Archivio
In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026
Il nuovo “no” della Marmilla al deposito di scorie radioattive nel territorio
Un nuovo, deciso e motivato “no” a un deposito nazionale di scorie radioattive in Marmilla. Un no ribadito stamani dai sindaci e da professionisti incaricati dall’Unione di comuni “Marmilla”, che stamani hanno partecipato, in diretta sul web, alla sezione territoriale riservata alla Regione Sardegna del Seminario Nazionale inerente alla procedura di localizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi nella nostra isola, organizzato dalla Sogin, la società pubblica per lo smaltimento degli impianti nucleari. Sono quattro le aree potenzialmente individuate nel territorio della Marmilla per la realizzazione di un deposito di scorie radioattive. Ma per le fasce tricolori e i professionisti non ci sono dubbi: <Il nostro territorio è incompatibile con la realizzazione di questo progetto. Abbiamo emergenze archeologiche, un patrimonio ambientale e paesaggistico da tutelare, ma anche una morfologia e un sistema fatto di piccoli centri, che non può essere compromesso, in nessun modo, dalla costruzione di un deposito per lo stoccaggio di scorie radioattive>. UNIONE MARMILLA Le ragioni del “no” dell’Unione Marmilla sono state affidate al geologo Andrea Soriga, uno dei professionisti del gruppo, al quale l’ente territoriale ha commissionato uno studio sul territorio e anche l’elaborazione di un dossier per evidenziare tutte le ragioni di incompatibilità da parte del territorio dell’Unione a ospitare questo deposito. Soriga ha evidenziato tutti i fattori di incoerenza territoriale, prima “a scala di immediato contesto territoriale”: <Il territorio ha un’alta predisposizione al rischio di incendi, è prevista la nascita del parco regionale dell’altopiano della Giara, così come sono presenti produzione agricole di qualità. E ancora immobili di alto valore storico e culturale, fra i quali il sito Unesco della reggia nuragica di Barumini e il castello di Las Plassas>. Poi i fattori di incoerenza territoriale “a scala di ambito locale”. <La presenza di tanti corsi d’acqua, di zone con alta pericolosità idrogeologica, specie di flora e fauna tutelate, innumerevoli testimonianze archeologiche>, ha aggiunto Soriga, che ha poi sottolineato: <La media dell’estensione dei piccoli centri della Marmilla è di meno di 40 ettari, mentre il deposito per le scorie avrebbe un’estensione di 150 ettari. Uno scarto di scala immane e inaccettabile. Il sistema di questi piccoli centri, distanti fra loro di pochi chilometri, funziona grazie a un sistema di relazioni, che non può essere messo a rischio da questo deposito>. I SINDACI Contrarietà netta e decisa al centro anche dell’intervento, altrettanto puntuale e dettagliato, del sindaco di Turri Martino Picchedda. Il primo cittadino del paese di 400 abitanti, ha ricordato: <Gli altopiani delle Giare di Siddi e di Gesturi, Setzu e Tuili sono in netta contrapposizione con la possibile ubicazione del deposito di scorie a pochi chilometri da qu ...
Leggi di piùGuspini: la parrocchia di San Pio X "Area Cardio Protetta"
di Maurizio Onidi ________________ La parrocchia di San Pio X da oggi è una delle prime realtà ecclesiastiche in italia in linea con la nuova normativa in materia. Cerimonia di consegna questo pomeriggio del defibrillatore acquistato grazie alla solidarietà della comunità parrocchiale e all'impegno del parroco don Gianni Biancu. “L’iniziativa nasce a seguito dello svolgimento del corso di “primo soccorso” tenuto da Simona Buono, imprenditrice sarda e amministratore delegato di Distribuzione Defibrillatori srl, al quale hanno partecipato 12 persone appartenenti a tutte le parrocchie di Guspini e svoltosi a luglio nella cripta della nostra chiesa” dichiara don Gianni Biancu. “Ottenuta l’abilitazione da parte di alcuni nostri fedeli, abbiamo deciso di coinvolgere la nostra comunità in una raccolta fondi che oggi ha raggiunto questo importante obiettivo” sottolinea con soddisfazione il parroco di San Pio X. Il defibrillatore, che può essere determinante in caso di arresto cardio circolatorio, primo progetto Pad (Pubblico accesso al defibrillatore) è stato illustrato da Simona Buono che nel corso della cerimonia ha dedicato uno spazio formativo propedeutico al suo utilizzo. Posizionato in un apposita teca munita di allarme sonoro e sistema GPS per la sua tracciabilità, come previsto dalle ultime disposizioni legislative, sarà accessibile a tutti h24 nel piazzale antistante la parrocchia di San Pio X che rende l'intera area della chiesa "Cardio Protetta". ...
Leggi di più