande presenza di vitigni autoctoni». Tante conferme ma anche tante sorprese sono emerse dalla degustazione come ha spiegato Federico Latteri, così come molte nuove realtà che hanno partecipato per la prima volta a Sud Top Wine, a testimonianza della crescita del concorso. Importante il segnale che arriva dagli Usa, come ha spiegato Gino Colangelo, presidente di Colangelo & Partners, dove il vino italiano sta affermandosi molto bene nonostante l’emergenza Covid-19. «Il mercato si sta riaprendo – ha spiegato Colangelo – e c’è tanto spazio per le cantine nuove che vogliano inserirsi. Sud Top Wine è importante proprio per favorire la conoscenza dei vini del Sud Italia, meno noti rispetto ad altre denominazioni italiane. Oggi il winelover americano è più sofisticato e approfondisce più di prima ma è sicuramente più istruito sul nord Italia vinicolo. C’è tanto spazio, quindi, per far con ...
Leggi di piùUrban Safari: Cagliari, la notte e la biodiversità antropologica
di Giacomo Pitzalis ____________________________ Intorno al 2007 debutta sul canale TV Qoob la serie animata Urban Jungle, dove l’autore Hermes Mangialardo analizza, descrive e racconta in maniera divertente e caustica gli elementi di spicco di quella che viene definita come “fauna urbana”, tra metallari, discotecari, punk e altri personaggi che vediamo passarci a fianco ogni giorno. Ben 13 anni dopo, il cagliaritano Michele The Sea, al secolo Michele Dessì, affronta, con le dovute differenze e tanta originalità, un tema simile, con il fumetto d’esordio Urban Safari. «L'ispirazione è fondamentale e Urban Safari nasce anche grazie ad altre opere e autori che mi hanno colpito e da cui ho appreso qualcosa. Ma, aldilà dei contributi esterni, il mio fumetto ha una matrice tutta sua, legata al voler raccontare storie normalissime tramite metafore e ambientazioni fiabesche. Un po’ come faceva Fabrizio De André nelle sue canzoni. Lo so, ci sono andato un po' pesante con i modelli di riferimento». Ma prima di Urban Safari, della carta e dell’inchiostro, c’è la passione, tanto forte da affondare le radici nell’infanzia dell’autore. «Come la maggior parte delle persone ho conosciuto i fumetti da bambino. Per lo più si trattava di letture casuali, che spaziavano tra Topolino, Skorpio e Lanciostory. Ammetto che gli ultimi due esempi non erano proprio adatti alla mia età, ma sono stati necessari per darmi una visuale più completa della Nona Arte. Da lì a poco sono arrivati i primi esperimenti su quaderni e libri scolastici, fino a progetti un po' più strutturati durante gli anni delle superiori». E dopo questi test preliminari, nel 2020, Michele pubblica la sua opera in maniera autonoma, dedicandosi in prima persona ai testi, alle illustrazioni, al lettering e all’impaginazione. Un lavoro in cui il lettore farà la conoscenza del defunto cane Rusty che, preoccupato per il suo padrone, torna dall’aldilà in modo da aiutarlo nel combattere la propria sociopatia e le mille difficoltà nel relazionarsi con il prossimo. Questo strambo duo si muoverà in una Cagliari ben riconoscibile anche al lettore meno attento, tra luoghi simbolo della città come il bastione di Saint Remy o le viuzze della Marina. «Cagliari racchiude in sé leggende e misteri. Molti luoghi hanno ispirato alcune scene che sono poi state introdotte nel fumetto. I personaggi incontrati a Cagliari, invece, hanno contribuito alla genesi di quelli che compaiono nel volume». Un tour che ha, però, anche un altro scopo, necessario e impellente: quello di veicolare il pensiero dell’artista, tra allegorie e soggetti grotteschi ed eccentrici, deformati dai loro modi di essere, i vizi o dall’atteggiamento rispetto alla vita e al prossimo. «Urban Safari nasce da una gran voglia di esprimere il mio parere sulla società moderna - conclude Michele - senza che nessuno mi interrompesse. Forse è una mia mancanza, ma a parole riesco con difficoltà a spiegare ciò ...
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